Con il rientro in classe ormai alle porte, le scuole della Calabria si preparano ad accogliere un importante percorso di sensibilizzazione. A partire da settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, prenderà il via su tutto il territorio regionale un progetto da oltre 250 mila euro interamente dedicato all’educazione al rispetto, all'affettività e al contrasto della cultura del controllo e della violenza di genere tra le giovani generazioni.
L’iniziativa, annunciata dall’assessore regionale alle Pari Opportunità e al Welfare, Pasqualina Straface, rappresenta una risposta concreta e preventiva ai drammatici fatti di cronaca che hanno recentemente sconvolto il Cosentino, con i due femminicidi avvenuti a Corigliano-Rossano e Trebisacce. L’obiettivo della Regione è spostare il baricentro dell'azione pubblica dall'emergenza alla prevenzione primaria, agendo direttamente sui banchi di scuola.
I dettagli del piano per le scuole calabresi
Il progetto scolastico, finanziato con oltre 250 mila euro, punta a scardinare i modelli relazionali tossici basati sul possesso e sulla prevaricazione prima che possano sfociare in violenza. Le attività si concentreranno su percorsi formativi e laboratori dedicati agli studenti, promuovendo il valore dell'alterità e il rifiuto di qualsiasi forma di ricatto psicologico o fisico.
Secondo i dati diffusi dalla Regione, nell'ultimo anno sono stati circa 1.300 i contatti registrati al numero di pubblica utilità 1522 provenienti dalla Calabria. Di queste segnalazioni, oltre il 90% riguarda donne e madri vittime di violenza psicologica, economica o fisica. Numeri che evidenziano un fenomeno sommerso ma capillare, contro il quale le sole misure punitive non sono più sufficienti.
«La Calabria rifiuta di assuefarsi a questa barbara catena di sangue. Serve una vera e propria rivoluzione culturale, e per farla dobbiamo ripartire dalla coscienza pubblica e dai luoghi in cui si formano i nostri giovani» — Pasqualina Straface, Assessore al Welfare e alle Pari Opportunità della Regione Calabria
Il contesto: il Piano regionale 2026-2028
L'intervento nelle scuole non è un'iniziativa isolata, ma si inserisce all'interno del più ampio Piano regionale triennale 2026-2028 contro la violenza di genere. Questo programma strategico mette in campo risorse complessive per oltre 8 milioni di euro, destinate a rafforzare l'intera rete di protezione sul territorio.
Tra le principali misure previste dal Piano figurano:
- Sostegno alla rete di accoglienza: finanziamenti mirati per il consolidamento dei 13 Centri antiviolenza (Cav) e delle 11 Case rifugio attive in Calabria.
- Bando "Donne Libere": uno stanziamento di circa 3,5 milioni di euro per favorire l'indipendenza economica delle vittime attraverso tirocini formativi, borse di studio e contributi per l'autonomia abitativa.
- Progetto "Oltre": un fondo di oltre 250 mila euro specificamente riservato al supporto delle donne con disabilità vittime di violenza.
- Costituzione di parte civile: la Regione Calabria ha stabilito che si costituirà parte civile in tutti i processi per femminicidio che riguarderanno il territorio regionale.
Cosa cambia per le istituzioni scolastiche
Con la ripresa delle lezioni a settembre, gli uffici scolastici e le dirigenze saranno coinvolti nella definizione operativa delle attività. Le scuole calabresi saranno chiamate a integrare l'offerta formativa con moduli dedicati alla parità di genere, avvalendosi anche della collaborazione di esperti, psicologi e operatori dei centri antiviolenza locali.
La sfida per i docenti e per il personale scolastico sarà quella di intercettare precocemente i segnali di disagio relazionale tra gli studenti, offrendo al contempo strumenti educativi in grado di promuovere un'affettività sana e consapevole. Un impegno che unisce l'istituzione scolastica e le famiglie in un'alleanza educativa quanto mai urgente.