L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 si apre con un trend di spesa in crescita per i bilanci delle famiglie italiane: secondo le stime, la spesa complessiva per i soli libri di testo si attesta intorno a un miliardo di euro (800 milioni per il nuovo e 200 milioni per l'usato). Secondo l'ultimo monitoraggio dell’Osservatorio Eures-Adoc, il "caro libri" mostra un incremento medio del 3,3% rispetto allo scorso anno e una disparità territoriale che incide in modo particolare sulle regioni del Mezzogiorno.
Per chi ha figli iscritti alle scuole superiori, la spesa media per i soli testi scolastici si attesta sui 342 euro annui. Tuttavia, la cifra è destinata a lievitare se si considerano i dizionari, il corredo tecnico e la cancelleria, portando il conto totale per il primo anno di una scuola secondaria di secondo grado a superare gli 1,2 miliardi di euro a livello nazionale.
I numeri del monitoraggio: un miliardo di euro per i libri
L'indagine condotta da Eures e Adoc ha preso in esame oltre 3.500 testi adottati in 420 classi distribuite su 100 istituti nei capoluoghi di regione. È opportuno sottolineare una cautela metodologica: per la scuola secondaria di secondo grado, il monitoraggio ha preso in esame esclusivamente i testi di liceo classico, liceo scientifico e istituti tecnici, indirizzi che rappresentavano il 50,2% degli iscritti nell'anno scolastico 2025/26. Inoltre, il rapporto avverte che i dati su base regionale presentano una numerosità limitata e non rivestono piena significatività statistica.
Il quadro che ne emerge è quello di un esborso rilevante: dei circa 1,2 miliardi di euro stimati per il rientro a scuola, un miliardo riguarda i libri, mentre i restanti 200 milioni di euro sono destinati al materiale accessorio, dai quaderni agli strumenti per il disegno tecnico.
Le differenze tra i vari indirizzi di studio restano marcate. Chi sceglie il Liceo Classico affronta la spesa più alta: per l'intero quinquennio si spendono mediamente 1.959 euro (circa 392 euro l'anno). Segue il Liceo Scientifico con una media di 1.797 euro complessivi. Decisamente più contenuti i costi per gli Istituti Tecnici, dove la spesa quinquennale si ferma a 1.381 euro.
| Indirizzo di studio | Spesa media annua | Spesa totale quinquennio |
|---|---|---|
| Liceo Classico | 392 € | 1.959 € |
| Liceo Scientifico | 359 € | 1.797 € |
| Istituti Tecnici | 276 € | 1.381 € |
Il paradosso del Mezzogiorno: la variazione della spesa
Uno dei dati emersi dal rapporto riguarda la frattura geografica. Nonostante i redditi medi siano statisticamente inferiori, le famiglie del Sud e delle Isole affrontano costi mediamente più alti per il catalogo dei libri adottati. Alle superiori, la spesa media nel Mezzogiorno è di 375 euro annui, contro i 332 euro del Centro e i 316 euro del Nord.
Il monitoraggio evidenzia inoltre una variazione della spesa media per i libri adottati nel Sud che, nel biennio 2024-2026, è aumentata del 23,4% (passando da 304 a 375 euro). Il rapporto precisa che tale dato non misura l'aumento dei prezzi di copertina dei singoli testi, ma riflette il cambiamento complessivo dei titoli e del numero di volumi scelti per le adozioni scolastiche. Questa dinamica rischia di compromettere il diritto allo studio, rendendo la formazione un onere gravoso per il nucleo familiare d'origine.
«I dati confermano che la formazione dei nostri ragazzi sta progressivamente perdendo il suo carattere universale per trasformarsi in una tassa insostenibile», dichiara Anna Rea, Presidente Nazionale di ADOC. «Non è accettabile che una famiglia debba rinunciare ad altre necessità primarie o arrangiarsi, ricorrendo a gruppi WhatsApp, chat di quartiere, mercatini e piattaforme online per contenere i costi».
L'impatto sulle famiglie numerose
Il mese di settembre si conferma un momento critico soprattutto per chi ha più figli in età scolare. Per un nucleo familiare con due ragazzi che iniziano contemporaneamente il primo anno della scuola media e il primo anno della superiore, la spesa stimata per l'avvio dell'anno scolastico tocca il picco di 1.514 euro.
Se consideriamo solo il primo anno delle superiori, comprensivo di dizionari e corredo, la spesa media è di 928 euro, che balza a 1.063 euro per chi frequenta il liceo classico. Per maggiori dettagli sui dati emersi, è possibile consultare il comunicato ufficiale ADOC del 2 settembre 2026 e il relativo report integrale.
Cosa fare per contenere le spese
Nonostante la situazione critica, esistono alcuni strumenti per mitigare l'impatto economico. Le famiglie possono verificare la disponibilità di bonus libri e contributi per il diritto allo studio erogati secondo procedure regionali o comunali, solitamente vincolati alla presentazione dell'ISEE. I bandi e le modalità di presentazione delle istanze (che in alcune regioni, come la Sicilia per il 2026/27, possono prevedere la consegna presso la segreteria della scuola) sono consultabili sui portali istituzionali della propria Regione, del Comune di residenza o seguendo le indicazioni degli specifici avvisi pubblici.
Inoltre, resta fondamentale il ricorso al mercato dell'usato, che permette risparmi significativi, e la verifica delle adozioni dei testi sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito o sui portali delle singole scuole, per evitare acquisti errati o superflui prima dell'inizio effettivo delle lezioni.
Secondo l'ADOC, tuttavia, i bonus locali restano misure frammentate. L'associazione ha presentato quattro proposte ufficiali: l'introduzione di una detrazione fiscale del 19% sull'acquisto dei libri, il potenziamento dei sistemi di riuso e comodato d'uso, l'accelerazione della transizione digitale e la creazione di biblioteche solidali. Viene inoltre richiamata la responsabilità sociale degli editori per evitare rialzi eccessivi e pratiche che possano ostacolare il mercato dell'usato, garantendo che la scuola resti davvero aperta a tutti, come previsto dalla Costituzione.