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Ricerca Unipd: 650mila euro per studiare i melanociti

21 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Un prestigioso riconoscimento internazionale premia la ricerca accademica italiana: la dottoressa Marta Giacomello, ricercatrice del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova, ha ottenuto un prestigioso Open Competition Grant erogato dalla LEO Foundation di Copenaghen. Il finanziamento, pari a 650mila euro, permetterà di avviare uno studio innovativo incentrato su meccanismi cellulari finora mai analizzati nei melanociti, le cellule cutanee preposte alla produzione della melanina.

Con l'assegnazione di questo importante contributo, la studiosa padovana si conferma tra le pochissime figure della comunità scientifica internazionale ad aver conquistato tre grant competitivi assegnati dalla fondazione danese, attiva nel sostegno alla ricerca biomedica e dermatologica avanzata.

Il progetto: comprendere il ruolo della crinofagia

Il progetto scientifico sviluppato dall'ateneo veneto si intitola "Uncovering the Role of Crinophagy in Melanosome Homeostasis and Pigmentation Disorders". L'obiettivo primario della ricerca è determinare se e in quale misura il processo di crinofagia incida sul corretto funzionamento e sul mantenimento dei melanociti all'interno dei tessuti cutanei.

La crinofagia rappresenta una forma specifica di autofagia cellulare mediante la quale le cellule riescono a degradare ed eliminare in modo selettivo i propri granuli secretori in eccesso o danneggiati. Applicato ai melanociti, questo meccanismo biologico potrebbe rappresentare la chiave per comprendere le dinamiche con cui l'organismo regola la presenza di melanina ed evita l'insorgenza di anomalie della pigmentazione.

Le dichiarazioni della ricercatrice Marta Giacomello

A spiegare le finalità pratiche della linea di ricerca è la stessa Marta Giacomello, che individua nel mantenimento dell'equilibrio cellulare il nucleo centrale dello studio:

«La domanda a cui vuole rispondere la mia linea di ricerca è capire come fanno le cellule della nostra pelle a sintetizzare e accumulare melanina preservando la propria omeostasi. Grazie alla crinofagia, la cellula potrebbe eliminare direttamente i granuli secretori quando non servono più, evitando sprechi e accumuli tossici. L'obiettivo dello studio è svelare come questo processo regoli l'equilibrio dei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. Capire come la crinofagia aiuti a gestire, stoccare e riciclare la pigmentazione cellulare potrebbe rivelare dettagli fondamentali su come la pelle si difende dallo stress ossidativo e da fattori di stress ambientale».

I risultati dettagliati sulle attività del dipartimento e le comunicazioni ufficiali dell'ateneo sono stati resi noti direttamente attraverso i canali dell'ateneo sul portale Università di Padova.

Rilevanza per l'università e la comunità scientifica

L'ottenimento di finanziamenti internazionali a fondo competitivo ribadisce il ruolo centrale delle università italiane nel panorama della biologia cellulare e della ricerca scientifica di base. Risorse finanziarie di questa entità consentono di sostenere le attività di laboratorio, l'acquisto di dotazioni tecnologiche di alto livello e il coinvolgimento di giovani studiosi e dottorandi in programmi di ricerca ad alto impatto.

I dati raccolti sul funzionamento dei melanosomi e sull'omeostasi della pigmentazione potrebbero inoltre porre le basi teoriche per futuri sviluppi clinici e farmacologici, utili a comprendere con maggiore precisione l'insorgenza di patologie dermatologiche legate all'iperpigmentazione, alla depigmentazione e ai danni da stress ambientale.

Tags: universita ricerca padova
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