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Astrociti e memoria: scoperto il loro ruolo nei processi cognitivi

23 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Gli astrociti non sono semplici cellule di supporto nel cervello, ma svolgono un ruolo attivo e diretto nella regolazione della memoria, dell'attenzione e delle funzioni cognitive. È quanto emerge da un importante studio internazionale, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications, che ha visto la partecipazione attiva di ricercatori dell'Università di Ferrara (Unife).

La ricerca rappresenta un passo in avanti fondamentale per le neuroscienze, poiché scardina la vecchia concezione secondo cui l'attività cerebrale complessa dipendesse esclusivamente dai neuroni. Al contrario, il corretto funzionamento del cervello e la conservazione dei ricordi sono il risultato di una stretta collaborazione tra diverse tipologie cellulari.

Oltre i neuroni: la rivoluzione degli astrociti

Quando si parla di cervello e processi cognitivi, l'attenzione generale si concentra quasi sempre sui neuroni. Tuttavia, il funzionamento di questi ultimi dipende in modo cruciale da altre cellule che contribuiscono a mantenere in equilibrio l'ambiente cerebrale. Tra queste spiccano gli astrociti, cellule gliali a forma di stella che svolgono compiti essenziali: nutrono i neuroni, ne regolano l'ambiente biochimico e partecipano attivamente alla trasmissione dei segnali tra le diverse aree cerebrali.

Lo studio internazionale mette in luce come queste cellule non si limitino a un ruolo passivo di "assistenza", ma siano in grado di modulare direttamente i circuiti cerebrali che governano l'attenzione e la memoria di lavoro. Alla ricerca hanno fornito un contributo fondamentale la docente Sarah Beggiato, del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie di Unife, ed Edoardo Tiziani, anch'egli ricercatore dell'ateneo estense.

Il ruolo dell'acido chinurenico nei processi cognitivi

Il cuore della scoperta risiede nell'interazione tra gli astrociti e una specifica molecola neuroattiva: l'acido chinurenico. Questa sostanza è naturalmente presente nel nostro cervello, ma il suo livello di concentrazione deve rimanere strettamente bilanciato per garantire il corretto funzionamento cognitivo.

I modelli sperimentali analizzati nel corso della ricerca hanno dimostrato che un'aumentata attività degli astrociti può favorire una maggiore produzione di acido chinurenico. Come spiegato dalla professoressa Sarah Beggiato, quando questa molecola aumenta oltre la norma, si verifica un'alterazione dell'equilibrio tra i segnali di attivazione e quelli di controllo all'interno della corteccia prefrontale, l'area del cervello deputata alle funzioni esecutive superiori, come la pianificazione, la concentrazione e la memoria a breve termine.

"Questo studio mostra che gli astrociti non sono semplici cellule di supporto, ma possono influenzare in modo diretto il funzionamento dei circuiti cerebrali", ha chiarito la docente di Unife. "Abbiamo contribuito a chiarire il ruolo dell’acido chinurenico, una molecola naturalmente presente nel cervello che, quando aumenta, può alterare l’equilibrio tra segnali di attivazione e segnali di controllo nella corteccia prefrontale".

Le prospettive per il trattamento dei disturbi neurologici

La comprensione dettagliata di questo meccanismo biologico apre strade finora inesplorate per la medicina e la psichiatria. Moltissime condizioni neurologiche e psichiatriche presentano infatti come sintomo cardine proprio la disfunzione corticale e le conseguenti difficoltà cognitive.

I risultati della ricerca potrebbero aiutare a comprendere meglio l'origine e l'evoluzione di patologie complesse come:

Individuare il ruolo degli astrociti e dell'acido chinurenico permette di ipotizzare, in futuro, lo sviluppo di terapie mirate capaci di regolare l'attività di queste cellule di supporto, proteggendo la corteccia prefrontale dal sovraccarico di molecole che ne compromettono il funzionamento.

Un'opportunità per il futuro professionale nella scienza

La portata di questa scoperta sottolinea ancora una volta l'eccellenza della ricerca universitaria italiana e l'importanza di una solida formazione accademica nelle discipline scientifiche, biomediche e psicologiche. Per chi desidera intraprendere un percorso accademico in questi settori o consolidare il proprio piano di studi per l'accesso alle classi di concorso scolastiche, è possibile valutare i corsi di laurea online di Formacenter, un servizio di orientamento e supporto a pagamento che mette a disposizione un consulente dedicato per guidare lo studente nella scelta del percorso più adatto alle proprie esigenze professionali.

I risultati ottenuti dal team internazionale, con il contributo fondamentale dell'Università di Ferrara, confermano che la strada per comprendere i segreti della mente umana passa attraverso lo studio integrato di tutte le componenti del sistema nervoso, aprendo una nuova era per le neuroscienze moderne.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilrestodelcarlino.it.

Tags: cronaca universita ricerca
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