Con l'avvicinarsi del nuovo anno scolastico 2026/2027, si riaccende il dibattito sui viaggi d'istruzione e sulla disponibilità dei docenti ad accompagnare gli studenti. Il sindacato Anief ha chiesto formalmente il ripristino dell'indennità di missione per il personale docente impegnato nelle gite scolastiche, denunciando un carico sproporzionato di responsabilità a fronte di un compenso di fatto inesistente.
La questione non è nuova, ma assume contorni sempre più critici: negli ultimi anni si è registrato un drastico calo delle adesioni da parte dei professori, restii a farsi carico della vigilanza continua degli alunni senza alcuna tutela economica aggiuntiva.
La denuncia dell'Anief: "Responsabilità penali e zero compensi"
A sollevare il caso è il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, il quale ha sottolineato come la partecipazione dei docenti ai viaggi d'istruzione sia diventata un'attività ad altissimo rischio e a costo zero per l'amministrazione. "I docenti non sono una Onlus", ha dichiarato Pacifico, evidenziando che l'obbligo di vigilanza h24 espone gli accompagnatori a pesanti responsabilità civili e penali in caso di incidenti o comportamenti scorretti da parte degli studenti, anche durante le ore notturne.
Attualmente, i docenti che scelgono di accompagnare le classi in Italia o all'estero non ricevono alcuna diaria giornaliera o compenso straordinario, ma solo il mero rimborso delle spese di viaggio e di alloggio (spesso limitato a condizioni standard). Questa situazione ha spinto molti collegi dei docenti a deliberare il blocco delle gite scolastiche, lasciando intere classi senza la possibilità di svolgere un'esperienza formativa fondamentale.
La cancellazione dell'indennità di missione: un vuoto lungo vent'anni
Per comprendere l'origine della protesta, occorre fare un salto indietro nel tempo. Fino alla metà degli anni Duemila, ai dipendenti pubblici spettava la cosiddetta "indennità di trasferta" o "diaria di missione". Questa voce economica è stata drasticamente ridimensionata e poi abolita per i viaggi sul territorio nazionale dalla Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006), nell'ambito delle misure di contenimento della spesa pubblica.
Da quel momento, l'accompagnamento degli studenti è diventato un atto puramente volontario. Le scuole, per incentivare la partecipazione, possono attingere esclusivamente al Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF) per riconoscere piccoli compensi forfettari, i quali tuttavia risultano spesso irrisori (poche decine di euro lorde a fronte di intere giornate di lavoro e sorveglianza) e non sono garantiti in modo uniforme sul territorio nazionale.
Cosa chiede il sindacato per sbloccare i viaggi d'istruzione
L'Anief chiede un intervento legislativo e contrattuale urgente per sanare questa situazione in vista dei prossimi mesi. Le proposte principali del sindacato si articolano su tre punti chiave:
- Ripristino della diaria giornaliera: reintrodurre un'indennità di missione giornaliera specifica per i docenti accompagnatori, parametrata al costo della vita attuale e alla durata del viaggio.
- Riconoscimento delle ore straordinarie: conteggiare e retribuire le ore di sorveglianza effettuate oltre il normale orario di servizio, in particolare quelle notturne e festive.
- Coperture assicurative adeguate: garantire una tutela legale e assicurativa totale a carico dello Stato per proteggere il personale da eventuali richieste di risarcimento danni.
In assenza di risposte concrete da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il rischio è che il prossimo autunno veda un numero ancora maggiore di dinieghi da parte dei docenti, con il conseguente annullamento di gran parte delle uscite didattiche programmate per l'anno scolastico alle porte.
Per ulteriori dettagli sulle rivendicazioni sindacali e per consultare il testo integrale della nota, è possibile fare riferimento al comunicato ufficiale Anief.




