In Alto Adige l’anno scolastico 2026/2027 si apre con la conferma di un fronte di protesta che ha già segnato i mesi precedenti. Il gruppo di iniziativa “Bildung am Abgrund” (Istruzione sull’abisso), che raccoglie un’ampia rappresentanza di insegnanti della provincia, ha ufficialmente invitato i collegi docenti di ogni ordine e grado a proseguire lo "sciopero delle gite". La mobilitazione, seppur proposta in una forma leggermente attenuata rispetto allo scorso anno, mira a mantenere alta la pressione sulla Giunta provinciale per ottenere miglioramenti strutturali nelle condizioni di lavoro e nel trattamento economico del personale scolastico.
Secondo quanto comunicato dal gruppo nelle ultime ore, nonostante i primi passi avanti compiuti sul fronte dei rinnovi contrattuali, le risorse attualmente stanziate non sono ritenute sufficienti a coprire le carenze storiche del sistema scolastico locale. La protesta si concretizzerà in una drastica riduzione delle attività extra-curricolari e dei viaggi di istruzione, una scelta che impatta direttamente sull'offerta formativa ma che i docenti considerano l'unica leva rimasta per farsi ascoltare.
Cosa prevede lo sciopero delle gite per l'anno 2026/2027
L’invito rivolto ai docenti per la pianificazione delle attività in autunno è chiaro: adottare piani di lavoro fortemente ridotti. Il gruppo "Bildung am Abgrund" suggerisce ai colleghi di seguire linee guida precise per rendere la protesta uniforme su tutto il territorio provinciale. Nello specifico, le raccomandazioni prevedono:
- Rinuncia alle gite scolastiche di più giorni: i viaggi d'istruzione che prevedono il pernottamento fuori sede dovrebbero essere esclusi dalla programmazione.
- Limite alle uscite didattiche: la proposta è di limitarsi a un massimo di un'uscita giornaliera per classe per l'intero anno scolastico.
- Riduzione dei progetti interni: tagliare i progetti che non prevedono il coinvolgimento di esperti esterni, riducendo così il carico di lavoro aggiuntivo non adeguatamente retribuito.
L'obiettivo è dimostrare che il funzionamento della scuola oltre l'orario d'aula poggia interamente sulla disponibilità volontaria del personale, una disponibilità che oggi viene meno a causa di un malessere diffuso.
Le motivazioni della protesta: stipendi e parità di trattamento
Al centro della mobilitazione non c'è solo una questione di carico di lavoro, ma una piattaforma di rivendicazioni economiche e normative molto dettagliata. I docenti altoatesini lamentano un divario sempre più netto tra l'alto costo della vita in provincia di Bolzano e i salari percepiti. Tra le richieste principali figurano:
- Tabelle retributive uniche: l'equiparazione dello stipendio tra docenti della scuola primaria e della scuola secondaria (di primo e secondo grado), a parità di titolo di studio.
- Indennità per i coordinatori: il riconoscimento economico per una funzione fondamentale nella gestione delle classi, spesso svolta senza compensi adeguati.
- Trattamento di Fine Rapporto (TFR): la richiesta di una piena equiparazione del trattamento previdenziale e di fine rapporto.
- Adeguamento all'inflazione: un meccanismo di revisione annuale dei salari che tenga conto della perdita di potere d'acquisto.
- Confronto con il Tirolo: gli insegnanti chiedono un avvicinamento ai livelli salariali dei colleghi austriaci del Tirolo, con cui condividono spesso lo stesso contesto linguistico e culturale ma non lo stesso riconoscimento economico.
Il gruppo sottolinea inoltre la necessità di una copertura assicurativa completa per il personale, un tema diventato sensibile a causa delle crescenti responsabilità civili e penali connesse all'accompagnamento degli studenti durante le uscite.
"Solo attraverso un'azione congiunta e coerente possiamo chiarire che i miglioramenti finora ottenuti rappresentano un primo passo importante, ma che permangono problemi e disuguaglianze sostanziali", si legge nella nota diffusa dai rappresentanti di Bildung am Abgrund.
Cosa cambia per le famiglie e gli studenti
Per le famiglie altoatesine, l'annuncio significa un inizio di anno scolastico incerto per quanto riguarda le attività integrative. Se i collegi docenti dovessero accogliere in massa l'invito del gruppo di iniziativa, molte classi potrebbero vedere annullati i tradizionali viaggi di istruzione o le settimane bianche, attività che in Alto Adige rivestono un ruolo storico nella didattica.
La decisione finale spetterà ai singoli istituti durante le prime sedute dei collegi docenti di settembre. Tuttavia, la compattezza mostrata dal gruppo "Bildung am Abgrund" negli anni precedenti suggerisce che l'adesione potrebbe essere significativa, costringendo l'amministrazione provinciale a riaprire il tavolo delle trattative in tempi brevi.
Per ulteriori informazioni sulle decisioni ufficiali della Provincia Autonoma di Bolzano in merito ai contratti scuola, è possibile consultare il portale istituzionale dell' Intendenza Scolastica.
Cosa fare adesso
I docenti e i genitori interessati a monitorare l'evoluzione della protesta possono:
- Consultare i verbali delle delibere dei collegi docenti del proprio istituto nelle prime settimane di settembre.
- Verificare le comunicazioni ufficiali inviate tramite il registro elettronico in merito alla programmazione dei viaggi d'istruzione.
- Seguire gli aggiornamenti sui tavoli di contrattazione tra i sindacati di categoria e l'Agenzia provinciale per le relazioni sindacali (APRS).
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.