Il canale Rai Scuola si prepara a lasciare la trasmissione sul digitale terrestre per trasferire interamente la propria offerta didattica e culturale sulla piattaforma streaming RaiPlay. La riorganizzazione del servizio pubblico, che prevede al contempo l'arrivo sul digitale di un canale dedicato al racconto delle tradizioni e delle eccellenze italiane, ha scatenato un acceso scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Cosa cambia per i contenuti didattici: la svolta digitale
La decisione aziendale punta a superare la televisione lineare per raggiungere studenti e docenti attraverso strumenti di fruizione on demand. Al centro della trasformazione c'è il progetto approvato all'unanimità dal Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, denominato RaiPlay Scuola e Learning.
Secondo quanto spiegato dall'azienda, l'iniziativa non corrisponde a una chiusura, bensì a una valorizzazione dei contenuti educativi. Il nuovo ecosistema digitale integrerà:
- Le produzioni originali e i percorsi tematici curati da Rai Cultura;
- Il patrimonio audiovisivo storico conservato nelle Teche Rai;
- Materiali di supporto allo studio pensati per una consultazione flessibile sia a casa sia in classe.
A supporto della scelta, la dirigenza ha evidenziato i dati relativi all'ascolto televisivo tradizionale, che nei primi mesi dell'anno si è attestato intorno allo 0,10% di share, confermando come la fruizione lineare risulti ormai poco efficace per intercettare il pubblico scolastico, abituato a piattaforme digitali e contenuti personalizzati.
Le critiche delle opposizioni e il dibattito politico
La riorganizzazione ha suscitato la ferma reazione dei partiti di minoranza, preoccupati per la scomparsa della programmazione scolastica dalla numerazione del telecomando.
Dal Partito Democratico è stata annunciata la presentazione di un'interrogazione parlamentare per chiedere l'intervento del governo, sostenendo che la rinuncia al canale lineare rischi di impoverire la divulgazione culturale e scientifica del servizio pubblico. Critiche analoghe arrivano dal Movimento 5 Stelle, che per voce di Barbara Floridia contesta l'avvicendamento con il nuovo canale incentrato sull'identità italiana, definendolo una scelta orientata a una specifica narrazione politica a discapito di un presidio formativo consolidato.
Sul piano gestionale è intervenuto anche il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale, il quale, pur confermando il voto favorevole alla transizione digitale, ha rimarcato come la mancanza di una comunicazione tempestiva abbia finito per concentrare il dibattito pubblico unicamente sullo spegnimento del canale televisivo.
La posizione della maggioranza
Di segno opposto la valutazione dei parlamentari di Fratelli d'Italia in commissione di Vigilanza, che hanno respinto le accuse parlando di allarmismi infondati. La maggioranza difende l'impostazione strategica adottata dall'emittente pubblica, ritenendo la nascita di un palinsesto dedicato al racconto dei territori, del patrimonio nazionale e delle eccellenze locali una valorizzazione pienamente coerente con gli obiettivi del contratto di servizio, mentre il settore education troverà una collocazione più moderna ed accessibile sul web.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.