Per migliaia di studenti delle scuole superiori la fine di agosto non coincide soltanto con gli ultimi scampoli di vacanza, ma con il ritorno definitivo sui libri. Secondo i dati provvisori sugli scrutini dell'anno scolastico 2025/2026 diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, il 17,7% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado – praticamente uno su sei – è stato sospeso in giudizio a giugno e dovrà sostenere le prove di recupero entro l'8 settembre 2026.
Una scadenza ormai imminente che mette a dura prova la tenuta emotiva dei ragazzi e l'organizzazione delle famiglie, proprio a ridosso del rientro ufficiale in classe. Tuttavia, se l'ansia da prestazione è inevitabile, le statistiche storiche offrono un quadro decisamente rassicurante: per la stragrande maggioranza dei candidati, l'esame di riparazione si rivela un ostacolo ampiamente superabile.
La mappa dei debiti: dove si rischia di più
La probabilità di trascorrere l'estate a studiare per riparare le insufficienze varia notevolmente in base a due fattori principali: l'indirizzo di studi scelto e l'anno di corso frequentato.
Analizzando i diversi percorsi scolastici, emerge chiaramente come gli Istituti Tecnici rappresentino la vera e propria "zona rossa" delle insufficienze estive. Qui quasi un ragazzo su quattro (il 22,6%) si è ritrovato con il giudizio sospeso a giugno, mentre il 7,9% è stato fermato direttamente con la bocciatura immediata.
Nei Licei la situazione appare più stabile: i rimandati si attestano al 15,7%, a fronte di una quota minima di non ammessi diretti alla classe successiva (2,9%). Negli Istituti Professionali, invece, la percentuale dei sospesi in giudizio si ferma al 14,9%, ma questo dato è controbilanciato da un tasso di bocciatura diretta molto elevato, pari all'8,6% già al termine delle lezioni di giugno.
Anche l'età e l'anno di corso influiscono sul rischio di ricevere il temuto debito formativo:
- Secondo anno: si conferma lo scoglio più duro del percorso, con il 19,7% di studenti rimandati.
- Terzo anno: registra il 18,2% di sospensioni del giudizio.
- Primo anno: si attesta al 17,6%, ma detiene il primato assoluto delle bocciature dirette a giugno (8,7%).
- Quarto anno: è il più clemente, con "solo" il 15,3% di alunni costretti a recuperare.
L'Italia dei rimandati: il divario geografico tra Nord e Sud
I dati del Ministero evidenziano una netta spaccatura territoriale nell'assegnazione dei debiti scolastici tra le regioni settentrionali e quelle meridionali della Penisola. La "linea dura" si concentra soprattutto al Nord, con la Valle d'Aosta che guida la classifica dei giudizi sospesi con un picco del 27,5% (a cui si somma un 7,5% di bocciati diretti).
Percentuali elevate di rimandati si registrano anche in Liguria (23,5%), Veneto (22,9%), Sardegna (22,9%), Lombardia (22,7%) e Friuli Venezia Giulia (22,7%).
Al contrario, il Mezzogiorno fa registrare numeri decisamente più contenuti. La maglia rosa spetta alla Puglia, dove appena il 10,1% degli studenti ha ricevuto un debito estivo. Seguono a ruota la Calabria (10,7%), la Campania (11,1%), la Sicilia (11,2%) e la Basilicata (11,8%). Questo divario riaccende periodicamente il dibattito sulla disomogeneità dei criteri di valutazione adottati dai diversi consigli di classe lungo la Penisola.
Un discorso a parte merita il Trentino-Alto Adige, dove gli esami di riparazione estivi sono stati aboliti circa trent'anni fa. In questo territorio le insufficienze si recuperano durante l'anno scolastico successivo tramite appositi piani personalizzati; non a caso, la regione registra una quota di bocciature finali del 6,8%, tra le più alte d'Italia.
Esami di riparazione: perché non bisogna cedere al panico
Nonostante la pressione psicologica legata a queste settimane di studio intenso, le serie storiche ministeriali indicano che fallire le prove di settembre è un'eventualità piuttosto rara. I dati consolidati dimostrano che oltre il 90% degli studenti con giudizio sospeso riesce a superare le prove e a ottenere l'ammissione alla classe successiva. Solo l'8% dei rimandati – circa uno studente su dodici – non supera lo sbarramento finale e va incontro alla bocciatura definitiva.
Le probabilità di successo rimangono leggermente condizionate dall'indirizzo di studio: nei Licei la percentuale di chi non supera i recuperi si ferma al 7%, negli Istituti Tecnici sale all'8,5% e tocca il 9,8% nei Professionali. Nelle scuole paritarie il clima è ancora più disteso, con appena il 5,3% di respinti a settembre.
Per consultare le comunicazioni ufficiali sui calendari delle prove e sulle modalità di svolgimento dei corsi di recupero, le famiglie possono fare riferimento ai portali web dei singoli istituti scolastici o visitare la sezione dedicata sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.




