L'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 a Latina si preannuncia in salita per centinaia di famiglie. Nonostante il suono della prima campanella sia previsto, a seconda dei vari istituti, tra l'8 e il 15 settembre, il servizio di refezione scolastica non sarà operativo prima del prossimo 5 ottobre. Un differimento di tre settimane che ha immediatamente sollevato un polverone di polemiche, mettendo nel mirino l'organizzazione dei servizi integrativi del Comune laziale.
La discrepanza temporale tra l'apertura dei plessi e l'erogazione dei pasti rappresenta un criticità non indifferente, in particolare per gli alunni iscritti al tempo pieno (40 ore settimanali) e per le sezioni della scuola dell'infanzia. Senza la mensa, infatti, l'orario scolastico subisce inevitabilmente delle riduzioni, costringendo i genitori a prelevare i figli in anticipo o a dover gestire autonomamente il momento del pasto, con ripercussioni dirette sull'organizzazione lavorativa.
Le ragioni della protesta: famiglie e opposizione all'attacco
Il caso è esploso a seguito della denuncia del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Latina, che ha definito "problematico" l'intervallo di tempo previsto dall'amministrazione comunale. Secondo i rappresentanti del gruppo, la programmazione della mensa dovrebbe essere speculare a quella del calendario scolastico regionale per garantire il diritto allo studio nella sua interezza.
«Se la scuola inizia a settembre, i servizi che consentono di frequentarla pienamente devono essere disponibili fin dall’inizio», hanno dichiarato i referenti del M5S di Latina. «Non possiamo considerare la refezione un elemento secondario o accessorio, soprattutto laddove il tempo scuola prevede una permanenza prolungata dei bambini». La critica si sposta poi sul piano della programmazione: il ritardo nell'avvio del servizio mensa non sarebbe una novità assoluta per il territorio, ma proprio per questo le famiglie si aspettavano un cambio di passo per l'anno scolastico 2026/2027.
Le proteste non arrivano solo dai banchi della politica. Numerosi genitori hanno espresso il proprio disappunto per una decisione che sembra non tenere conto delle necessità di chi lavora. La mancanza della mensa per quasi un mese costringe molte famiglie a ricorrere a permessi lavorativi, baby-sitter o alla rete di supporto dei nonni, gravando ulteriormente sul bilancio familiare in un periodo, quello del rientro a scuola, già caratterizzato da forti spese per libri e corredo scolastico.
L'impatto sul tempo pieno e sulla scuola dell'infanzia
Il problema è particolarmente sentito nelle scuole dell'infanzia e nelle classi della primaria a tempo pieno. In questi casi, la mensa non è solo un servizio accessorio, ma parte integrante del progetto educativo e pedagogico. La condivisione del pasto rientra infatti nelle attività didattiche previste dalle indicazioni nazionali.
Oltre alla data di inizio, il dibattito si è esteso anche alla chiusura del servizio a fine anno. Il Movimento 5 Stelle, guidato dalla rappresentante Benedetta Malagola e dalla vice Anna Sacchetti, ha chiesto formalmente all'amministrazione comunale di Latina di rivedere non solo l'avvio, ma anche il termine del servizio. La richiesta è che la mensa non venga interrotta in anticipo rispetto alla fine delle lezioni, specialmente per le scuole dell'infanzia che, come da calendario, proseguono le attività fino al 30 giugno.
Le richieste avanzate all'ente comunale sono chiare:
- Anticipo del servizio: verificare la possibilità tecnica e amministrativa di far partire la refezione in concomitanza con l'apertura delle scuole a metà settembre.
- Trasparenza: spiegare chiaramente alla cittadinanza quali siano gli ostacoli (burocratici, economici o contrattuali) che impediscono un avvio tempestivo.
- Garanzia di continuità: assicurare la copertura del servizio fino all'ultimo giorno di attività didattica a giugno 2027.
Cosa devono fare i genitori ora?
Al momento, in attesa di un eventuale (ma difficile) dietrofront dell'amministrazione, le famiglie di Latina devono prepararsi a un mese di settembre caratterizzato dall'orario ridotto. È consigliabile consultare i siti web dei singoli Istituti Comprensivi della città, dove verranno pubblicate le circolari specifiche sugli orari di uscita provvisori validi fino al 2 ottobre.
Per quanto riguarda l'iscrizione al servizio mensa e le relative agevolazioni tariffarie basate sull'ISEE, i genitori possono fare riferimento al portale dei servizi educativi del Comune di Latina. È fondamentale verificare di aver completato correttamente la procedura di iscrizione online per evitare ulteriori ritardi o l'esclusione dal servizio una volta che questo sarà effettivamente partito il 5 ottobre.
La questione resta aperta e non si escludono ulteriori mobilitazioni dei comitati genitori nelle prossime settimane, prima che il suono della campanella sancisca ufficialmente l'inizio di un anno scolastico che, per ora, nasce orfano di un servizio essenziale.
"Una buona amministrazione non si limita a comunicare una decisione. Valuta l’impatto che quella decisione avrà sulla vita delle persone e, quando emerge un problema, cerca di correggere la rotta." — Gruppo Territoriale M5S Latina
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito latinanews.eu.