Con il rientro in classe ormai alle porte per l'inizio del nuovo anno scolastico e le temperature elevate che continuano a caratterizzare le ultime settimane d'estate, torna in primo piano il tema dell'adeguatezza termica e strutturale degli edifici scolastici italiani. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), presieduto dal professor Romano Pesavento, ha inviato una proposta formale al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sollecitando l'attivazione di un programma nazionale straordinario per l'adattamento climatico delle scuole.
La richiesta mira a stanziare 1,5 miliardi di euro complessivi nell'arco di un triennio (pari a 500 milioni di euro all'anno) per avviare interventi urgenti di climatizzazione, isolamento termico ed efficientamento energetico negli istituti scolastici del Paese, oggi in gran parte sprovvisti di strumenti adeguati a fronteggiare le ondate di calore.
La situazione nelle scuole: oltre il 92% degli edifici senza climatizzazione
La sollecitazione del CNDDU poggia sui dati ufficiali relativi alla presenza di impianti di raffrescamento negli immobili scolastici statali. Pur registrando un lieve progresso negli ultimi anni, la copertura resta ampiamente insufficiente rispetto al totale del patrimonio immobiliare scolastico:
| Anno Scolastico | Edifici con Climatizzazione | Edifici Totali Censiti | Percentuale di Copertura |
|---|---|---|---|
| 2020/2021 | 1.593 | 40.342 | 3,95% |
| 2024/2025 | 2.835 | 39.351 | 7,20% |
Nonostante l'incremento di strutture dotate di impianti, oltre 9 edifici scolastici su 10 restano privi di sistemi di raffrescamento. Un problema che impatta quotidianamente sulla salute e sul rendimento di oltre 7 milioni di studenti e più di un milione di lavoratori tra docenti e personale ATA, in particolare nei periodi d'inizio e fine anno scolastico o durante lo svolgimento delle attività estive ed esami.
Cosa prevede la proposta inviata al Ministero
Secondo la proposta elaborata dal CNDDU, l'installazione di condizionatori non può rappresentare un intervento isolato. Inserire motori refrigeranti in strutture vecchie o poco isolate rischierebbe infatti di generare consumi elettrici insostenibili e vertiginosi rincari delle spese correnti per gli enti locali.
Il piano triennale prevede una strategia integrata articolata su diversi punti chiave:
- Dotazione finanziaria certa: un fondo nazionale da 500 milioni di euro all'anno per tre anni, destinato in via prioritaria ai plessi che presentano le maggiori criticità microclimatiche.
- Interventi strutturali combinati: affiancamento dei condizionatori a opere di isolamento termico (cappotti, infissi ad alta tenuta, schermature solari) e potenziamento delle reti elettriche e degli impianti fotovoltaici.
- Mappatura e Anagrafe dell'edilizia: aggiornamento dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica con indicatori specifici su esposizione solare, microclima interno, capacità delle reti elettriche e presenza di impianti di raffrescamento.
- Integrazione delle risorse: possibilità per gli enti locali di cumulare il contributo statale con gli strumenti di incentivazione già esistenti, come il Conto Termico curato dal GSE per l'efficienza energetica della pubblica amministrazione.
- Gradualità d'intervento: priorità di cantiere rivolta agli edifici maggiormente esposti e a quelli in cui le attività didattiche o amministrative proseguono nei mesi più caldi.
Tutela della salute e ripartizione delle competenze
Nel testo inviato al Ministero, il Coordinamento richiama le disposizioni del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il testo normativo inserisce espressamente il microclima tra gli agenti fisici soggetti alla valutazione preventiva dei rischi.
Allo stesso tempo, il documento fa chiarezza sulle responsabilità istituzionali: i dirigenti scolastici hanno la facoltà e il dovere di segnalare le criticità e richiedere interventi, ma la competenza sugli interventi strutturali, la manutenzione straordinaria e la proprietà degli immobili spetta ai Comuni e alle Province (o Città Metropolitane), come stabilito dalla Legge 11 gennaio 1996, n. 23.
Infine, il CNDDU suggerisce al Ministero dell'Istruzione e del Merito un aggiornamento delle norme tecniche per la progettazione della scuola, ferme al Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975, per adeguarle agli standard energetici e climatici attuali.




