In Italia, circa la metà delle cattedre di sostegno per gli alunni con disabilità continua a essere assegnata a docenti supplenti con contratti a tempo determinato. Questa situazione, denunciata con forza dal sindacato Anief, penalizza gravemente la continuità didattica degli studenti più fragili e alimenta un sistema di precariato strutturale che non trova riscontri nel resto d'Europa.
La denuncia arriva direttamente da Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'Anief, che lo scorso giovedì 13 agosto ha fatto il punto sulle criticità che caratterizzano l'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027. Secondo il sindacato, l'abuso dei contratti a termine sul sostegno rappresenta una violazione sistematica del diritto allo studio e delle stesse normative europee sull'impiego del personale pubblico.
La denuncia dell'Anief: un sistema basato sulla precarietà
Il nodo centrale della questione risiede nella gestione dei cosiddetti "posti in deroga". Si tratta di cattedre di sostegno che vengono attivate anno dopo anno per rispondere alle reali esigenze delle scuole e delle famiglie, ma che non vengono inserite nell'organico di diritto (ovvero i posti stabili destinati alle assunzioni a tempo indeterminato). Questi posti confluiscono invece nell'organico di fatto, venendo assegnati a supplenza fino al 30 giugno.
Secondo i dati diffusi dal sindacato, su oltre 200.000 docenti di sostegno attualmente in servizio nelle scuole italiane, circa 100.000 lavorano con un contratto precario. "Siamo l'unico Paese in Europa che ha il 50% dei posti di sostegno in deroga affidati a supplenti", ha dichiarato Marcello Pacifico, sottolineando come questa prassi leda profondamente la continuità didattica, costringendo migliaia di alunni con disabilità a cambiare docente di riferimento all'inizio di ogni anno scolastico.
Cosa sono i posti in deroga e perché penalizzano gli alunni
La distinzione tra organico di diritto e organico di fatto è all'origine del problema. L'organico di diritto viene calcolato su base triennale dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in base a parametri demografici storici. Tuttavia, il numero di alunni con certificazione di disabilità (ai sensi della Legge 104/1992) è in costante crescita.
Per garantire il rapporto corretto tra docente e alunno stabilito dai Piani Educativi Individualizzati (PEI), gli Uffici Scolastici Regionali sono costretti ad autorizzare i posti in deroga. Essendo posti temporanei "sulla carta", la normativa vigente vieta di utilizzarli per le immissioni in ruolo, destinandoli inevitabilmente alle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).
Questo meccanismo genera tre grandi criticità:
- Mancata continuità didattica: Gli studenti con disabilità perdono il proprio punto di riferimento pedagogico quasi ogni anno, con evidenti ripercussioni sul percorso di apprendimento e di inclusione.
- Instabilità professionale: Decine di migliaia di docenti specializzati rimangono intrappolati nel circuito del precariato, pur lavorando costantemente sulle stesse cattedre anno dopo anno.
- Costi per lo Stato: Il continuo ricorso a contratti a termine genera contenziosi legali e costringe l'amministrazione a gestire una mole enorme di procedure burocratiche per le nomine annuali.
Le richieste del sindacato per garantire la continuità didattica
Per risolvere l'emergenza del sostegno, l'Anief chiede un intervento legislativo urgente che modifichi i criteri di costituzione degli organici. La proposta principale consiste nel trasferire tutti i posti in deroga consolidati negli anni dall'organico di fatto all'organico di diritto, rendendoli disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato.
Inoltre, l'organizzazione sindacale guidata da Pacifico insiste sulla necessità di stabilizzare i docenti precari che hanno già conseguito la specializzazione sul sostegno (TFA Sostegno) o che vantano anni di servizio specifico sul campo, semplificando le procedure di reclutamento straordinario.
Per maggiori dettagli sulle iniziative e sulle tutele avviate dal sindacato, è possibile consultare il portale ufficiale sul sito dell'Anief.
Cosa cambia ora per i docenti precari in attesa di nomina
Mentre il dibattito politico e sindacale prosegue, per i docenti precari inseriti nelle GPS si apre la consueta fase calda delle nomine per l'anno scolastico 2026/2027. Gli Uffici Scolastici Territoriali stanno completando le operazioni propedeutiche all'elaborazione del cosiddetto "algoritmo" per l'attribuzione delle supplenze annuali (al 31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno).
I candidati sono invitati a monitorare costantemente gli albi pretori e i siti web dei rispettivi Uffici Scolastici di riferimento per verificare la pubblicazione dei bollettini di nomina, che sono attesi a partire dalla fine del mese di agosto.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito finanza.repubblica.it.




