Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito una verifica puntuale sugli interventi di contrasto alla dispersione scolastica. Pur accogliendo con favore i dati recenti che evidenziano un progressivo calo del fenomeno, l'associazione sottolinea la necessità di valutare con precisione quali misure, tra quelle finanziate con le risorse del PNRR, abbiano prodotto risultati concreti e duraturi sul campo.
L'obiettivo indicato dal CNDDU è evitare che le azioni svolte negli ultimi mesi restino interventi isolati o legati a finanziamenti straordinari a termine. Per il Coordinamento occorre invece trasformare i progetti più efficaci in misure strutturali del sistema di istruzione nazionale.
Verifica dell'impatto dei fondi PNRR e continuatività
Negli ultimi anni, ingenti risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono state destinate alle istituzioni scolastiche per contrastare l'abbandono precoce, attivare percorsi di tutoraggio, organizzare moduli extracurricolari e sostenere gli studenti in situazione di fragilità emotiva o cognitiva.
Il CNDDU ritiene fondamentale avviare un monitoraggio sistematico per misurare l'efficacia reale di ciascuna linea di intervento. La richiesta rivolta al Ministero dell'Istruzione e del Merito mira a definire criteri trasparenti di valutazione: occorre individuare quali metodologie e attività abbiano realmente favorito la ripresa della frequenza scolastica e il miglioramento dei rendimenti negli istituti a maggior rischio.
«Il miglioramento dei dati sull'abbandono è un segnale incoraggiante, ma per stabilizzare questi risultati serve verificare cosa ha funzionato sul territorio e mettere a sistema le buone pratiche emersi con il PNRR.»
Orientamento e passaggi critici tra i cicli di studio
Tra i punti centrali evidenziati dal Coordinamento figurano l'orientamento scolastico e la gestione dei momenti di transizione. I dati storici dimostrano che il rischio di dispersione si concentra in prevalenza nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado e durante il primo biennio delle superiori.
Per prevenire l'abbandono, il CNDDU indica alcune priorità operative:
- Rafforzamento dell'orientamento precoce: percorsi di continuità strutturati già a partire dalla scuola media, per aiutare famiglie e studenti a compiere scelte consapevoli legate ad attitudini e aspirazioni reali.
- Accompagnamento nei primi due anni di superiori: percorsi di tutoraggio e rimodulazione didattica mirati a ridurre la quota di insuccessi formativi nei primi anni delle scuole secondarie di secondo grado.
- Monitoraggio delle assenze: sistemi tempestivi di segnalazione delle frequenze irregolari per intervenire prima che il disagio evolva in abbandono definitivo.
Contesti fragili e divari territoriali
Un altro elemento cruciale richiamato dall'analisi riguarda le marcate differenze territoriali. La dispersione scolastica continua a registrarsi con incidenza maggiore nelle aree periferiche dei grandi centri urbani e nelle regioni del Mezzogiorno, dove le condizioni socio-economiche delle famiglie influenzano in modo significativo la regolarità degli studi.
Secondo il CNDDU, la lotta alla dispersione non può prescindere da una rete stabile tra scuola, enti locali, terzo settore e famiglie. L'assegnazione delle risorse deve continuare a tenere conto dei contesti ad alta vulnerabilità sociale, garantendo organici potenziati, tempi pieni e presidi educativi territoriali in grado di offrire opportunità extrascolastiche e spazi di aggregazione sani.
Cosa serve per il nuovo anno scolastico
In vista dell'imminente ripresa delle attività didattiche a settembre, il CNDDU sollecita un'accelerazione nell'analisi dei dati di monitoraggio ministeriali. Rendere pubblici gli esiti dei percorsi conclusi consentirà di programmare con maggiore efficacia le risorse disponibili, offrendo alle scuole indicazioni chiare su quali strumenti organizzativi e pedagogici confermare e potenziare negli anni a venire.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito facebook.com.




