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Scuola

Docenti di sostegno: attesi oltre 150mila posti in deroga

17 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

L'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 si preannuncia segnato da un nuovo picco di precarietà per il sostegno scolastico, con una proiezione che supera i 150.000 posti in deroga a livello nazionale. Per le famiglie e gli alunni con disabilità, questo scenario si traduce nell'ennesimo ostacolo alla continuità didattica, nonostante i tentativi normativi di stabilizzazione introdotti di recente.

A circa quattro settimane dal rientro in classe, gli uffici scolastici regionali e provinciali sono impegnati a ritmi serrati per completare le operazioni di immissione in ruolo, utilizzazione, assegnazione provvisoria e, infine, per l'attribuzione delle decine di migliaia di supplenze necessarie a coprire i posti scoperti.

I dati regionali e la proiezione nazionale

I decreti già pubblicati dagli uffici scolastici di nove regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Puglia, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Basilicata) fotografano una situazione senza precedenti: i posti in deroga già assegnati sfiorano le 91.500 unità. Si tratta di una cifra imponente, se confrontata con gli organici di diritto delle stesse regioni, che ammontano complessivamente a meno di 78.000 posti stabili. In queste aree, i posti precari rappresentano quindi il 117% di quelli strutturali.

Estendendo questa percentuale all'intero organico di diritto nazionale – fissato per quest'anno a 128.170 posti – la proiezione dei posti in deroga per l'anno scolastico alle porte supera ampiamente la quota di 150.000 contratti a tempo determinato (fino al 30 giugno). Una situazione alimentata anche dall'obbligo, sancito dalle sentenze della Corte Costituzionale del 2010 e del Consiglio di Stato del 2017, di garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità senza vincoli di bilancio, costringendo l'amministrazione ad attivare continue deroghe annuali.

La mappa delle deroghe sul territorio

L'andamento della distribuzione dei posti in deroga mostra forti discrepanze a livello territoriale, con situazioni di evidente squilibrio tra organico stabile e cattedre precarie:

Regione / Provincia Posti in organico di diritto (Stabili) Posti in deroga (Precari) Rapporto deroga/organico stabile
Toscana 6.635 10.085 152%
Friuli-Venezia Giulia 1.768 2.252 127%
Puglia 10.503 11.371 108%
Napoli (Provincia) 9.250 circa 12.000 129%

Anche laddove i decreti regionali non sono ancora del tutto disponibili, come in Campania, i dati provinciali confermano il trend: nella sola provincia di Napoli si registrano quasi 12.000 posti in deroga a fronte di poco più di 9.250 posti stabili.

Il nodo della discontinuità didattica

L'elevata percentuale di posti in deroga si ripercuote direttamente sulla qualità dell'inclusione scolastica. Trattandosi di contratti che decadono al termine delle attività didattiche, la continuità del rapporto tra docente e alunno viene puntualmente interrotta.

Secondo l'ultimo report disponibile dell'Istat relativo all'anno scolastico 2024/2025, il 58% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. La percentuale di discontinuità presenta picchi ancora più preoccupanti a seconda del grado di istruzione:

A questo si aggiunge la carenza di personale specializzato: circa il 22% dei docenti attualmente in servizio sul sostegno insegna senza aver conseguito il titolo di specializzazione specifico.

Le misure del Ministero e la posizione dei sindacati

Per arginare il fenomeno della discontinuità, l'attuale esecutivo ha introdotto una norma che permette alle famiglie di richiedere la conferma del docente di sostegno precario in servizio l'anno precedente. Tuttavia, le sigle sindacali continuano a definire la procedura eccessivamente farraginosa e lamentano la mancanza di trasparenza: il Ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato dal ministro Giuseppe Valditara, non ha ancora diffuso i dati ufficiali relativi alle riconferme effettivamente andate a buon fine.

Sul fronte delle stabilizzazioni, i sindacati di categoria chiedono da tempo la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. A fronte degli oltre 120.000 posti in deroga registrati nell'anno scolastico 2025/2026, l'incremento dell'organico di diritto per l'anno scolastico 2026/2027 è stato di sole 134 unità (passando da 128.036 a 128.170 posti stabili), pari a un incremento dello 0,1%. Una quota ritenuta del tutto insufficiente a coprire il reale fabbisogno delle scuole italiane.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito repubblica.it.

Tags: precariato docenti supplenze
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