L’avvio del nuovo anno scolastico si preannuncia rovente non solo dal punto di vista meteorologico, ma anche sul fronte del dibattito organizzativo. A Bari, l’ipotesi di modificare temporaneamente gli orari di ingresso e di uscita degli studenti per fare fronte all'ondata di caldo estivo di inizio settembre ha incassato una netta frenata da parte delle famiglie. I genitori si dicono fortemente scettici rispetto a soluzioni che prevedano ingressi scaglionati o turnazioni straordinarie, evidenziando come queste misure finirebbero per destabilizzare i ritmi lavorativi e organizzativi interni delle famiglie.

La discussione sul rinvio delle lezioni o sulla rimodulazione degli orari scolastici a causa delle temperature torride è un tema che si ripresenta puntualmente alla fine di agosto. Tuttavia, per i genitori baresi la flessibilità oraria non può tradursi in un ulteriore carico logistico a danno di chi lavora. Al contrario, dalle associazioni e dai rappresentanti dei genitori arriva una proposta alternativa e molto concreta: sfruttare i cortili, i giardini e gli spazi all'aperto delle scuole per svolgere le prime lezioni della giornata, evitando così di costringere gli alunni all'interno di aule spesso prive di impianti di aerazione adeguati.

La conciliazione vita-lavoro al centro delle preoccupazioni

La principale obiezione sollevata dalle famiglie baresi riguarda l'impatto che gli orari scaglionati avrebbero sulla gestione quotidiana. In una fase dell'anno in cui la maggior parte delle attività lavorative è a pieno regime, dover accompagnare o riprendere i figli da scuola a orari insoliti o variabili rappresenta un ostacolo insormontabile per molti genitori dipendenti.

Le famiglie sottolineano come l'introduzione di turni differenziati costringerebbe molti a ricorrere a permessi lavorativi straordinari, a costose soluzioni di baby-sitting o al supporto, non sempre garantito, dei nonni. Per questo motivo, la richiesta unanime rivolta ai dirigenti scolastici e alle amministrazioni locali è quella di mantenere la regolarità degli orari standard fin dal primo giorno di scuola, cercando soluzioni per mitigare il caldo direttamente all'interno dei plessi o nelle loro immediate pertinenze.

La proposta: fare lezione all'aperto nei cortili scolastici

Invece di stravolgere i calendari e gli orari, i genitori propongono di valorizzare il patrimonio di spazi esterni di cui dispongono molti istituti scolastici della città di Bari. Cortili alberati, giardini, chiostri e aree verdi attrezzate potrebbero trasformarsi, almeno per le prime settimane di settembre, in vere e proprie aule a cielo aperto.

La didattica all'aperto (o outdoor education) viene vista come una risposta immediata e salutare:

  • Consente una ventilazione naturale decisamente superiore rispetto a quella delle aule scolastiche tradizionali;
  • Favorisce il distanziamento e riduce la percezione di afa e costrizione tipica degli spazi chiusi;
  • Permette di avviare l'anno scolastico in modo sereno, sfruttando modalità didattiche attive e laboratoriali che ben si prestano ai primi giorni di accoglienza.

Secondo i rappresentanti delle famiglie, molte scuole baresi possiedono spazi esterni idonei che, con un minimo sforzo organizzativo e l'utilizzo di arredi leggeri o stuoie, potrebbero ospitare lezioni di lettura, attività artistiche, scienze o assemblee di classe durante le ore della mattina in cui il sole è meno intenso.

Il nodo irrisolto dell'edilizia scolastica e del clima nelle aule

Al di là delle soluzioni tampone per l'avvio di settembre, la protesta dei genitori riaccende i riflettori sullo stato strutturale degli edifici scolastici. Molte aule scolastiche, non solo in Puglia ma su tutto il territorio nazionale, risultano vulnerabili alle ondate di calore a causa della mancanza di impianti di climatizzazione, di schermature solari esterne efficienti e di un isolamento termico adeguato.

Le famiglie chiedono che il tema del benessere termico a scuola non venga trattato come un'emergenza stagionale improvvisa, ma diventi oggetto di una pianificazione strutturale a lungo termine. Gli investimenti nell'edilizia scolastica dovrebbero includere non solo la messa in sicurezza sismica e l'efficientamento energetico invernale, ma anche interventi mirati a garantire temperature accettabili durante i mesi più caldi dell'anno, considerando che i cambiamenti climatici stanno prolungando la stagione estiva ben oltre i tradizionali confini temporali.

Il quadro normativo e l'autonomia delle singole scuole

Dal punto di vista normativo, la definizione del calendario scolastico spetta alle singole Regioni, che stabiliscono le date di inizio e fine delle lezioni. Tuttavia, le istituzioni scolastiche, nell'ambito della propria autonomia organizzativa e didattica sancita dal DPR 275/1999, hanno la facoltà di adattare il calendario scolastico alle specifiche esigenze locali, d'intesa con gli organi collegiali (Collegio dei docenti e Consiglio d'Istituto) e nel rispetto del monte ore complessivo previsto per i diversi percorsi di studio.

Qualsiasi decisione in merito a modifiche orarie o turnazioni deve quindi passare attraverso un confronto formale all'interno dei singoli istituti, dove la componente dei genitori ha diritto di rappresentanza e di voto. Questo meccanismo di partecipazione democratica consentirà alle famiglie di far valere le proprie istanze direttamente nei Consigli d'Istituto, cercando mediazioni condivise con i dirigenti scolastici per garantire un rientro a scuola sicuro, sereno e compatibile con le esigenze della comunità.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito bari.repubblica.it.