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Scuola

Preside in chemioterapia inviata al Nord: il caso a Bari

27 agosto 2026 di Francesco Perrone

Anni di studio intenso, il concorso superato dopo tanta attesa e la speranza di coronare finalmente il sogno di una vita: guidare una scuola. Poi, all'inizio del 2025, la scoperta della malattia, un tumore al seno che ha stravolto la vita di una docente pugliese. Tra interventi chirurgici e cicli di chemioterapia ancora in corso all'ospedale di Bari, nei giorni scorsi è arrivata la lettera di incarico: la neo-dirigente scolastica dovrà prendere servizio dal primo settembre in un istituto del Nord Italia, a quasi mille chilometri di distanza dalla struttura sanitaria che la segue.

Di fronte alla drammaticità della situazione, la donna ha avanzato formalmente richiesta di poter essere assegnata a una sede nella propria regione o in una zona limitrofa, così da non interrompere la continuità terapeutica. Ma la risposta del Ministero dell'Istruzione e del Merito è stata negativa.

La risposta del Ministero e la scelta obbligata

Nel riscontrare l'istanza presentata dalla dirigente, assistita dal sindacato Confil-Dirigenza scolastica, il Ministero ha formalizzato il proprio diniego evidenziando un vincolo oggettivo di organico: «Pur comprendendo le ragioni sottostanti alla richiesta, si rappresenta che la regione indicata risulta priva di posti vacanti e disponibili».

Una risposta che ha posto la donna di fronte a un bivio obbligato: rinunciare al ruolo per cui ha studiato a lungo oppure preparare le valigie pur di non perdere la cattedra di presidenza, accettando un trasferimento che rischia di compromettere il delicato percorso sanitario. Sotto garanzia dell'anonimato, la dirigente ha affidato il suo sconforto ad alcune dichiarazioni:

«Ho scoperto la mia malattia a inizio dell’anno 2025. Tale patologia ha determinato la necessità progressivamente di cure chemioterapiche, interventi chirurgici e ulteriori successive cure oncologiche e chemioterapiche. La preparazione del concorso è avvenuta in un’epoca antecedente rispetto alla diagnosi. L’aver appreso dell’assenza di posti in Puglia, e in particolare nella provincia di Bari, mi ha generato sconforto e smarrimento, tenuto conto che la mia patologia è seguita con particolare attenzione dall’ospedale che mi assiste dall’inizio di questo impegnativo percorso».

La distanza geografica rischia ora di ostacolare le visite di controllo e i protocolli oncologici ai quali deve sottoporsi periodicamente. «Una destinazione a mille chilometri di distanza — ha sottolineato la donna — finirebbe con il condizionare e pregiudicare le cure e il percorso di recupero in corso, anche in considerazione del costante e periodico monitoraggio al quale sono assoggettata».

Il sindacato si mobilita e la vicenda arriva alla Camera

Il sindacato Confil-Dirigenza scolastica ha sollevato la questione a livello nazionale, chiedendo una revisione dei criteri operativi di fronte a casi di eccezionale gravità sanitaria. La vicenda ha superato le mura scolastiche per approdare sui banchi delle istituzioni politiche.

Il deputato Rossano Sasso ha annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per chiedere chiarimenti sulla gestione dei posti disponibili nei quadri regionali. Secondo l'esponente politico, la presunta mancanza di sedi in Puglia andrebbe verificata alla luce della gestione delle reggenze affidate negli istituti della regione.

Mentre la data dell'avvio ufficiale del nuovo anno scolastico si avvicina, per la neo-preside resta l'incertezza sul futuro imminente, diviso tra il dovere professionale di assumere il servizio e il diritto primario alla tutela della propria salute.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito bari.repubblica.it.

Tags: cronaca ministero istruzione dirigenti scolastici
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