Il sistema del sostegno scolastico in Italia necessita di una riforma radicale e strutturale che metta fine alla precarietà dei docenti e garantisca una reale continuità didattica agli alunni con disabilità. È questo il fulcro dell'intervento diffuso ieri, domenica 16 agosto 2026, dal sindacato Anief, che chiede un deciso cambio di rotta nella gestione delle cattedre in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico.
La presa di posizione del sindacato guidato da Marcello Pacifico riapre il dibattito sulla qualità dell'inclusione scolastica nel nostro Paese, evidenziando come l'attuale modello organizzativo poggi in misura eccessiva su contratti a tempo determinato, spesso assegnati a personale non specializzato.
La denuncia di Anief: stop all'organico di fatto sul sostegno
Al centro della riflessione sollevata dall'Anief vi è il tema dell'integrazione e della reale inclusione all'interno delle classi. Secondo il sindacato, non può esserci una vera scuola inclusiva senza la stabilità delle figure professionali di riferimento. Attualmente, una quota altissima di cattedre di sostegno viene attivata in "deroga", confluendo nel cosiddetto organico di fatto. Si tratta di posti che, pur essendo vacanti nei fatti, vengono assegnati solo fino al 30 giugno di ogni anno scolastico, impedendo la stabilizzazione dei docenti e costringendo le famiglie a cambiare insegnante di anno in anno.
Come si legge nella nota ufficiale dell'Anief, la richiesta indirizzata al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) è chiara: avviare un processo strutturale di trasformazione di questi posti in organico di diritto, rendendoli così disponibili per le immissioni in ruolo del personale specializzato.
Le proposte del sindacato per stabilizzare il sistema
Per risolvere quella che viene definita una vera e propria emergenza nazionale, Anief propone una serie di interventi normativi urgenti:
- Trasformazione dell'organico: spostare i posti in deroga nell'organico di diritto, consentendo l'assunzione a tempo indeterminato sui posti effettivamente liberi.
- Assunzioni da GPS di prima fascia: rendere strutturale il canale di reclutamento straordinario dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) di prima fascia per i docenti specializzati sul sostegno.
- Accesso libero alla specializzazione: eliminare il numero chiuso per l'accesso ai percorsi di specializzazione (TFA Sostegno), allineando l'offerta formativa delle università al reale fabbisogno delle scuole, specialmente nelle regioni del Nord Italia dove la carenza di docenti specializzati è più marcata.
"Non è possibile parlare di inclusione se ogni anno cambiamo il docente di sostegno a oltre la metà degli studenti con disabilità", ha sottolineato il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico. "La continuità didattica è un diritto costituzionale degli alunni e un dovere dell'amministrazione, che deve essere garantito attraverso la stabilizzazione del personale".
Cosa cambia per docenti e famiglie a settembre
La mobilitazione del sindacato giunge in un momento cruciale. Con l'avvisarsi di settembre e l'avvio delle lezioni dell'anno scolastico 2026/2027, gli Uffici Scolastici Territoriali stanno completando le operazioni di attribuzione delle supplenze annuali. Molti docenti precari inseriti nelle GPS attendono la pubblicazione dei bollettini delle nomine, un processo che ogni anno evidenzia il paradosso di migliaia di cattedre assegnate a supplenti senza titolo di specializzazione a causa dell'esaurimento degli elenchi dei docenti specializzati.
Per le famiglie degli alunni con disabilità, la mancanza di continuità si traduce spesso in un inizio d'anno difficoltoso, con ritardi nella nomina del docente di riferimento o con l'assegnazione di figure professionali diverse rispetto all'anno precedente. La battaglia sindacale punta a scardinare questo meccanismo, chiedendo che la programmazione dei posti rispecchi le effettive esigenze rilevate sul territorio.
Cosa fare adesso
I docenti precari iscritti nelle GPS e in possesso del titolo di specializzazione sono invitati a monitorare costantemente gli albi pretori e i siti ufficiali dei rispettivi Uffici Scolastici Provinciali per verificare lo stato di avanzamento delle nomine e la corretta attribuzione delle cattedre di sostegno. Eventuali anomalie nell'assegnazione dei posti o nella mancata pubblicazione delle disponibilità reali possono essere segnalate alle sedi territoriali del sindacato per le opportune azioni di tutela.