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Scuola

Debiti scolastici: uno studente su sei alle prese con i recuperi

26 agosto 2026 di Francesco Perrone

Per migliaia di studenti delle scuole superiori la fine di agosto non coincide soltanto con gli ultimi scampoli di vacanza, ma con il ritorno definitivo sui libri. Secondo i dati provvisori sugli scrutini dell'anno scolastico 2025/2026 diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, il 17,7% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado – praticamente uno su sei – è stato sospeso in giudizio a giugno e dovrà sostenere le prove di recupero entro l'8 settembre 2026.

Una scadenza ormai imminente che mette a dura prova la tenuta emotiva dei ragazzi e l'organizzazione delle famiglie, proprio a ridosso del rientro ufficiale in classe. Tuttavia, se l'ansia da prestazione è inevitabile, le statistiche storiche offrono un quadro decisamente rassicurante: per la stragrande maggioranza dei candidati, l'esame di riparazione si rivela un ostacolo ampiamente superabile.

La mappa dei debiti: dove si rischia di più

La probabilità di trascorrere l'estate a studiare per riparare le insufficienze varia notevolmente in base a due fattori principali: l'indirizzo di studi scelto e l'anno di corso frequentato.

Analizzando i diversi percorsi scolastici, emerge chiaramente come gli Istituti Tecnici rappresentino la vera e propria "zona rossa" delle insufficienze estive. Qui quasi un ragazzo su quattro (il 22,6%) si è ritrovato con il giudizio sospeso a giugno, mentre il 7,9% è stato fermato direttamente con la bocciatura immediata.

Nei Licei la situazione appare più stabile: i rimandati si attestano al 15,7%, a fronte di una quota minima di non ammessi diretti alla classe successiva (2,9%). Negli Istituti Professionali, invece, la percentuale dei sospesi in giudizio si ferma al 14,9%, ma questo dato è controbilanciato da un tasso di bocciatura diretta molto elevato, pari all'8,6% già al termine delle lezioni di giugno.

Anche l'età e l'anno di corso influiscono sul rischio di ricevere il temuto debito formativo:

L'Italia dei rimandati: il divario geografico tra Nord e Sud

I dati del Ministero evidenziano una netta spaccatura territoriale nell'assegnazione dei debiti scolastici tra le regioni settentrionali e quelle meridionali della Penisola. La "linea dura" si concentra soprattutto al Nord, con la Valle d'Aosta che guida la classifica dei giudizi sospesi con un picco del 27,5% (a cui si somma un 7,5% di bocciati diretti).

Percentuali elevate di rimandati si registrano anche in Liguria (23,5%), Veneto (22,9%), Sardegna (22,9%), Lombardia (22,7%) e Friuli Venezia Giulia (22,7%).

Al contrario, il Mezzogiorno fa registrare numeri decisamente più contenuti. La maglia rosa spetta alla Puglia, dove appena il 10,1% degli studenti ha ricevuto un debito estivo. Seguono a ruota la Calabria (10,7%), la Campania (11,1%), la Sicilia (11,2%) e la Basilicata (11,8%). Questo divario riaccende periodicamente il dibattito sulla disomogeneità dei criteri di valutazione adottati dai diversi consigli di classe lungo la Penisola.

Un discorso a parte merita il Trentino-Alto Adige, dove gli esami di riparazione estivi sono stati aboliti circa trent'anni fa. In questo territorio le insufficienze si recuperano durante l'anno scolastico successivo tramite appositi piani personalizzati; non a caso, la regione registra una quota di bocciature finali del 6,8%, tra le più alte d'Italia.

Esami di riparazione: perché non bisogna cedere al panico

Nonostante la pressione psicologica legata a queste settimane di studio intenso, le serie storiche ministeriali indicano che fallire le prove di settembre è un'eventualità piuttosto rara. I dati consolidati dimostrano che oltre il 90% degli studenti con giudizio sospeso riesce a superare le prove e a ottenere l'ammissione alla classe successiva. Solo l'8% dei rimandati – circa uno studente su dodici – non supera lo sbarramento finale e va incontro alla bocciatura definitiva.

Le probabilità di successo rimangono leggermente condizionate dall'indirizzo di studio: nei Licei la percentuale di chi non supera i recuperi si ferma al 7%, negli Istituti Tecnici sale all'8,5% e tocca il 9,8% nei Professionali. Nelle scuole paritarie il clima è ancora più disteso, con appena il 5,3% di respinti a settembre.

Per consultare le comunicazioni ufficiali sui calendari delle prove e sulle modalità di svolgimento dei corsi di recupero, le famiglie possono fare riferimento ai portali web dei singoli istituti scolastici o visitare la sezione dedicata sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Tags: superiori cronaca debiti scolastici
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