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Scuola Avellino, 6 nuovi presidi ma restano 12 reggenze

23 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

In vista dell'avvio del nuovo anno scolastico, il quadro della dirigenza scolastica in provincia di Avellino si chiarisce soltanto a metà: a fronte di sei nuovi dirigenti scolastici assegnati dall'Ufficio Scolastico Regionale, restano ben dodici istituti privi di un titolare, destinati a essere affidati tramite reggenza temporanea.

La situazione crea forte preoccupazione tra il personale della scuola, le famiglie e le organizzazioni sindacali, in particolare per la marcata concentrazione di sedi scoperte nei comuni dell'Alta Irpinia e nelle aree interne più esposte al rischio di spopolamento e marginalità educativa.

I sei nuovi presidi assegnati in Irpinia

Le operazioni condotte dall'amministrazione scolastica regionale hanno portato alla copertura a titolo definitivo di sei presidenze sul territorio provinciale. Ecco il quadro completo delle nuove assegnazioni tra primo e secondo ciclo:

Per queste realtà scolastiche l'anno prenderà il via con un vertice stabile, indispensabile per programmare l'offerta formativa, gestire la complessa macchina amministrativa e seguire i progetti legati alle risorse strutturali e all'inclusione.

L'elenco dei dodici istituti affidati a reggenza

Accanto alle assegnazioni definitive, resta aperta la criticità per dodici autonomie scolastiche che dovranno ricorrere a un dirigente reggente a scavalco, già titolare in un altro istituto. L'elenco delle scuole scoperte comprende:

La posizione del sindacato: aree interne penalizzate

Sulla questione è intervenuto Antonio D'Oria, presidente dell'Assemblea provinciale della UIL Scuola RUA, criticando il ricorso sistematico alle reggenze in presenza di graduatorie disponibili e puntando il dito contro i meccanismi di mobilità che lasciano scoperte le scuole dei territori più complessi:

«Si mantengono le reggenze quando c'è una graduatoria del concorso straordinario alla quale si potrebbe attingere. Non è un problema solo di risorse finanziarie, con le reggenze non c'è un reale risparmio se i presidi a scavalco comportano comunque costi aggiuntivi. È il sistema della mobilità che non funziona, con dirigenti irpini che lavorano fuori regione e istituti locali senza guida. A farne le spese sono le scuole dei territori più deboli come l'Alta Irpinia».

D'Oria ha inoltre richiamato l'attenzione sul precariato dei docenti, ricordando come la distanza tra organico di diritto e organico di fatto continui a compromettere la continuità didattica, specialmente sui posti di sostegno.

Il nodo dei posti accantonati e dei distacchi

A delineare i contorni tecnici della vicenda è anche l'ex dirigente scolastico Gerardo Vespucci, che evidenzia come su 25 immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero, quelle effettivamente concretizzate a livello regionale siano state 18, corrispondenti ai dirigenti presenti nella graduatoria ad esaurimento, mentre 7 posti risultano accantonati a seguito dei ricorsi legali pendenti.

A questo quadro si sommano 23 dirigenti titolari attualmente impegnati in altre attività o distaccati, le cui sedi risultano formalmente coperte ma indisponibili per nuove nomine in ruolo. Un meccanismo che, senza correttivi procedurali o incarichi a tempo, rischia di perpetuare l'affidamento a scavalco come prassi ordinaria della gestione scolastica provinciale.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito corriereirpinia.it.

Tags: dirigenti scolastici reggenze uil scuola
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