La crescente domanda di apprendimento della lingua italiana da parte della popolazione adulta con background migratorio richiede una risposta strutturale. A sollevare la questione è Scuolemigranti, una rete composta da 100 associazioni attive a Roma e nel Lazio, sostenuta dal Centro di servizio per il volontariato del Lazio, che propone la sottoscrizione di un patto di collaborazione tra la scuola pubblica per gli adulti, rappresentata dai CPIA (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti), e il Terzo settore. Tale collaborazione trova il suo riferimento normativo nelle Linee guida per l'istruzione degli adulti, che promuovono l'integrazione tra i sistemi di istruzione formale e le realtà del territorio per favorire l'apprendimento permanente.
L'obiettivo è quello di espandere l'offerta formativa gratuita e diversificare le opportunità per le persone immigrate, superando le difficoltà attuali legate alla frammentazione delle risorse. La richiesta nasce dalla necessità di colmare il divario tra l'offerta pubblica e le reali esigenze del territorio.
I numeri dell'insegnamento volontario
La presidente di Scuolemigranti, Paola Toniolo Piva, ha evidenziato come l'impegno del privato sociale sia fondamentale per il sistema. Nell'anno scolastico 2024-25, l'attività delle scuole della rete ha rappresentato un pilastro dell'offerta formativa, sostenuta interamente dall'impegno dei volontari. Sebbene l'entusiasmo dei formatori sia alto, la rete sottolinea che tale energia necessita di essere accompagnata da competenze specifiche e, soprattutto, da spazi idonei.
"Quello che ci manca sono sedi sicure e gratuite; alcune associazioni hanno dovuto chiudere a causa di affitti insostenibili", ha spiegato Toniolo Piva, sottolineando la fragilità di un sistema che, pur garantendo un servizio essenziale, vive spesso in una condizione di precarietà legata alla logica dei singoli progetti.
La proposta: un piano pluriennale di co-progettazione
Per dare continuità al servizio, la rete avanza una proposta concreta agli enti locali, in particolare al Comune di Roma: l'istituzione di un Piano pluriennale. L'idea è quella di coinvolgere in un percorso di amministrazione condivisa non solo il Comune, ma anche l'Ufficio Scolastico Regionale e gli enti del Terzo settore, con l'intento di integrare le risorse pubbliche e le capacità operative delle associazioni.
Il valore aggiunto di questo modello, come illustrato da Luca Lotano dell'Associazione di promozione sociale Asinitas, risiede nella flessibilità: le scuole del privato sociale offrono spesso orari serali e festivi, accolgono persone prive di permesso di soggiorno e propongono attività che favoriscono l'orientamento lavorativo, giuridico e sanitario. Alcune realtà, inoltre, prevedono servizi di supporto, come la "scuola delle donne" con nido integrato, che facilitano la frequenza di chi ha carichi di cura familiari.
Le criticità, tuttavia, restano evidenti. Anche Cristina Brugnano della Caritas ha confermato che, all'apertura delle iscrizioni, le classi risultano immediatamente sature, con segnalazioni di sovrannumero provenienti anche dagli stessi CPIA. Per consultare le sedi, verificare le reali disponibilità e accedere ai canali di iscrizione, è possibile consultare i portali ufficiali dei Centri, come il sito del CPIA 2 Roma, o reperire informazioni utili tramite il portale. La rete Scuolemigranti guarda ora al futuro, con l'intenzione di estendere questo modello di confronto anche ad altre città, tra cui Milano, Torino, Bologna e Verona, in occasione di un incontro nazionale di rete che si terrà nel mese di novembre.
Fonte: ANSA