Oltre 1,6 milioni di studenti italiani hanno giocato d'azzardo almeno una volta nella vita e quasi 1,5 milioni lo hanno fatto nell'ultimo anno. A fotografare questo scenario è la nuova Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, presentata alla Camera dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sulla base delle rilevazioni condotte dal Dipartimento per le Politiche Antidroga e dall'Istituto Superiore di Sanità.
Il documento traccia un quadro complesso e in trasformazione sulle fragilità dell'universo giovanile: oltre all'ampia penetrazione del gioco d'azzardo, emergono circa 380mila studenti con profili di gaming a rischio, più di 26mila minorenni in condizioni di isolamento sociale prolungato (il fenomeno noto come Hikikomori) e un incremento nell'uso di sostanze illecite tra gli under 18.
Azzardo tra i giovanissimi: numeri e modalità più diffuse
I dati dello studio ESPAD®Italia inseriti nella Relazione evidenziano come il gioco d'azzardo tra gli studenti abbia raggiunto i livelli più elevati degli ultimi anni. Il 64% della popolazione scolastica (pari a 1,6 milioni di ragazzi) dichiara di aver scommesso o giocato almeno una volta, mentre il 60% (pari a circa 1,5 milioni di studenti) lo ha fatto negli ultimi dodici mesi.
Tra le tipologie di gioco più diffuse tra gli studenti figurano:
- Gratta & Vinci: praticati dal 76% dei giovani giocatori, con una prevalenza femminile;
- Scommesse calcistiche e sportive: indicate dal 37% degli studenti;
- Poker, roulette e dadi: scelti dal 30%;
- Apparecchi automatici (AWP e VLT): utilizzati dal 28%.
In costante crescita appare il gioco d'azzardo online, che coinvolge oltre 340mila studenti (il 14% del totale). I profili di gioco definiti "a rischio" e "problematico" interessano complessivamente oltre 300mila ragazzi (rispettivamente il 7,1% e il 5,2% degli studenti), sfociando spesso in correlazioni con altri comportamenti problematici come atti di vandalismo e consumo di sostanze.
Gaming a rischio, social media e isolamento sociale
Un altro versante critico riguarda il rapporto tra i giovani e le tecnologie digitali. Secondo la Relazione, sono circa 380mila gli studenti (il 15% del totale) che mostrano un profilo di uso dei videogiochi a rischio, caratterizzato da un elevato numero di ore trascorse davanti allo schermo e da manifestazioni di irritabilità o ansia in caso di impossibilità di giocare. Il fenomeno interessa in misura maggiore i maschi (23%) rispetto alle femmine (7%).
Sul fronte dell'isolamento sociale involontario, si stima che oltre 26mila studenti minorenni (l'1,7%) abbiano vissuto una situazione di ritiro sociale prolungato per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato un isolamento compreso tra tre e sei mesi, con marcate ripercussioni sulla sfera relazionale, psicologica e scolastica.
Per quanto riguarda l'uso di sostanze illecite, circa 350mila studenti under 18 (pari al 23% della popolazione scolastica minorenne) dichiarano di aver consumato almeno una sostanza illegale nel corso dell'anno, segnando un incremento rispetto al 20% registrato nella precedente rilevazione.
La situazione tra gli 11 e i 13 anni: il progetto Generazione Z 2.0
La Relazione include anche gli esiti dell'indagine "Generazione Z 2.0", condotta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità su un campione di oltre 18mila studenti di età compresa tra 11 e 17 anni, focalizzandosi in particolare sulla fascia della scuola secondaria di primo grado (11-13 anni).
In questo segmento d'età si registra una flessione nelle dipendenze digitali rispetto al 2022: gli studenti coinvolti nella dipendenza da social media scendono all'1% (circa 15mila ragazzi), mentre la stima per il rischio di dipendenza da internet gaming si attesta al 7% (circa 111mila alunni, rispetto all'11% del 2022).
Tuttavia, anche tra gli 11 e i 13 anni l'azzardo fa registrare la sua presenza: l'11% dei giovanissimi ha giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Il 63% di questi ultimi ha giocato esclusivamente in luoghi fisici, il 17% online e il 20% in entrambe le modalità. Oltre 87mila studenti di questa fascia d'età rientrano in un profilo di gioco d'azzardo a rischio o problematico.
Interventi di prevenzione nelle scuole: il quadro attuale
La sensibilità degli istituti scolastici nei confronti della prevenzione primaria si conferma elevata, sebbene si osservi un riassetto delle priorità d'intervento. Il 46% delle scuole ha promosso nel corso dell'anno iniziative o giornate informative specifiche sull'uso di sostanze psicoattive.
| Ambito di intervento scolastico | Percentuale di scuole attive |
|---|---|
| Bullismo e cyberbullismo | 84% |
| Rischi legati alla guida sicura | 56% |
| Prevenzione dell'uso di sostanze psicoattive | 46% |
| Contrasto al gioco d'azzardo | 36% |
Sebbene l'84% degli istituti realizzi percorsi di prevenzione contro bullismo e cyberbullismo, gli interventi mirati in modo specifico al contrasto del gioco d'azzardo coprono attualmente il 36% delle scuole. Un dato che sollecita un ulteriore potenziamento dell'alleanza educativa tra istituzioni scolastiche, famiglie e servizi territoriali di supporto sociosanitario.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito pressgiochi.it.