Fratelli d’Italia ha espresso forte disappunto per la decisione del Comune di Piacenza di eliminare tutte le preparazioni a base di carne suina dai menù delle mense scolastiche, tra cui coppa, lonza e prosciutto cotto. Il partito, in una nota ufficiale consultabile anche sul sito del Comune di Piacenza, ha chiesto all'amministrazione e all’ASL di spiegare pubblicamente le motivazioni tecniche alla base di tale scelta.
Perché la carne suina è così importante a Piacenza?
La provincia di Piacenza è l'unica in Europa a vantare tre salumi DOP: coppa, pancetta e salame. Questi prodotti, insieme al prosciutto cotto, non sono solo un elemento della tradizione culinaria locale, ma rappresentano anche un’importante attività economica che sostiene numerose piccole e medie imprese. Eliminare la carne suina dai menù delle mense scolastiche, secondo Fratelli d’Italia, “rimuove dall’alimentazione dei bambini una componente fondamentale della cultura gastronomica piacentina” e mette a rischio la sostenibilità economica delle aziende locali.
La richiesta di trasparenza e confronto
Il coordinamento provinciale del partito ha affermato che la decisione è stata presa senza “una chiara motivazione tecnica” e ha chiesto di conoscere gli atti e le valutazioni che hanno portato all’eliminazione. Ogni variazione nei piani alimentari deve infatti attenersi alle Linee Guida per la Ristorazione Scolastica del Ministero della Salute e alle indicazioni delle ASL territoriali, le quali rappresentano le uniche autorità competenti a stabilire i parametri nutrizionali e le motivazioni tecniche per la composizione dei pasti. “Prendiamo sul serio la sicurezza e la salute dei bambini. Proprio per questo chiediamo di conoscere gli atti e le motivazioni tecniche della scelta”, ha dichiarato il partito, citando la necessità di verificare perché, oltre alla coppa, siano scomparse anche lonza e prosciutto cotto.
Il valore educativo delle mense scolastiche
Secondo Fratelli d’Italia, le mense scolastiche non sono solo un servizio di ristorazione, ma anche un “strumento di conoscenza del territorio”. “Rispettare le esigenze alimentari di ogni famiglia è doveroso, e il servizio prevede già diete per motivi medici, etici e religiosi. Non comprendiamo perché questo debba comportare la cancellazione della carne suina dal menù di tutti”, ha sottolineato il partito.
Chiamata a un confronto con le famiglie e i produttori
La nota finale del coordinamento prevede una richiesta di confronto con le famiglie e con il Consorzio salumi DOP piacentini. “Chiediamo un confronto con le famiglie e con il Consorzio salumi DOP piacentini e una revisione del menù prima della sua entrata in vigore. Quantità, frequenze e modalità di somministrazione spettano ai professionisti competenti; l’esclusione indistinta di un’intera filiera merita invece di essere riesaminata”, ha concluso il partito.
Che cosa significa per le scuole di Piacenza?
La decisione di rimuovere la carne suina dai menù delle mense scolastiche implica una revisione dei fornitori, dei ricavi delle attività di ristorazione e delle linee di prodotto. Le scuole dovranno verificare che le nuove ricette rispettino le normative nutrizionali e le esigenze dietetiche delle famiglie, senza eliminare prodotti tipici della zona. In caso di dubbio, le Commissioni Mensa possono richiedere un'analisi più dettagliata delle motivazioni tecniche e della conformità ai capitolati di gara.
Per le famiglie e i genitori
I genitori che hanno scelto di far consumare ai propri figli prodotti a base di carne suina dovranno informarsi sulle alternative disponibili. Se la scuola non offre più questi prodotti, è consigliabile richiedere informazioni sul piano alimentare e chiedere eventuali opzioni di sostituzione che rispettino la tradizione locale. Il partito ha espresso disponibilità a intervenire per garantire che le esigenze alimentari e culturali dei bambini non vengano ignorate.
Implicazioni per i produttori DOP
Per i produttori di salumi DOP, la decisione rappresenta una minaccia diretta al loro mercato. Il partito ha sottolineato l’importanza di coinvolgere il Consorzio salumi DOP piacentini per discutere possibili soluzioni che permettano di mantenere la presenza di prodotti tipici nelle mense scolastiche, magari con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla qualità.
Come procedere?
Le scuole e le famiglie interessate possono chiedere un incontro con la direzione delle mense scolastiche e con i rappresentanti del Comune di Piacenza per discutere le motivazioni tecniche e le possibili alternative. Se la decisione dovesse rimanere invariata, è possibile rivolgersi alle Commissioni Mensa comunali o, per verificare la conformità della scelta con le normative nazionali, procedere in via giudiziaria tramite ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).
Conclusioni
La richiesta di Fratelli d’Italia mette in luce la complessità delle decisioni che riguardano la ristorazione scolastica: bilanciare sicurezza, nutrizione, tradizione locale e sostenibilità economica è un compito delicato. Per le scuole di Piacenza, la chiave sarà un dialogo aperto con le famiglie, i produttori e le autorità locali per trovare una soluzione che rispetti le esigenze di tutti i soggetti coinvolti.
Fonte: IlPiacenza




