Le famiglie del Veneto con figli in età scolare (under 16) che non risultano in regola con le vaccinazioni obbligatorie riceveranno una convocazione o un contatto diretto dalle Ulss nei prossimi giorni. L’obiettivo della Regione è regolarizzare tutte le posizioni entro il 10 settembre 2026, data ufficiale del rientro in classe, per garantire la massima sicurezza sanitaria all'interno degli istituti.
La decisione è stata ufficializzata attraverso una nota inviata a tutte le Aziende sanitarie locali. Il provvedimento dispone una verifica a tappeto dell’Anagrafe Vaccinale Regionale per individuare i giovanissimi che non hanno ancora completato l'iter previsto dai protocolli nazionali. Non si tratta di una nuova normativa, ma di un’accelerazione nei controlli per recuperare quella fascia di popolazione scolastica che, per dimenticanza o scelta, non ha ancora effettuato le somministrazioni obbligatorie.
La direttiva della Regione Veneto e il ruolo delle Ulss
L’input è arrivato direttamente dall'Assessorato alla Sanità della Regione Veneto. Come spiegato dall'assessore Gino Gerosa, la priorità attuale è "penetrare nella fascia che ancora si oppone o non intende apprezzare l'importanza delle vaccinazioni obbligatorie". Tutte le Ulss del territorio regionale hanno ricevuto l'indicazione di incrociare i dati dei residenti con quelli dei centri vaccinali.
L'operazione di monitoraggio riguarda circa il 5% della popolazione under 16, dato che la copertura vaccinale in Veneto si attesta attualmente intorno al 95%. Sebbene si tratti di una percentuale elevata, considerata la soglia di sicurezza per l’immunità di gregge, le autorità sanitarie intendono azzerare le zone d'ombra. La spinta verso questo controllo serrato è stata alimentata anche dalla preoccupazione per recenti casi di cronaca nazionale, come la tragica scomparsa di una bambina a Palermo a causa della difterite, patologia prevenibile proprio attraverso i vaccini.
Quali sono i 10 vaccini obbligatori
Il richiamo delle autorità sanitarie riguarda il rispetto della normativa vigente a livello nazionale (Legge 119/2017, nota come Legge Lorenzin). Per l'iscrizione e la frequenza scolastica, i vaccini obbligatori per i minori di età compresa tra zero e 16 anni sono dieci. Nello specifico, si tratta di:
- Anti-polio
- Anti-difterica
- Anti-tetanica
- Anti-epatite B
- Anti-pertosse
- Anti-Haemophilus influenzae tipo b
- Anti-morbillo
- Anti-rosolia
- Anti-parotite
- Anti-varicella
Il testo completo della normativa che disciplina l'obbligo vaccinale è consultabile su Normattiva (DL 73/2017 coordinato con la legge di conversione 119/2017).
Cosa succede per chi non è in regola
Le conseguenze della mancata regolarizzazione variano a seconda della fascia d'età dello studente, ma in ogni caso comportano un iter amministrativo che coinvolge sia la scuola che la famiglia:
Scuola dell'infanzia e asili nido (0-6 anni): In questo caso, la regolarità vaccinale è un requisito di accesso. I bambini non in regola non possono frequentare le lezioni e decadono dall'iscrizione finché non viene presentata la documentazione che attesti l'avvenuta somministrazione o la prenotazione dell'appuntamento presso l'Ulss.
Scuola dell'obbligo (6-16 anni): Per gli studenti della scuola primaria e secondaria, la mancata vaccinazione non impedisce la frequenza scolastica (per garantire il diritto all'istruzione), ma attiva una procedura di sanzioni pecuniarie a carico dei genitori. Le multe possono variare da 100 a 500 euro, precedute da un colloquio informativo obbligatorio con i medici dell'azienda sanitaria.
Cosa devono fare le famiglie adesso
In vista della scadenza del 10 settembre, i genitori sono invitati a verificare autonomamente lo stato vaccinale dei propri figli attraverso il libretto sanitario o consultando il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale. Se il minore risulta in regola, non è necessario compiere alcuna azione.
Qualora, invece, mancassero uno o più richiami, è consigliabile agire tempestivamente:
- Attendere il contatto dell'Ulss: Le aziende sanitarie stanno inviando lettere o telefonando alle famiglie dei ragazzi non in regola.
- Prenotare autonomamente: Se si è consapevoli di una mancanza, è possibile contattare i centri vaccinali del proprio distretto per fissare un appuntamento prima dell'inizio delle lezioni.
- Presentare documentazione: Se il vaccino è stato effettuato ma non risulta nel sistema (ad esempio se eseguito fuori regione), è necessario consegnare il certificato agli uffici competenti.
La Regione Veneto ha ribadito che l'invito alla vaccinazione non riguarda solo gli studenti, ma è esteso anche alle fasce più deboli della popolazione, con l'obiettivo di mantenere alta la protezione collettiva prima dell'arrivo della stagione autunnale.




