Il Tribunale di Milano ha condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) per condotta antisindacale presso l'Istituto d'Istruzione Superiore "Marie Curie - Piero Sraffa" di Milano. La storica sentenza ristabilisce la centralità delle relazioni sindacali e dei diritti del personale scolastico, dichiarando illegittima la gestione unilaterale delle risorse destinate alla valorizzazione dei lavoratori.

La decisione, pronunciata martedì 25 agosto 2026 dalla Sezione Lavoro del Tribunale di Milano, accoglie pienamente il ricorso d'urgenza ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. L'azione era stata promossa congiuntamente dalle federazioni territoriali di FLC CGIL, UIL Scuola RUA e SNALS CONFSAL di Milano, d'intesa con la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) dell'istituto scolastico, per contrastare una gestione che per anni ha scavalcato le prerogative contrattuali.

Cinque anni di relazioni sindacali negate sui fondi per il personale

La vicenda affonda le radici in una sistematica paralisi delle relazioni sindacali all'interno dell'istituto milanese. Secondo quanto accertato dal giudice, per cinque anni scolastici consecutivi – dal 2021/2022 al 2025/2026 – la contrattazione integrativa sulla ripartizione e sull'utilizzo delle risorse destinate alla valorizzazione del personale (il cosiddetto fondo per il merito) è stata di fatto bloccata.

La dirigenza scolastica, pur convocando formalmente i tavoli di trattativa, ha mantenuto una posizione di totale rigidità, impedendo il raggiungimento di qualsiasi accordo con le rappresentanze dei lavoratori. Questa condotta è culminata nell'adozione di decisioni unilaterali provvisorie per imporre la propria linea, l'ultima delle quali risalente allo scorso 19 marzo 2026. Un modus operandi che il Tribunale ha giudicato lesivo delle prerogative sindacali e della dignità professionale del personale docente e ATA.

Cosa stabilisce la sentenza del Tribunale di Milano

La pronuncia della giudice Eleonora Palmisani smantella le tesi difensive dell'amministrazione scolastica e fissa punti cardine di estrema rilevanza per la gestione delle relazioni sindacali nelle scuole:

  • Cessazione immediata del comportamento illegittimo: viene ordinato alla dirigenza scolastica di porre fine a qualsiasi condotta che ostacoli il regolare svolgimento delle relazioni sindacali.
  • Annullamento dell'atto unilaterale: il Tribunale ha dichiarato l'illegittimità del provvedimento unilaterale adottato dalla dirigente scolastica il 19 marzo 2026 relativo alla ripartizione dei fondi.
  • Riapertura delle trattative: l'amministrazione scolastica è obbligata a riattivare immediatamente il tavolo di contrattazione integrativa d'istituto per definire di comune accordo i criteri di ripartizione delle risorse.
  • Condanna alle spese: il Ministero dell'Istruzione e del Merito è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 3.000,00 euro complessivi oltre agli oneri di legge.

Un precedente importante per la contrattazione nelle scuole

Questa sentenza rappresenta un richiamo fondamentale per l'intero sistema scolastico italiano, proprio a ridosso dell'avvio del nuovo anno scolastico. Come sottolineato nella nota ufficiale pubblicata dalla FLC CGIL Milano, l'autonomia scolastica non può essere interpretata come un potere assoluto e unilaterale del dirigente scolastico.

La contrattazione collettiva integrativa non costituisce un mero adempimento formale o burocratico, ma un obbligo preciso che deve essere condotto secondo i principi di buona fede e correttezza. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) rimane lo strumento principale per garantire trasparenza, imparzialità e uguaglianza nell'attribuzione delle risorse accessorie al personale scolastico. I sindacati hanno già annunciato che vigileranno con la massima attenzione affinché il tavolo negoziale presso l'IIS "Curie - Sraffa" venga riaperto senza ulteriori indugi, nel pieno rispetto dei principi sanciti dal giudice del lavoro.