Imparare a riconoscere il confine tra una battuta innocente e un'offesa che ferisce, saper dire di no e costruire relazioni basate sull'empatia, sia in classe che sui social network: sono questi gli obiettivi centrali de “Il patentino del rispetto. Storie per fare la cosa giusta”, il nuovo volume firmato dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, pubblicato da De Agostini (192 pagine, 16,90 euro). Pensato per ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni, il testo si propone come uno strumento di lavoro utile non solo per i giovanissimi, ma anche per i docenti e i genitori alle prese con la delicata transizione verso la scuola secondaria di primo grado.

L'opera nasce per rispondere all'esigenza quotidiana di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo all'interno delle comunità scolastiche. Attraverso la narrazione di oltre dieci situazioni reali, il volume accompagna gli studenti in un percorso di riflessione guidata sui comportamenti di tutti i giorni, offrendo spunti concreti da spendere anche nelle ore di Educazione civica e nei progetti di prevenzione del disagio giovanile.

Dalle dinamiche di classe alle interazioni digitali: le dieci storie

Il libro si sviluppa attorno a contesti di vita quotidiana estremamente familiari per gli studenti che si affacciano all'adolescenza. Ogni capitolo porta i lettori all'interno di una classe o di un gruppo di pari dove si affrontano nodi relazionali complessi e delicati:

  • La gestione delle prese in giro e dell'ironia: capire quando un commento supera il limite e diventa prevaricazione;
  • Il consenso e i confini personali: imparare il valore del rispetto dello spazio fisico ed emotivo altrui;
  • Stereotipi e pregiudizi: decostruire le etichette che condizionano l'inclusione nel gruppo;
  • Solitudine ed esclusione: riconoscere le dinamiche di emarginazione e muoversi con empatia verso chi ne è vittima;
  • La reputazione e la vita online: valutare il peso delle parole e delle immagini condivise sulle chat di classe o sui social media.

L'approccio scelto dall'autore non è accademico né punitivo. Invece di limitarsi a una lista di regole da memorizzare, la narrazione spinge gli adolescenti a immedesimarsi nelle diverse prospettive — la vittima, l'aggressore, ma soprattutto lo spettatore passivo — per favorire la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità individuale.

Come funziona il "Patentino del rispetto"

La struttura del volume richiama quella di un vero e proprio corso pratico. Al termine di ciascuna storia e sfida educativa, il lettore ha la possibilità di completare una verifica personale conquistando un "bollino" metaforico sul proprio personale Patentino del rispetto.

L'obiettivo pedagogico è quello di trasformare il rispetto da valore astratto ad abitudine da allenare quotidianamente. Riconoscere le situazioni a rischio, applicare quello che l'autore definisce un "confine gentile" e posizionarsi in difesa di chi viene preso di mira sono i tre passaggi cardine che permettono di completare l'itinerario formativo.

Un'opportunità per l'Educazione civica e l'orientamento scolastico

Per la scuola italiana, che da anni investe nelle figure dei referenti per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo e nell'insegnamento trasversale dell'Educazione civica, il testo di Lavenia — docente all'Università Politecnica delle Marche ed esperto in dipendenze digitali e salute mentale delle nuove generazioni — rappresenta un supporto didattico facilmente integrabile nella programmazione curricolare.

Le storie si prestano a essere lette e discusse in aula attraverso attività di laboratorio, role-playing e dibattiti guidati dagli insegnanti, favorendo un clima di classe positivo essenziale per il benessere psicofisico e il successo formativo degli alunni.

Cosa possono fare docenti e famiglie

Per chi opera sul campo, l'integrazione di strumenti narrativi nella didattica quotidiana costituisce un canale d'accesso privilegiato alle emozioni dei ragazzi. Ecco alcune indicazioni operative su come valorizzare contenuti di questo tipo a scuola e a casa:

  • Avviare circoli di discussione (circle time): utilizzare gli episodi del libro come traccia di partenza per far emergere vissuti, dubbi e testimonianze dirette degli alunni;
  • Involvere i referenti scolastici: coordinare le letture con il referente per il cyberbullismo dell'istituto per strutturare interventi mirati;
  • Promuovere l'alleanza educativa scuola-famiglia: consigliare la lettura ai genitori per uniformare i messaggi educativi sul corretto utilizzo dei dispositivi digitali e sulle dinamiche relazionali.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito videoembed.ansa.it.