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Docenti

Scuole in reggenza: nuovi esoneri e semiesoneri per i docenti

25 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via libera ufficiale alle procedure per l’esonero e il semiesonero dall'insegnamento dei docenti collaboratori nelle scuole affidate in reggenza per l'anno scolastico 2026/2027. Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 154 del 31 luglio 2026, registrato dalla Corte dei Conti lo scorso 19 agosto, l'amministrazione definisce i criteri e le quote per il supporto ai dirigenti scolastici che si trovano a gestire più istituti contemporaneamente.

Il provvedimento arriva in un momento cruciale, a pochi giorni dall'inizio ufficiale delle attività scolastiche, e risponde alla necessità di garantire la continuità amministrativa e gestionale in quelle istituzioni che, per carenza di titolari o per dimensioni, vengono affidate a un preside già impegnato in un'altra sede. La figura del docente collaboratore esonerato diventa quindi fondamentale per il coordinamento didattico e organizzativo del plesso.

Cosa prevede il Decreto Ministeriale 154/2026

Il nuovo decreto agisce come un aggiornamento del precedente DM 151/2024, confermando l'impianto normativo ma adeguando il contingente dei posti disponibili per l'anno scolastico che sta per iniziare. In sostanza, il Ministero autorizza una quota specifica di docenti che potranno essere sollevati, in tutto o in parte, dalle ore di lezione frontale per dedicarsi esclusivamente (o parzialmente) al supporto della dirigenza.

Secondo quanto riportato nel testo del provvedimento, gli esoneri riguardano le scuole cosiddette "sottodimensionate" o quelle che, pur avendo i numeri per l'autonomia, risultano prive di un dirigente titolare e sono dunque assegnate a un reggente. In questi casi, il dirigente scolastico può individuare tra i suoi collaboratori (scelti ai sensi dell'art. 25, comma 5, del D.Lgs. 165/2001) i soggetti destinatari del beneficio.

La differenza tra esonero e semiesonero

La normativa distingue due modalità di supporto, a seconda della complessità dell'istituto e delle risorse assegnate dall'Ufficio Scolastico Regionale (USR) competente:

È importante sottolineare che queste figure non vanno confuse con il "potenziamento" organico, ma sono risorse specifiche destinate alla gestione amministrativa delle reggenze. La registrazione del provvedimento da parte della Corte dei Conti (avvenuta il 19 agosto 2026 con il n. 2307) rende le somme stanziate immediatamente spendibili per la copertura dei supplenti che andranno a sostituire i collaboratori esonerati.

I criteri di attribuzione

L'individuazione del docente che potrà beneficiare dell'esonero spetta al Dirigente Scolastico, ma deve avvenire nel rispetto delle disponibilità comunicate dagli uffici territoriali. Il Ministero ha infatti ripartito il contingente complessivo tra le varie regioni, tenendo conto del numero di sedi in reggenza e della popolazione scolastica interessata.

Per i docenti interessati, questa posizione rappresenta una responsabilità di rilievo: il collaboratore esonerato funge da punto di riferimento per le famiglie, il personale ATA e i colleghi, specialmente nei momenti in cui il dirigente titolare è fisicamente presente nell'altra scuola di titolarità.

Cosa cambia per le scuole e i precari

L'aspetto operativo più rilevante riguarda la copertura delle classi. Una volta che l'esonero o il semiesonero viene formalizzato, la scuola deve procedere alla convocazione dei supplenti attingendo dalle Graduatorie di Istituto o dalle GPS, a seconda della disponibilità dei posti.

Per i docenti precari, si aprono dunque nuove opportunità di contratti a tempo determinato (fino al 30 giugno 2027) per la copertura degli spezzoni orari o delle cattedre intere lasciate libere dai collaboratori del vicario. Si tratta di migliaia di posti a livello nazionale che contribuiscono a stabilizzare l'avvio dell'anno scolastico.

Il testo integrale del Decreto Ministeriale 154/2026 è consultabile sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove sono allegate anche le tabelle con la ripartizione regionale dei posti autorizzati.

Il ruolo dei sindacati

Le sigle sindacali, tra cui il SAB che ha recentemente diffuso una nota informativa sul tema, monitorano con attenzione l'applicazione del decreto. La preoccupazione principale resta quella di garantire che ogni scuola in reggenza abbia il supporto necessario, evitando che il carico di lavoro amministrativo ricada eccessivamente sui docenti che mantengono comunque una parte del proprio orario di insegnamento.

Nei prossimi giorni, gli Uffici Scolastici Regionali pubblicheranno gli elenchi definitivi delle sedi aventi diritto, permettendo così alle segreterie scolastiche di procedere con le nomine dei supplenti e l'organizzazione definitiva dell'orario delle lezioni.

Tags: sindacati docenti normativa
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