Il sindacato Dirigentiscuola ha chiesto formalmente al Ministero dell'Istruzione e del Merito un'ispezione urgente sulle procedure di mobilità dei dirigenti scolastici in Umbria per l'anno scolastico 2026/2027. La denuncia, inviata oggi 20 agosto 2026, segnala presunte e gravi irregolarità nella gestione delle sedi disponibili a Perugia e Terni, che sarebbero state sottratte ai trasferimenti ordinari per essere poi assegnate come reggenze.
La richiesta di accertamento ispettivo è stata indirizzata direttamente al Ministro Giuseppe Valditara, al Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto, alla Direzione Generale per il Personale Scolastico guidata da Maria Assunta Palermo e al Direttore Generale Vicario dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per l'Umbria, Fabrizio Fratini, che attualmente sostituisce il Direttore Generale titolare Ernesto Pellecchia.
Le contestazioni sulle "sedi nominali" e la normativa violata
Al centro della protesta sindacale vi è la mancata pubblicazione di diverse "sedi nominali" tra quelle effettivamente disponibili per la mobilità dei dirigenti scolastici. Secondo la ricostruzione di Dirigentiscuola, queste sedi – già note all'amministrazione prima dell'avvio della fase dei movimenti – avrebbero dovuto essere inserite regolarmente nell'elenco dei posti disponibili per i trasferimenti o per nuovi incarichi.
Al contrario, tali istituzioni scolastiche non sono state rese visibili nella fase di mobilità e sono poi riemerse in un secondo momento, inserite dall'USR Umbria nell'elenco delle sedi destinate alle reggenze. Questo meccanismo contrasterebbe con le disposizioni vigenti e con la recente nota ministeriale n. 16067 del 19 giugno 2026, che richiama espressamente l'articolo 13 del CCNL del 2006 dell'area V, secondo cui le sedi affidate con incarico nominale devono essere rese disponibili per altri incarichi.
Il caso del dirigente penalizzato e la presunta "prassi" regionale
La presunta "prassi" territoriale applicata in Umbria avrebbe già causato danni concreti ad alcuni professionisti. Il sindacato cita, a titolo esemplificativo, il caso di un dirigente scolastico che aveva presentato domanda di rientro in Umbria beneficiando delle precedenze previste dalla Legge 104/1992.
Nonostante la presenza di sedi nominali teoricamente disponibili nella provincia di Perugia (dove risiede l'interessato), al dirigente è stata assegnata d'ufficio una sede in provincia di Terni, a notevole distanza dalla propria residenza, con conseguenti e pesanti disagi personali e logistici.
Il Presidente Nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, ha espresso una dura critica sulla gestione della vicenda:
“Nostro malgrado stiamo scoprendo che l’USR Umbria è una sorta di ‘territorio a statuto speciale’ che si permette il lusso di stabilire norme e prassi diverse da quelle esplicitate nella disciplina pattizia, nelle note ministeriali e seguite dagli altri Uffici. Chiediamo che sia il Ministero, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, a fare piena chiarezza su una procedura che deve garantire uniformità, trasparenza e parità di trattamento a tutti i dirigenti scolastici”.
La richiesta di intervento ispettivo al Ministero
Nel testo inviato ai vertici del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il sindacato chiede una verifica puntuale su:
- La reale e trasparente disponibilità iniziale di tutte le sedi scolastiche in Umbria prima della mobilità;
- I criteri utilizzati per il successivo conferimento delle reggenze sul territorio regionale;
- La legittimità degli accantonamenti di posti effettuati a causa di contenziosi o per effetto del dimensionamento della rete scolastica.
Come precisato nel comunicato ufficiale di Dirigentiscuola, l'organizzazione sindacale punta a una rapida risoluzione per via amministrativa della controversia. Tuttavia, in assenza di un immediato intervento ministeriale volto a ripristinare la trasparenza delle procedure di assegnazione, il sindacato si riserva di adire le vie legali e di ricorrere all'autorità giudiziaria per tutelare i diritti della categoria.




