Chi vuole ricontrollare il punteggio con cui è finito nelle GPS ha bisogno di un documento solo: il PDF della domanda che ha inoltrato. Sta nell'area personale di Istanze Online, si riscarica in un minuto e non scade. Il problema comincia subito dopo, quando si apre l'Archivio e si scopre che di ricevute ce ne sono due, a colpo d'occhio identiche.
Chi apre quella sbagliata trova l'elenco delle scuole che ha scelto e nient'altro: nessun titolo, nessun periodo di servizio, nessun punteggio. E lì, di solito, si ferma. È il motivo per cui una richiesta banale — «voglio vedere quanti punti ho» — diventa mezz'ora persa a rileggere un modulo che non contiene quello che si sta cercando.
Dove sta il PDF
Il file non va chiesto a nessuno, lo genera il sistema. Nel momento in cui la domanda viene inoltrata, Istanze Online produce un PDF con il modulo compilato e lo deposita nell'Archivio dell'area personale. Da lì si scarica quante volte si vuole, anche a distanza di mesi.
Il percorso è questo:
- si entra su Istanze Online con SPID o CIE, lo stesso accesso usato per presentare la domanda;
- si apre l'Archivio, che raccoglie tutte le istanze inoltrate, non soltanto quelle delle graduatorie;
- sulla riga della domanda si clicca «Visualizza PDF».
L'interfaccia del portale viene ritoccata di anno in anno e i nomi delle voci possono non coincidere alla lettera con questa descrizione: quello che si cerca è la sezione che elenca le domande già inoltrate.
Le due ricevute che si somigliano
Chi ha presentato sia l'iscrizione alle GPS sia la scelta delle sedi, nell'Archivio ha due documenti. Sono due procedure distinte, compilate in due momenti diversi, ma il portale le mette in fila senza dire quale sia quale. E si aprono uguali: stessa impaginazione, stesso carattere, stessa aria da modulo ministeriale.
La differenza si vede dalla prima riga della prima pagina. Non serve leggere altro.
È la domanda GPS se in alto compare «GRADUATORIE PROVINCIALI E DI ISTITUTO DI SUPPLENZA», seguito da «PROCEDURA DI ISTITUZIONE DELLE GRADUATORIE PROVINCIALI».
È l'istanza per il conferimento delle supplenze — cioè la scelta delle sedi — se il documento comincia direttamente con «AVVERTENZA» e, subito sotto, «ALL'UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE».
Le due intestazioni messe una accanto all'altra si distinguono in un istante, molto più che descritte a parole: come riconoscere la domanda giusta nell'archivio le mostra affiancate, con le righe esatte da cercare in cima al foglio.
Cosa c'è dentro l'una e cosa dentro l'altra
Se l'intestazione lascia il dubbio — capita, perché la prima pagina è fitta — basta scorrere avanti di poco.
Nella domanda GPS ci sono i titoli dichiarati, elencati con le sigle delle tabelle di valutazione, voci del tipo «TAB6 - B14», e i periodi di servizio, con i giorni contati uno per uno. È la fotografia di quello che è stato dichiarato al momento dell'inoltro, ed è da quelle righe che escono i punti.
Nell'istanza per le supplenze, invece, ci sono le colonne «Cattedra orario», «Posto orario» e «Tipo contratto», e sotto l'elenco delle scuole indicate. Titoli e servizio non compaiono: in quella fase sono dati che l'amministrazione ha già e che al modulo non servono.
Da qui una conseguenza pratica che vale la pena mettere per iscritto: dall'istanza per le supplenze il punteggio non si può ricavare, per quanto la si giri e rigiri. Non è un documento incompleto, è un altro documento.
Perché conviene tenersela da parte
La domanda GPS è l'unico posto in cui sia scritto, nero su bianco, che cosa è stato dichiarato: quali titoli, con quale punteggio di tabella, e quanti giorni di servizio per ogni periodo. Serve in tre occasioni, tutte prevedibili.
Serve quando escono le graduatorie e il punteggio non torna: senza il documento di partenza non c'è modo di capire se l'errore sta nella valutazione dell'ufficio o in una casella compilata male. Serve alla finestra di aggiornamento successiva, quando bisogna ripartire da quello che si era già dichiarato per non perdere pezzi per strada. E serve, più prosaicamente, per fare due conti prima che li faccia l'amministrazione.
Scaricarla costa un minuto. Cercarla il giorno in cui serve davvero, con i termini che scadono, costa molto di più.