Stop alle controriforme a ogni avvicendamento di maggioranza e spazio a una programmazione pluriennale che metta al centro la stabilità del personale, l'autonomia degli istituti e la centralità dello studente. È questa la convergenza emersa ieri, martedì 25 agosto, nel corso della tavola rotonda svoltasi al Meeting di Rimini, dove rappresentanti di maggioranza e opposizione si sono confrontati sulle priorità del sistema d'istruzione italiano.
L'incontro, intitolato "Riformiamo la scuola. Alcuni spunti per un dibattito" e promosso da un cartello di organizzazioni del mondo educativo — tra cui CDO Opere Educative, Associazione Rischio Educativo, Diesse, DiSAL e Fondazione Portofranco —, ha visto la partecipazione di parlamentari ed esponenti politici di diversi schieramenti: Valentina Aprea (Forza Italia), Grazia Di Maggio (Fratelli d'Italia), Mariastella Gelmini (Noi Moderati), Enrico Borghi (Italia Viva) e Simona Malpezzi (Partito Democratico), con la moderazione di Massimiliano Tonarini, presidente di CDO Opere Educative.
Un patto bipartisan contro la frammentazione normativa
Il punto di contatto principale tra le forze politiche presenti ha riguardato la necessità di superare la logica dell'alternanza distruttiva, che ad ogni cambio di governo porta a smantellare o riscrivere i provvedimenti della legislatura precedente. A formalizzare l'auspicio è stato Enrico Borghi, che ha proposto esplicitamente la sottoscrizione di un patto bipartisan per la scuola.
Secondo Borghi, le trasformazioni tecnologiche, energetiche e geopolitiche impongono una visione strategica d'insieme che non può essere condizionata dai tempi delle scadenze elettorali. Un'impostazione condivisa da Mariastella Gelmini, la quale ha ribadito l'opportunità di una convergenza trasversale capace di rimettere la relazione educativa al centro dell'azione pubblica, superando la pura prestazione nozionistica e valorizzando la sussidiarietà.
Docenti, stipendi e autonomia scolastica
L'attenzione dei relatori si è concentrata in modo particolare sulle condizioni di lavoro e sul riconoscimento professionale del personale docente. Simona Malpezzi ha rimarcato l'urgenza di adeguare le retribuzioni degli insegnanti italiani agli standard medi dei Paesi europei, individuando nella stabilità dell'organico e nel rafforzamento dell'autonomia scolastica le leve fondamentali per migliorare la qualità della didattica.
Sul fronte dello stato giuridico dei docenti e dell'organizzazione del sistema, Valentina Aprea ha richiamato la necessità di ridefinire il ruolo dello Stato, orientandolo prevalentemente verso funzioni di indirizzo, programmazione e valutazione degli esiti, lasciando invece alle singole istituzioni scolastiche un'effettiva libertà gestionale e organizzativa.
Comunità educante, inclusione e parità
Il dibattito ha toccato anche i temi dell'inclusione e della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie:
- Merito e condotta: Grazia Di Maggio ha sottolineato l'importanza di riaffermare la cultura del merito e della responsabilità individuale, evidenziando il ruolo delle regole di comportamento e la necessità di rafforzare gli strumenti di supporto per l'integrazione degli alunni con disabilità e degli studenti di origine straniera.
- Patti di comunità: è stata evidenziata la funzione dei patti educativi territoriali come strumento per prevenire la dispersione scolastica e supportare le famiglie nei contesti di maggiore fragilità sociale.
- Parità scolastica e costi: si è registrata una convergenza istituzionale sulla valorizzazione delle scuole paritarie all'interno del sistema nazionale di istruzione, con proposte legate alla stabilizzazione del buono scuola e all'applicazione del modello del costo standard per studente.
I promotori del dibattito hanno confermato che gli spunti emersi a Rimini confluiranno in un documento di sintesi elaborato congiuntamente dalle associazioni organizzatrici, destinato a essere presentato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e ai gruppi parlamentari in vista dei prossimi appuntamenti legislativi dedicati al settore scuola.