A pochi giorni dal suono della campanella di settembre, si intensifica la protesta di insegnanti, genitori e rappresentanti d'istituto contro la decisione dell'amministrazione comunale di Como di chiudere lo storico plesso della scuola primaria Corridoni di via Sinigaglia, trasferendo l'80% delle classi nella sede di via Fiume. Una scelta definita insostenibile sia sul piano logistico sia su quello dell'offerta formativa, mentre l'attenzione è ora rivolta alla decisione del Consiglio di Stato, attesa a ridosso dell'avvio del nuovo anno scolastico.
La vicenda ha superato i confini locali fino a richiamare l'attenzione delle istituzioni centrali e del Ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, di fronte alle forti criticità organizzative evidenziate prima dell'inizio delle lezioni. Un quadro complesso che ha spronato l'intera comunità scolastica dell'Istituto Comprensivo Como-Borgovico a ribadire la richiesta di uno stop immediato al piano di spostamento dei plessi.
Le criticità logistiche e la perdita dei laboratori
Gli insegnanti della scuola primaria Corridoni sono intervenuti formalmente per evidenziare come l'ipotesi di trasferimento in via Fiume comporti disagi pesanti per i circa duecento alunni coinvolti e per le rispettive famiglie. La nuova sistemazione, giudicata dall'amministrazione come soluzione residuale ed emersa solo negli ultimi giorni, presenta diversi ostacoli concreti:
- Disagi negli spostamenti: nei momenti di punta, i genitori dovrebbero percorrere a piedi un tragitto impegnativo o ricorrere a mezzi pubblici, considerando che nella zona di via Dottesio transitano prevalentemente vetture extraurbane e non le linee cittadine ordinarie.
- Rottura della continuità didattica: la forte distanza rispetto alla scuola secondaria di primo grado Foscolo impedirebbe la realizzazione di progetti coordinati e laboratori in continuità, come quelli dedicati alla musica e al teatro.
- Riduzione dell'offerta sportiva e laboratoriale: l'ubicazione penalizzerebbe l'accesso agli sport di lago (canottaggio e vela), elemento caratterizzante della programmazione didattica del plesso, compromettendo le attività curricolari e di laboratorio sia della Corridoni che della scuola Venini.
I docenti ricordano che l'edificio di via Sinigaglia dispone di spazi perfettamente adeguati alle esigenze formative dell'infanzia: sei sale mensa, aule dedicate alla musica, laboratori scientifici e creativi, una palestra di ampie dimensioni, orti didattici e un parco piantumato attrezzato per il gioco all'aperto.
La posizione dell'Ufficio scolastico e del Consiglio d'istituto
Nelle valutazioni espresse dal corpo docente e dagli organi collegiali, viene richiamato l'orientamento manifestato dai vertici dell'amministrazione scolastica periferica, in particolare dal dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Imerio Chiappa e dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Luciana Volta, che hanno espresso forti perplessità sulle criticità operative e sulla sicurezza della riorganizzazione proposta.
Anche il presidente del Consiglio d'istituto, Simone Molteni, sottolinea l'assenza di presupposti tecnici per proseguire lungo la strada tracciata dalla giunta comunale guidata dal sindaco Alessandro Rapinese, chiedendo di garantire l'avvio dell'anno scolastico nella sede abituale di via Sinigaglia e di rinviare qualsiasi ipotesi di razionalizzazione soltanto a seguito di adeguati interventi edilizi e pianificazioni condivise.
Per seguire gli aggiornamenti e prendere visione dei documenti ufficiali relativi alla riorganizzazione dei plessi, le famiglie possono consultare direttamente il portale dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Como oppure accedere agli atti pubblicati nell'albo pretorio del Comune di Como, tra cui la Delibera di Giunta Comunale avente ad oggetto la riorganizzazione della rete scolastica e la destinazione del plesso Corridoni.
Atteso il verdetto del Consiglio di Stato
Sul fronte giudiziario, la vicenda ha visto la presentazione di un ricorso al TAR Lombardia e il successivo ricorso al Consiglio di Stato per l'ottenimento di un decreto o ordinanza cautelare d'urgenza volti a sospendere l'efficacia del provvedimento comunale di riorganizzazione. Con il vertice di Palazzo Spada chiamato a esprimersi sull'istanza cautelare, la priorità indicata da insegnanti e rappresentanti dei genitori resta quella di evitare che l'imminente inizio del calendario scolastico trasformi l'organizzazione quotidiana delle famiglie in un percorso ad ostacoli. La richiesta indirizzata al Comune di Como è di consentire l'accoglienza degli alunni nella sede storica di via Sinigaglia, assicurando un inizio d'anno regolare e la piena fruibilità dei servizi didattici integrativi.