A poche settimane dall'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2026/2027, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) rivolge un accorato appello alle istituzioni: la continuità didattica sul sostegno deve diventare un criterio strutturale delle politiche scolastiche nazionali, superando la cronica gestione emergenziale della materia. La richiesta mira a tutelare il diritto allo studio degli alunni con disabilità, garantendo loro docenti specializzati e relazioni educative stabili fin dal primo giorno di scuola.
L'intervento del Coordinamento arriva in un momento cruciale di preparazione del nuovo anno scolastico, mettendo in luce le criticità storiche del sistema di reclutamento e di assegnazione delle cattedre di sostegno in Italia.
I dati ISTAT: discontinuità educativa per quasi 6 alunni su 10
A supportare la presa di posizione del CNDDU vi sono i dati ufficiali pubblicati dall'ISTAT nel report sull'inclusione scolastica del 27 maggio 2026 (riferito all'anno scolastico 2024/2025). Il quadro statistico mostra luci e ombre che richiedono una riflessione profonda sulle misure adottate finora:
- Alunni coinvolti: gli studenti con disabilità nelle scuole italiane sono quasi 377 mila, pari al 4,8% della popolazione scolastica complessiva;
- Specializzazione in crescita: negli ultimi cinque anni la percentuale di docenti di sostegno in possesso di titolo di specializzazione è salita dal 63% al 78%, pur lasciando ancora circa 57 mila insegnanti privi di formazione specifica;
- Nodi irrisolti sulla continuità: il 59,7% degli alunni con disabilità ha sperimentato un cambio del docente di sostegno rispetto all'anno precedente. Si tratta di quasi sei studenti su dieci;
- Ritardi nell'assegnazione: all'avvio delle lezioni, oltre il 22% delle cattedre di sostegno non risultava ancora assegnato, con cattedre rimaste scoperte anche ad anno scolastico avviato.
I numeri testimoniano che, a fronte di un aumento dei posti e dei docenti specializzati, la stabilità del rapporto educativo resta un traguardo lontano per la maggior parte dei punti di riferimento degli alunni con bisogni educativi complessi.
La censura del Consiglio d'Europa sulla precarietà
L'appello richiama inoltre la pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa, resa pubblica il 22 dicembre 2025. L'organismo europeo ha accertato la violazione di alcuni articoli della Carta sociale europea riveduta da parte dell'Italia, sanzionando la precarietà strutturale e la residua carenza di personale specializzato nel sistema del sostegno scolastico.
Secondo il CNDDU, l'avvio dell'anno 2026/2027 deve rappresentare il banco di prova per dare seguito operativo a tali indicazioni sovranazionali. Ridurre il ricorso a contratti a tempo determinato su posti di fatto vacanti è una condizione essenziale per assicurare la qualità dell'inclusione.
Perché la continuità didattica è decisiva
Per un alunno con disabilità, l'avvicendamento continuo dell'insegnante di sostegno non è un semplice cambio d'organico, ma un'interruzione del percorso di apprendimento e di sviluppo dell'autonomia. Ogni cambio docente richiede:
- La ricostruzione di un legame di fiducia tra l'alunno e l'insegnante;
- La ridefinizione delle strategie didattiche personalizzate formulate nel Piano Educativo Individualizzato (PEI);
- Il riavvio del dialogo conoscitivo con le famiglie e i servizi socio-sanitari del territorio.
Il tempo impiegato per riallacciare questi equilibri rischia di tradursi in tempo sottratto alla didattica e all'integrazione con il gruppo classe. Per questo motivo, il CNDDU ribadisce che la responsabilità dell'inclusione deve coinvolgere l'intero consiglio di classe e la comunità scolastica nel suo complesso, evitando di delegare la presa in carico dell'alunno al solo docente specializzato.
I parametri per valutare l'avvio dell'anno 2026/2027
In vista dei prossimi decreti sulle nomine da Ministero dell'Istruzione e del Merito e delle procedure gestite dagli Uffici Scolastici Territoriali, il Coordinamento sollecita l'adozione di parametri trasparenti per misurare l'efficacia delle politiche di sostegno.
| Indicatore di qualità | Situazione rilevata (Dati ISTAT) | Obiettivo auspicato CNDDU |
|---|---|---|
| Continuità didattica | 59,7% di avvicendamenti annuali | Riduzione drastica dei cambi di docente legati alla precarietà |
| Copertura all'avvio | > 22% cattedre scoperte al primo giorno | Assegnazione di tutti i docenti prima dell'inizio delle lezioni |
| Insegnanti specializzati | 78% con titolo specifico (57k non specializzati) | Copertura organica con solo personale specializzato |
L'auspicio per le prossime settimane è che le nomine dei supplenti e le immissioni in ruolo riescano a garantire risposte celeri, affinché il diritto all'istruzione e all'uguaglianza sostanziale trovi piena applicazione fin dal primo suono della campanella.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito welfarenetwork.it.