Con l'avvio ufficiale della sessione degli esami di riparazione per il recupero dei debiti formativi, l'attenzione si sposta sulle garanzie per gli studenti più fragili. L'Associazione Italiana Dislessia (AID) ha lanciato oggi, martedì 25 agosto 2026, un appello accorato al mondo della scuola: è fondamentale che, durante le prove di verifica, vengano applicate rigorosamente le misure previste dai Piani Didattici Personalizzati (PDP) per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES).
L'obiettivo non è concedere un vantaggio, ma ristabilire un'equità di partenza che permetta a ogni studente di dimostrare quanto appreso durante lo studio estivo, senza che le barriere legate al disturbo interferiscano con la prestazione.
Il richiamo alla Legge 170/2010 e il ruolo dei docenti
L'appello dell'AID si fonda su un solido impianto normativo. La Legge 170/2010 stabilisce chiaramente che il diritto allo studio degli alunni con DSA deve essere garantito attraverso una didattica individualizzata e personalizzata, che comprenda l'uso di strumenti compensativi e l'adozione di misure dispensative.
Secondo Lucia Iacopini, docente e presidente nazionale dell'AID, la valutazione in questi giorni cruciali di fine agosto deve essere realmente equa: "Una valutazione equa non significa abbassare gli obiettivi, ma mettere ciascuno nelle condizioni di esprimere ciò che sa e ciò che sa fare". Iacopini sottolinea come l'attenzione, la collaborazione e la condivisione tra scuola e famiglia possano fare una differenza concreta nel percorso scolastico di questi ragazzi.
Cosa deve garantire la scuola durante gli esami
Per i docenti impegnati nelle commissioni di esame, il riferimento deve essere esclusivamente il PDP approvato durante l'anno scolastico. Non è possibile, in sede di esame di recupero, ignorare o limitare l'uso di strumenti che lo studente ha utilizzato abitualmente. Nello specifico, l'AID richiama l'attenzione su alcuni punti chiave:
- Strumenti compensativi: deve essere garantito l'uso di mappe concettuali, schemi, formulari e calcolatrici. Questi strumenti servono a compensare la fragilità mnemonica o procedurale tipica dei DSA, permettendo di concentrarsi sul contenuto della prova.
- Supporti tecnologici: se previsti nel PDP, non possono mancare la sintesi vocale per la lettura dei testi e i software di videoscrittura con correttore ortografico.
- Misure dispensative: è essenziale evitare il sovraccarico cognitivo. Questo può tradursi in una riduzione quantitativa delle prove (senza intaccarne la qualità) o nella concessione di tempi aggiuntivi (solitamente il 30% in più) per l'esecuzione del compito.
L'organizzazione del calendario delle prove
Un aspetto spesso trascurato, ma evidenziato con forza dall'associazione, riguarda la gestione dei tempi e dello stress. L'organizzazione del calendario degli esami di riparazione dovrebbe, dove possibile, evitare la sovrapposizione di più materie nella stessa giornata per lo stesso studente.
Per un alunno con DSA o BES, l'affaticamento derivante da una prova scritta o orale è sensibilmente superiore rispetto a quello dei compagni. Sottoporre lo studente a un "tour de force" di esami concentrati in poche ore rischia di invalidare l'esito della valutazione, non per mancanza di preparazione, ma per esaurimento delle risorse attentive.
Consigli pratici per famiglie e studenti
In queste ore di vigilia o di svolgimento delle prime prove, l'AID ricorda che è diritto della famiglia verificare che la scuola sia pronta ad applicare il PDP. Ecco alcuni passaggi consigliati:
"Garantire gli strumenti e le misure previste dal PDP e prestare attenzione all'organizzazione delle prove sono accorgimenti che rendono la valutazione coerente con i principi di inclusione e con il diritto allo studio."
Le famiglie possono contattare il referente DSA/BES dell'istituto o la segreteria per assicurarsi che i docenti della commissione abbiano preso visione del piano personalizzato. Allo stesso tempo, l'AID mette a disposizione dei propri soci percorsi gratuiti, guide e materiali di approfondimento per gestire al meglio queste fasi di transizione e valutazione.
In conclusione, il messaggio che arriva dall'Associazione Italiana Dislessia è un invito alla responsabilità professionale dei docenti: accogliere le specificità di ogni studente non è solo un obbligo di legge, ma il presupposto fondamentale per una scuola che voglia dirsi davvero inclusiva e orientata al successo formativo di tutti.
Se durante l'esame di recupero non dovessero essere garantiti gli strumenti previsti, lo studente o la famiglia possono far mettere a verbale la mancanza. È sempre consigliabile cercare prima un dialogo costruttivo con il docente o il Dirigente Scolastico, ricordando che il PDP è un documento vincolante per l'istituzione scolastica.




