Il progetto per la riapertura dell'asilo nido Alessandra Parisi nel quartiere Borgo Vecchio a Palermo si trova in una fase di forte incertezza amministrativa. Nonostante la scadenza fissata dallo scorso 31 marzo 2026 per il completamento dei lavori legati ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cantiere non è mai partito e l'opera rischia di perdere il contributo europeo di 500mila euro. L'amministrazione comunale garantisce tuttavia che la struttura per l'infanzia sarà comunque realizzata ricorrendo a risorse alternative dell'ente e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

La vicenda riguarda uno snodo educativo e sociale fondamentale per il tessuto urbano palermitano, in una zona caratterizzata da una forte carenza di servizi dedicati alla prima infanzia. La combinazione tra ritardi procedurali, verifiche tecniche pendenti e mancate proroghe ufficiali mette a dura prova la programmazione dell'edilizia scolastica cittadina.

Stato dell'immobile e l'incognita delle proroghe PNRR

Attualmente l'immobile che ospita l'asilo nido Parisi versa in totale stato di degrado. L'iter per l'affidamento dei lavori ha subito forti rallentamenti: non è stato ancora approvato il progetto esecutivo, passaggio vincolante prima di poter indire la gara d'appalto e assegnare le opere alle imprese costruttrici.

Sulla piattaforma ministeriale Futura, destinata alla gestione delle misure edilizie del PNRR, non risulta registrata alcuna proroga ufficiale della scadenza oltre il termine di marzo, pur essendosi ipotizzata in sede locale una slittamento operativo verso la fine di settembre. A sollevare perplessità sui tempi è la consigliera dell'Ottava Circoscrizione, Giusi Chinnici, che sottolinea il concreto pericolo di perdere sia la quota europea di 500mila euro sia il cofinanziamento comunale di pari importo previsto per la struttura.

La posizione del Comune e il Fondo Sviluppo e Coesione

Di fronte all'eventualità del definanziamento europeo, l'amministrazione cittadina esclude l'abbandono dell'opera. L'assessore comunale all'Edilizia scolastica, Aristide Tamajo, assicura che l'asilo Parisi verrà completato indipendentemente dagli esiti della rendicontazione PNRR.

In base alle valutazioni dell'assessorato, qualora le risorse europee dovessero andare definitivamente perdute per il superamento dei termini temporalmente stabiliti, il Comune di Palermo è pronto a coprire l'intera spesa attingendo ai fondi FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione).

Sul piano tecnico, l'amministrazione ha già affidato l'incarico di progettazione a un professionista esterno, l'architetto Cimino. L'esperto sta conducendo le analisi preliminari per verificare la stabilità e la vulnerabilità sismica dell'immobile. Questo approfondimento tecnico, il cui completamento è previsto entro circa due mesi, definirà gli effettivi costi di consolidamento: il Comune ha garantito la copertura finanziaria totale anche di eventuali extra-costi strutturali che dovessero emergere dai rilievi sismici.

Interrogazioni parlamentari e riqualificazione del quartiere

I ritardi accumulati nell'intervento sull'asilo nido hanno suscitato reazioni anche a livello istituzionale regionale e nazionale. La deputata regionale Valentina Chinnici, insieme al deputato Peppe Provenzano e ai rappresentanti dell'Ottava Circoscrizione, ha preannunciato la presentazione di due distinte interrogazioni all'Assemblea Regionale Siciliana e al Parlamento nazionale.

Gli atti ispettivi intendono fare chiarezza sul cronoprogramma reale di riapertura dell'infrastruttura, ritenuta decisiva per la rigenerazione urbana e sociale di Borgo Vecchio.

Accanto alla vicenda dell'asilo, rimane irrisolta anche la situazione del campetto di calcio situato dietro la struttura scolastica, attualmente abbandonato. Come rilevato dal consigliere circoscrizionale Emanuele Marino, l'area figura catastalmente come parcheggio privato e richiederebbe una variante al piano urbanistico generale per poter essere annessa al plesso scolastico e restituita all'uso della comunità di quartiere.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito lasicilia.it.