In vista del nuovo anno scolastico 2026/2027, la FIDAE ETS (Federazione Istituti di Attività Educative) ha pubblicato il suo nuovo Manifesto 2026, dal titolo «Custodire l'umano, ricostruire comunità e generare futuro». Il documento, elaborato durante la sessione ordinaria del Consiglio nazionale tenutasi a Trani dal 21 al 23 agosto scorsi, si propone come guida pedagogica da condividere nei collegi dei docenti, nei consigli d'istituto e nelle occasioni di dialogo con le famiglie.

Redatto nell'anno dell'ottantesimo anniversario dalla fondazione della FIDAE e ispirato dalle riflessioni sull'enciclica Magnifica Humanitas, il manifesto intende offrire punti di riferimento concreti per affrontare le trasformazioni sociali e tecnologiche che investono il mondo dell'istruzione.

I tre impegni del Manifesto 2026

Il testo articola la propria proposta in tre direzioni chiave, pensate per aiutare le comunità scolastiche a riesaminare i propri percorsi formativi e le modalità relazionali quotidiane:

  • Custodire l'umano: pone al centro la dignità intrinseca di ogni studente e operatore scolastico, superando la sola logica della prestazione o del rendimento numerico. Il documento invita a considerare la fragilità, l'errore e il limite non come insuccessi da reprimere, ma come fasi della crescita da accompagnare attraverso una valutazione prevalentemente formativa.
  • Ricostruire comunità: mira a rinsaldare l'alleanza educativa tra la scuola e i genitori. La partecipazione della famiglia viene valorizzata oltre il mero adempimento formale, promuovendo anche percorsi di formazione dedicati ai rappresentanti dei genitori affinché agiscano da facilitatori nel dialogo con l'istituzione scolastica.
  • Generare futuro: analizza l'impatto delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale nel contesto didattico. Pur riconoscendo le opportunità offerte dalle piattaforme digitali per personalizzare l'apprendimento, la FIDAE ricorda che gli strumenti algoritmici non possono sostituire la relazione educativa e l'empatia. Spetta dunque alla scuola educare gli studenti al discernimento e all'uso etico dei dati.

L'educatore come "sentinella dell'umano"

Un elemento centrale del documento è la figura dell'insegnante e del dirigente sintetizzata nell'immagine della "sentinella dell'umano". L'educatore viene chiamato a svolgere un ruolo attivo di tutela e vigile attenzione verso i bisogni inespressi dei giovani, sapendo scorgere le potenzialità che necessitano di sostegno e protezione durante la fase di crescita.

Come espresso chiaramente nel documento diffuso dall'associazione, l'auspicio della Federazione è che il testo non rimanga un elaborato teorico, ma diventi uno strumento operativo orientato a calare i principi generali nelle scelte concrete della progettazione didattica annuale.

Come utilizzare il documento a scuola

La FIDAE raccomanda alle direzioni scolastiche e ai corpi docenti di inserire il testo nei materiali di lavoro di inizio anno, proponendo di articolare il confronto a partire da un interrogativo fondamentale: «Di che cosa abbiamo bisogno di prenderci cura, oggi, nella nostra scuola, perché l'umano possa fiorire?».

Tra le modalità applicative suggerite rientrano:

  • la discussione dei contenuti all'interno dei primi Collegi dei docenti di settembre;
  • la presentazione degli assi educativi nei primi incontri scuola-famiglia e con i comitati dei genitori;
  • l'integrazione delle tematiche sul discernimento digitale nei percorsi dell'insegnamento dell'Educazione civica;
  • l'organizzazione di momenti d'aula calibrati per l'età degli studenti dedicati al tema dell'inclusione e del valore della fragilità.

Il testo completo del documento e le informazioni sulle iniziative formative collegate sono consultabili direttamente sul portale ufficiale della FIDAE.