L'organico di fatto del personale Personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA) nelle scuole della Sicilia subisce un drastico taglio di 207 posti per l'anno scolastico 2026/2027. La riduzione porta il contingente complessivo autorizzato da 2.425 a 2.218 unità, con un calo superiore all'8% rispetto all'anno precedente che rischia di pesare sulla gestione ordinaria degli istituti e sull'assistenza agli studenti.

A lanciare l'allarme sono i rappresentanti regionali dei sindacati di categoria Adriano Rizza (FLC CGIL), Pietro Galati (CISL Scuola) e Claudio Parasporo (UIL Scuola Sicilia). Le tre organizzazioni denunciano come le sforbiciate colpiscano in modo trasversale tutte le qualifiche professionali necessarie per il corretto funzionamento della macchina scolastica.

La ripartizione dei tagli per profilo professionale

Il decremento di organico coinvolge sia i servizi ausiliari sia quelli amministrativi e tecnici. La diminuzione più consistente riguarda i collaboratori scolastici, figura chiave per la vigilanza, l'igiene e l'accoglienza nei plessi, seguita a breve distanza dagli assistenti amministrativi, il cui lavoro sostiene le pratiche burocratiche e contabili delle segreterie.

Nel dettaglio, le 207 unità tagliate nell'isola si suddividono in questo modo:

  • Collaboratori scolastici: -85 posti
  • Assistenti amministrativi: -77 posti
  • Assistenti tecnici: -12 posti
  • Profili specifici (operatori agrari, cuochi, infermieri e guardarobieri): -33 posti

La scomparsa totale dei 33 posti destinati ai profili specifici incide in particolar modo sugli istituti tecnici e professionali, sui convitti e sugli azionamenti agrari dell'isola, privando le strutture di figure specializzate nella cura e nella gestione operativa dei laboratori e delle convitte.

L'impatto provincia per provincia: Messina e Ragusa le più colpite

La ripartizione territoriale della contrazione mostra una riduzione diffusa su tutte e nove le province siciliane, seppur con un'incidenza differente in termini assoluti e percentuali.

Il territorio di Messina registra la riduzione quantitativamente più alta, con una perdita di 55 lavoratori (passando da 460 a 405 unità). In termini percentuali, il calo più pesante si rileva a Ragusa, dove la sforbiciata di 40 posti equivale a una contrazione del 23% dell'organico di fatto locale.

Provincia Riduzione posti ATA
Messina -55
Ragusa -40
Siracusa -27
Palermo -25
Enna -17
Caltanissetta -15
Agrigento -11
Catania -11
Trapani -6

Le preoccupazioni dei sindacati e le richieste all'USR

In una nota congiunta, FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola Sicilia hanno espresso forte contrarietà rispetto ai criteri utilizzati per la determinazione dell'organico di fatto, sottolineando come il decremento della popolazione scolastica non debba tradursi automaticamente in una riduzione lineare del personale operativo.

«Non siamo, dunque, di fronte a semplici aggiustamenti tecnici ma a una riduzione generalizzata delle risorse professionali destinate alle istituzioni scolastiche siciliane».

Secondo le organizzazioni sindacali, la presenza del personale ATA è determinante per garantire l'apertura dei plessi, la sorveglianza degli spazi comuni e il diritto allo studio, con particolare riferimento all'assistenza igienico-personale e al supporto quotidiano destinato agli alunni con disabilità.

Per affrontare la situazione prima dell'avvio delle lezioni, i rappresentanti dei lavoratori hanno richiesto formale convocazione di un vertice urgente ai vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, con l'obiettivo di riesaminare le singole posizioni istituto per istituto e individuare correttivi idonei ad assicurare il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito start-news.it.