Quasi un insegnante su due dichiara di soffrire di stress da lavoro e un docente su quattro segnala ripercussioni negative sulla propria salute mentale. È il quadro allarmante che emerge dall'ultimo approfondimento condotto dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), che analizza i rischi psicosociali della professione docente nelle scuole dell'Unione Europea.
Il fenomeno del burnout non risponde a una semplice stanchezza di fine anno scolastico, ma a una condizione strutturale legate a tre grandi tipologie di carico: quello quantitativo (ore di lavoro complessive e scadenze), quello cognitivo (l'impegno mentale continuo nella gestione delle lezioni) e quello emotivo, esacerbato dalla gestione dei conflitti in aula e dal rapporto sempre più complesso con le famiglie.
I dati del report europeo sul lavoro dei docenti
Secondo i dati diffusi dall'Agenzia europea, il carico di lavoro degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado si articola principalmente in tre attività:
- Insegnamento frontale: 71,5% del tempo di lavoro;
- Gestione della disciplina e dell'ordine: 13% del tempo totale;
- Adempimenti burocratici e amministrativi: 8% del tempo (registrazione presenze, circolari, verbali e adempimenti formali).
A livello complessivo, il 24% degli insegnanti rileva un impatto negativo della professione sulla salute mentale e il 22% segnala conseguenze dirette sulla salute fisica. Il report evidenzia come la combinazione di elevata responsabilità emotiva e ridotta autonomia decisionale renda il settore dell'istruzione uno dei più esposti ai rischi psicosociali.
La situazione italiana: precarietà, burocrazia e retribuzioni
In Italia, le criticità evidenziate a livello europeo risultano filtrate da specificità strutturali del sistema scolastico nazionale. Oltre al carico burocratico e alle ore di preparazione delle lezioni che vanno ben oltre l'orario d'aula (18 ore nella secondaria, 24 nella primaria, 25 nell'infanzia), incidono fortemente due fattori:
- La precarietà del personale: circa 250 mila supplenti ogni anno sono costretti a cambiare sede scolastica, affrontando costi di trasferimento, incertezza lavorativa e continue riorganizzazioni didattiche;
- Il divario retributivo: gli stipendi dei docenti italiani continuano a collocarsi nelle fasce basse dei parametri europei, unitamente a una progressiva perdita di riconoscimento sociale della figura dell'insegnante.
Le buone pratiche europee e la misura italiana
Il rapporto dell'EU-OSHA passa in rassegna una serie di interventi adottati dai Paesi membri per prevenire il sovraffaticamento dei docenti:
| Paese | Misura o Buona Pratica |
|---|---|
| Finlandia | Programmi di tutoraggio tra pari con docenti mentori |
| Danimarca | Riprogettazione degli ambienti scolastici con spazi aperti per il lavoro di squadra |
| Olanda | Progetti di job crafting per riorganizzare in autonomia le mansioni quotidiane |
| Austria | Campagne nazionali di sensibilizzazione sulla salute e il benessere del personale |
| Spagna | Servizi dedicati di supporto psicologico e professionale per gli insegnanti |
| Italia | Reintroduzione del diritto alla disconnessione nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) |
Per quanto riguarda l'Italia, l'inclusione esplicita del diritto alla disconnessione all'interno della contrattazione collettiva rappresenta un importante baluardo formale, pensato per evitare che l'invio continuativo di comunicazioni, messaggi e circolari digitali oltre l'orario di servizio alimenti lo stress da reperibilità h24.
Cosa fare e prospettive per la tutela della salute
Il riconoscimento dei rischi psicosociali nel mondo della scuola richiede un'attenzione costante alla prevenzione nei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) dei singoli istituti scolastici. Il personale docente che avverte sintomi legati a stress lavoro-correlato può rivolgersi al Medico Competente della propria scuola o fare riferimento al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per richiedere il rispetto delle tutele previste dal Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito repubblica.it.