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Scuola

Comunità educanti: la proposta di legge Gelmini-Malpezzi

26 agosto 2026 di Francesco Perrone

Rendere strutturale la collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglie, enti del terzo settore, oratori e associazioni locali: è questo il cuore del disegno di legge bipartisan illustrato al Meeting di Rimini dalle senatrici Mariastella Gelmini e Simona Malpezzi. La proposta intende sostenere concretamente le comunità educanti stanziando un fondo permanente da 30 milioni di euro all'anno, destinato a finanziare progetti territoriali integrati per contrastare la povertà educativa e il disagio giovanile.

L'iniziativa legislativa nasce dalla consapevolezza che le sfide dell'inclusione sociale e del successo formativo non possono gravare unicamente sulle spalle del personale scolastico. Di fronte a fenomeni complessi come l'abbandono scolastico precoce, il ritiro sociale e la fragilità emotiva di molti adolescenti, la scuola necessita di un'alleanza territoriale solida, organizzata e dotata di risorse certe.

Le misure chiavi del disegno di legge

Il testo elaborato congiuntamente dalle due parlamentari mira a dare continuità e solidità a esperienze che negli anni recenti sono state spesso gestite in via emergenziale o sperimentale. L'obiettivo è trasformare i "patti educativi di comunità" in uno strumento ordinario di sistema su tutto il territorio nazionale.

Tra i punti qualificanti della proposta figurano:

Un'intesa bipartisan per il futuro dei giovani

La presentazione congiunta della proposta da parte della senatrice Mariastella Gelmini e della senatrice Simona Malpezzi evidenzia un approccio trasversale ai temi dell'istruzione e della tutela dei minori. Il confronto svolto a Rimini ha ribadito la necessità di sottrarre il benessere e la crescita sociale dei ragazzi alle contrapposizioni politiche, garantendo continuità operativa agli interventi educativi sul territorio.

Nel dettaglio, la comunità educante opera per prevenire l'emarginazione prima che i segnali di sofferenza o di ritardo scolastico si traducano in abbandono definitivo. L'integrazione tra le risorse della scuola e quelle della comunità locale consente di prolungare la frequenza dei plessi anche nelle ore pomeridiane e nei periodi di sospensione delle lezioni, trasformando la scuola nel baricentro della vita sociale del quartiere.

Cosa cambia per le scuole e i docenti

Per le istituzioni scolastiche, il provvedimento non intende introdurre nuovi adempimenti burocratici né incrementare i carichi di lavoro teorico per gli insegnanti. Al contrario, si propone di affiancare al corpo docente figure professionali specializzate — come educatori territoriali, psicologi e operatori culturali — messe a disposizione dagli enti locali e dagli enti del terzo settore accreditati.

Le istituzioni coinvolte all'interno delle reti territoriali includono:

Iter parlamentare e prossimi sviluppi

Con la presentazione del disegno di legge, l'iter prenderà formalmente il via in Senato attraverso l'assegnazione alla commissione parlamentare competente per l'esame in sede referente. Nel corso dei lavori d'aula verranno definiti i criteri operativi con cui il Ministero e le Regioni ripartiranno i fondi da 30 milioni di euro e le linee guida per la sottoscrizione dei patti educativi tra gli istituti scolastici e i soggetti territoriali.

L'auspicio espresso dalle promotrici è che l'iniziativa incontri un ampio sostegno parlamentare, così da assicurare all'intero sistema d'istruzione uno strumento stabile e duraturo per contrastare le disuguaglianze educative in Italia.

Tags: cronaca povertà educativa comunita educanti
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