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Scuola

CIAD per le graduatorie ATA: chi deve averla, e perché non dà punteggio

30 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Sulla certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale — la CIAD — circola un equivoco che costa caro: viene presentata come un titolo che fa salire in graduatoria. Non è così. La CIAD non dà punteggio: è un requisito di accesso. Chi non ce l'ha non sale più in basso, semplicemente non può presentare la domanda.

La differenza non è formale. Un titolo che dà punti si può anche non avere: si prende qualche punto in meno e si resta in graduatoria. Un requisito di accesso, se manca, chiude la porta.

Da dove nasce l'obbligo

La CIAD entra fra i titoli di accesso ai profili ATA con l'Allegato A del CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024, ed è recepita nel decreto ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024, quello che disciplina le graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA per il triennio 2024/2027.

Nel decreto, per quasi tutti i profili, il titolo di accesso è scritto nella stessa forma: il diploma richiesto «e certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale». Quella congiunzione è tutto il punto.

Chi deve averla

Serve per l'assistente amministrativo, l'assistente tecnico, il cuoco, l'infermiere, il guardarobiere, l'operatore dei servizi agrari e l'operatore scolastico. Per ognuno di questi profili il decreto affianca la certificazione al titolo di studio, senza alternative.

C'è una sola eccezione, ed è quella che riguarda più persone di tutte: il collaboratore scolastico. Fra i suoi titoli di accesso la CIAD non compare, quindi per quel profilo non è obbligatoria.

Il paradosso: dà punteggio solo a chi non deve averla

Qui sta il rovesciamento che sorprende quasi tutti. Nelle tabelle di valutazione dei profili che la richiedono, la voce sulle certificazioni informatiche recita: «Certificazioni informatiche e digitali diverse dalla certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale costituente titolo di accesso al profilo (si valuta un solo titolo) — punti 0,25».

Tradotto: la CIAD usata come titolo di accesso vale zero punti. Chi ne possiede un'altra, diversa, prende quei 0,25 punti. Per il collaboratore scolastico invece la voce è secca — «certificazioni informatiche e digitali», senza esclusioni — quindi lì una certificazione informatica, CIAD compresa, quei 0,25 punti li porta.

Il risultato è che l'unico profilo per cui la CIAD dà punteggio è l'unico per cui non è obbligatoria.

Cosa rende valida una CIAD (e perché tante non lo sono)

È la parte che conviene leggere prima di spendere soldi, perché il mercato è pieno di attestati che non rispondono ai requisiti. Il decreto riporta testualmente la definizione della Dichiarazione congiunta n. 5 allegata al contratto: la certificazione deve essere

Sono quattro condizioni, e valgono tutte insieme. Un corso concluso con un attestato di frequenza, senza test finale e senza un organismo accreditato dietro, non è una CIAD — per quanto il venditore lo chiami così. Lo stesso decreto, su un'altra voce, mette in guardia con una frase che vale come principio generale: il semplice accreditamento di un ente per la formazione non è condizione sufficiente.

Quando conviene prenderla

Il requisito va soddisfatto al momento dell'iscrizione: non basta averla richiesta, deve essere già conseguita e valida quando si presenta la domanda. Le graduatorie attuali coprono il triennio 2024/2027, quindi chi conta di entrare o rientrare al prossimo aggiornamento ha davanti i mesi giusti per muoversi — e sono mesi che conviene usare, perché fra esame e registrazione i tempi non sono immediati.

Chi deve ancora prenderla trova un percorso conforme, la CIAD IRSAF DigComp 2.2 proposta da Formacenter, rilasciata da un organismo accreditato Accredia secondo la norma ISO/IEC 17024, con esame finale online. Prima di acquistare, da chiunque, vale la pena verificare le quattro condizioni qui sopra: sono l'unico metro che l'amministrazione applica.

Tags: Ata ciad graduatorie ATA
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