In vista dell'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, il Comune di Trieste consolida la sua strategia di contrasto al bullismo e al cyberbullismo attraverso il progetto "Condividi?". L'iniziativa, specificamente rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, punta a costruire una solida rete di prevenzione integrata che vede la partecipazione attiva delle famiglie, della Polizia Locale e dei Servizi Sociali fin dai primi giorni di lezione.

Proprio in questi giorni di preparazione al rientro in aula, l'assessore alle Politiche dell'educazione e della famiglia del Comune di Trieste, Maurizio De Blasio, ha voluto richiamare l'attenzione sull'importanza di una reale alleanza educativa tra l'istituzione e i genitori. Secondo l'amministrazione comunale, infatti, l'efficacia di qualsiasi piano scolastico contro il disagio giovanile e l'uso scorretto dei dispositivi digitali dipende strettamente dal dialogo costante con i nuclei familiari, che devono essere supportati e coinvolti in ogni fase del percorso.

Come funziona il progetto "Condividi?"

Il piano, nato nell'ambito delle attività del Centro per le Famiglie del Comune di Trieste, si articola in un percorso strutturato che unisce la formazione in classe all'espressione artistica. Il progetto prevede nello specifico due momenti chiave:

  • Incontri interattivi in classe: condotti da un'équipe multidisciplinare composta da educatori professionali, assistenti sociali e agenti della Polizia Locale, con la collaborazione diretta dei docenti coordinatori.
  • Lo spettacolo teatrale: la visione dell'opera "Condividi?", prodotta dalla compagnia Teatro in Movimento e inserita nel progetto nazionale "Generazioni Connesse", che racconta la storia di due dodicenni vittime di prevaricazioni online partendo da testimonianze reali raccolte tra gli studenti.

L'obiettivo principale è fornire ai ragazzi gli strumenti critici per riconoscere i segnali del bullismo, promuovere un uso consapevole e responsabile delle piattaforme social e, soprattutto, superare la paura di chiedere aiuto agli adulti di riferimento, spezzando la barriera dell'isolamento.

I numeri e le scuole coinvolte sul territorio

La macchina organizzativa del Comune di Trieste vanta un'esperienza consolidata: dal 2015 a oggi, le attività di sensibilizzazione hanno intercettato oltre 7.000 studenti della provincia. Per l'annualità in corso, il progetto vede il coinvolgimento operativo di ben 10 Istituti Comprensivi del territorio giuliano:

  • IC Altipiano
  • IC Divisione Julia
  • IC Giovanni Lucio
  • IC Marco Polo
  • IC Rilke
  • IC Margherita Hack
  • IC Ai Campi Elisi
  • IC Valmaura
  • IC Josip Pangerc
  • IC Roli

In totale, l'azione formativa si concentra su 37 classi, raggiungendo direttamente 731 alunni delle scuole medie. L'iniziativa si inserisce nella cornice del Protocollo d'intesa "Prevenzione e sensibilizzazione per la tutela dei minori", siglato originariamente nel 2022 dal Dipartimento Servizi e Politiche Sociali e dal Dipartimento Polizia Locale di Trieste, in sinergia con i Comuni dell'Ambito Carso Giuliano (Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino).

I dati del fenomeno: perché è urgente intervenire

La necessità di interventi strutturati nelle scuole medie trova conferma nei dati statistici più recenti sul disagio giovanile. Secondo le rilevazioni nazionali elaborate dall'Istat e aggiornate a giugno 2025, nel corso del 2023 il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito episodi offensivi, violenti o aggressivi da parte di coetanei, con una preoccupante ricorrenza dei casi.

A questo quadro si aggiungono i dati dello studio Espad Italia 2024, che stima in oltre un milione gli studenti italiani vittime di cyberbullismo, mentre il 32% degli intervistati ammette di aver compiuto, almeno una volta, azioni configurabili come molestie digitali ai danni di un coetaneo. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia come, a livello europeo, circa l'11% degli adolescenti sperimenti situazioni di bullismo all'interno del contesto scolastico.

Come ricordato dai promotori del progetto – tra cui gli assessori comunali Massimo Tognolli (Servizi e Politiche Sociali) e Caterina de Gavardo (Politiche della sicurezza) insieme al vice commissario della Polizia Locale Marco Degrassi – la distinzione tra vita reale e dimensione virtuale è ormai quasi inesistente per le nuove generazioni. Per questo motivo, la Polizia Locale di Trieste ha esteso i propri compiti istituzionali oltre l'educazione stradale, focalizzandosi sulla formazione alla cittadinanza digitale e sulla spiegazione delle conseguenze legali dei comportamenti online.

Cosa cambia per le scuole e le famiglie

Con la ripresa delle lezioni a settembre, i docenti referenti per il contrasto al bullismo dei singoli istituti e i dirigenti scolastici coordineranno il calendario degli incontri con gli operatori comunali. Il progetto "Condividi?" non si limita alla didattica frontale, ma stimola i ragazzi a elaborare definizioni proprie del fenomeno: un lavoro sul campo che, come sottolineato dagli uffici di programmazione dei Servizi sociali del Comune, fa emergere un forte bisogno di ascolto e di supporto psicologico.

Le famiglie interessate a ricevere supporto o maggiori informazioni sui servizi attivi sul territorio possono fare riferimento alle linee guida nazionali consultabili sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e rivolgersi direttamente agli sportelli del Centro per le Famiglie del Comune di Trieste. Per accedere al servizio, richiedere una consulenza o ricevere supporto specialistico, è possibile utilizzare il canale d'accesso diretto visitando la sezione dedicata sul portale web del Centro per le Famiglie del Comune di Trieste, oppure contattare direttamente gli operatori scrivendo all'indirizzo email centrofamiglie@comune.trieste.it.