Gli insegnanti precari hanno diritto a ricevere la Carta del docente da 500 euro annui per la formazione professionale, esattamente come i colleghi assunti a tempo indeterminato. Lo ha stabilito il Tribunale di Pisa, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 879 pubblicata il 17 luglio 2026, confermando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che mira a eliminare le discriminazioni tra personale di ruolo e personale supplente.
La decisione del giudice del lavoro toscano rappresenta un ulteriore passo avanti per migliaia di docenti che, nonostante prestino servizio con contratti a termine, si vedevano finora esclusi dal beneficio economico destinato all'aggiornamento e all'acquisto di strumenti didattici. La sentenza ribadisce che la formazione non è solo un dovere, ma un diritto fondamentale che l'amministrazione deve garantire a tutto il personale docente, senza distinzioni basate sulla durata del contratto.
I fondi della sentenza: Costituzione e CCNL
Il giudice di Pisa ha fondato la propria decisione su pilastri normativi chiari. In primo luogo, ha richiamato l'articolo 35 della Costituzione, che impegna la Repubblica a curare la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. In secondo luogo, la sentenza ha evidenziato come il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Scuola, in particolare agli articoli 63 e 64, valorizzi la formazione in servizio come uno strumento essenziale per garantire la qualità dell'insegnamento.
Secondo il Tribunale, negare il bonus ai precari creerebbe una disparità di trattamento irragionevole, poiché anche i docenti a tempo determinato sono chiamati a svolgere le medesime funzioni didattiche e hanno il medesimo obbligo di aggiornamento dei colleghi di ruolo. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) è stato dunque condannato a mettere a disposizione del ricorrente l'importo di 500 euro per ciascun anno di servizio prestato, sotto forma di borsellino elettronico.
Chi può beneficiare del bonus formazione
Sebbene la normativa nazionale sia stata parzialmente modificata negli ultimi anni (con il Decreto Legge 69/2023 che ha esteso il beneficio ai supplenti con incarico annuale fino al 31 agosto), restano ancora esclusi molti insegnanti con contratti fino al 30 giugno o con supplenze brevi e saltuarie che raggiungono una durata significativa. La giurisprudenza, inclusa questa recente pronuncia di Pisa, tende a includere nel beneficio tutti coloro che abbiano svolto un servizio paragonabile a quello dei docenti di ruolo.
In particolare, i criteri che solitamente aprono la strada al riconoscimento del bonus tramite ricorso sono:
- Contratti di supplenza fino al 31 agosto (qualora non già riconosciuti automaticamente);
- Contratti di supplenza fino al 30 giugno (termine delle attività didattiche);
- Supplenze brevi che complessivamente raggiungano almeno 150 giorni di servizio in un anno scolastico.
Cosa cambia per i docenti e come procedere
È importante sottolineare che, nonostante le numerose sentenze favorevoli e i precedenti della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, il riconoscimento della Carta del docente per i precari (non coperti dal DL 69/2023) non avviene ancora in modo automatico. Gli insegnanti che si trovano in questa situazione devono ancora presentare ricorso individuale o collettivo presso il Tribunale del Lavoro competente per territorio.
Per chi intende intraprendere questa strada, i passaggi consigliati sono:
- Recuperare i contratti: È necessario avere copia di tutti i contratti a tempo determinato degli ultimi cinque anni scolastici (termine della prescrizione).
- Verificare i requisiti: Controllare che il servizio prestato sia di durata tale da giustificare il diritto alla formazione professionale.
- Rivolgersi a un legale o a un sindacato: Molte organizzazioni sindacali offrono assistenza legale specifica per questo tipo di vertenze, che spesso si risolvono con esito positivo per il lavoratore.
La sentenza di Pisa si inserisce in un solco tracciato anche dalla Corte di Giustizia Europea, che già nel 2022 aveva censurato l'Italia per l'esclusione dei precari da questo beneficio. Resta l'attesa per un intervento legislativo definitivo che estenda la platea dei beneficiari in modo strutturale, evitando il sovraccarico dei tribunali e garantendo a tutti i docenti pari opportunità di aggiornamento, a vantaggio dell'intero sistema scolastico nazionale.
Per consultare i testi normativi di riferimento, è possibile accedere al portale Normattiva per il testo della Costituzione e dei decreti legge citati.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ntplusdiritto.ilsole24ore.com.




