In Abruzzo ben dodici istituti scolastici su diciassette rimasti vacanti inizieranno il nuovo anno scolastico 2026/2027 senza un dirigente titolare, venendo affidati a presidi reggenti già impegnati in altre scuole. La situazione, che rischia di compromettere la continuità gestionale e amministrativa di molti istituti della regione, è diventata un caso politico nazionale: il deputato di Azione Giulio Sottanelli ha infatti annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
I numeri della carenza: solo 5 nuovi presidi per 17 sedi vacanti
Il quadro che si prospetta per il rientro in classe di settembre evidenzia una profonda carenza di organico tra i dirigenti scolastici abruzzesi. Su un totale di diciassette sedi da coprire sul territorio regionale, l'ufficio scolastico ha previsto soltanto cinque nuove immissioni in ruolo. Per i restanti dodici istituti si ricorrerà inevitabilmente allo strumento della reggenza, ovvero all'assegnazione temporanea della scuola a un dirigente che è già titolare di un altro istituto scolastico.
La distribuzione delle poche risorse disponibili sul territorio ha sollevato forti perplessità. I criteri ministeriali per l'assegnazione dei nuovi dirigenti hanno infatti accordato la priorità alle scuole situate nelle aree interne della regione, in particolare nella Marsica (L'Aquila) e nel Chietino. Di conseguenza, le province di Teramo e Pescara si troveranno a condividere una sola nuova immissione in ruolo, nonostante la presenza di istituzioni scolastiche complesse, caratterizzate da un elevato numero di iscritti, numerosi plessi distaccati e bilanci delicati da gestire.
Il peso delle reggenze sulla gestione quotidiana delle scuole
La reggenza, nata come misura straordinaria e temporanea per far fronte a emergenze improvvise, rischia di trasformarsi in una prassi ordinaria per molti istituti abruzzesi. Gestire contemporaneamente due scuole significa per un dirigente dover raddoppiare le responsabilità in termini di sicurezza degli edifici, coordinamento del personale docente e ATA, relazioni con le famiglie e gestione amministrativo-contabile.
«La reggenza è uno strumento pensato per le emergenze brevi, non per gestire più anni scolastici. Quando diventa la condizione ordinaria di due terzi dei posti vacanti di una regione, il problema non è più locale ma nazionale», ha sottolineato il deputato Giulio Sottanelli.
A pesare sul sistema scolastico regionale vi è anche il fenomeno delle cosiddette "sedi nominali": scuole che risultano formalmente coperte da un dirigente titolare che però non vi presta servizio effettivo poiché collocato in posizione di distacco, comando o aspettativa presso altri enti, uffici scolastici regionali o lo stesso Ministero dell'Istruzione.
La proposta: utilizzare gli idonei dei concorsi per coprire le assenze
Nell'interrogazione annunciata al ministro Valditara, si chiede di fare chiarezza sul numero esatto di dirigenti scolastici abruzzesi attualmente in posizione di comando o distacco, le cui sedi di titolarità rimangono di fatto prive di una guida stabile.
Per risolvere questa criticità senza gravare ulteriormente sui presidi in servizio, viene avanzata una proposta organizzativa concreta: utilizzare gli idonei dei concorsi pubblici per dirigenti scolastici per l'assegnazione di incarichi a tempo determinato, limitatamente al periodo di assenza del titolare. Questa soluzione consentirebbe di valorizzare professionisti che hanno già superato una selezione pubblica e, al contempo, garantirebbe una presenza quotidiana e stabile all'interno delle scuole prive di dirigente.
Per rimanere aggiornati sulle decisioni del ministero e sulle pubblicazioni dei decreti di reggenza sul territorio, è possibile consultare periodicamente il portale ufficiale dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo e la sezione notizie del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilcentro.it.




