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Docenti

Sostegno scolastico, allarme continuità: il 59,7% cambia docente

15 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, quasi sei alunni con disabilità su dieci (il 59,7%) si troveranno ad affrontare l'ennesimo cambio dell'insegnante di sostegno. A rilanciare il nodo della continuità didattica ed educativa è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che invita il Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Parlamento a trasformare la stabilità del rapporto didattico in un indicatore concreto e verificabile delle politiche di inclusione, superando la sola misurazione del numero di posti autorizzati o coperti.

Il richiamo dell'organizzazione giunge in un momento cruciale delle operazioni di avvio dell'anno scolastico, quando si concentrano le procedure relative alle supplenze e alle assegnazioni del personale docente. Secondo il Coordinamento, la continuità della figura di riferimento non può continuare a essere trattata come un'emergenza di settembre, ma deve diventare un parametro strutturale per valutare l'effettiva qualità dell'integrazione scolastica.

I dati ISTAT: specializzazione in crescita, ma la stabilità manca

Il quadro normativo e numerico di riferimento risente delle ultime rilevazioni ufficiali dell'ISTAT sull'inclusione scolastica. I dati indicano un quadro a chiaroscuri in cui, a fronte di importanti miglioramenti sul piano quantitativo e della formazione, persiste una forte discontinuità nell'assegnazione dei docenti agli studenti con bisogni educativi complessi.

I dati dell'istituto di statistica evidenziano quindi che, sebbene lo sforzo profuso per aumentare il personale formato stia producendo frutti, la precarietà strutturale delle cattedre finisce per vanificare l'impatto positivo sulla quotidianità didattica dei ragazzi.

I rilievi europei e l'impatto sugli studenti

La questione della continuità si intreccia con i recenti pronunciamenti delle istituzioni internazionali. Nel dicembre 2025, la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa ha accertato violazioni della Carta sociale europea riveduta, richiamando l'Italia sulla persistente precarietà e sulla carenza di specializzazione del personale assegnato ai posti di sostegno.

Per un alunno con disabilità, specialmente in presenza di contesti e quadri clinici complessi, l'avvicendamento continuo del docente non rappresenta una semplice pratica burocratica. Cambiare insegnante ogni settembre comporta dover ricostruire da capo una relazione interpersonale e di fiducia, trasferire nuovamente il bagaglio di competenze e strategie educative personalizzate e riallacciare l'alleanza pedagogica con la famiglia. Questo tempo necessario al riassestamento relazionale rischia di tradursi in tempo sottratto all'apprendimento, alla crescita dell'autonomia e alla reale partecipazione alla vita della classe.

Cosa si chiede alle istituzioni per il nuovo anno scolastico

Nelle sue valutazioni, il CNDDU riconosce i passi avanti compiuti negli ultimi anni sia sul fronte dell'aumento degli organici, sia nelle procedure di reclutamento straordinario destinate alla stabilizzazione dei docenti specializzati. Tuttavia, l'organizzazione sottolinea che la copertura finanziaria o amministrativa di un posto di lavoro non equivale automaticamente alla piena tutela del diritto all'istruzione se non garantisce tempi idonei e stabilità.

Le richieste rivolte al Ministero dell'Istruzione e del Merito riguardano in particolare:

In attesa del completamento delle operazioni relative alle nomine da graduatoria e all'attribuzione degli incarichi a tempo determinato per l'anno scolastico 2026/2027, la stabilità del personale di sostegno rimane un tema aperto, centrale nelle agende dei sindacati e delle associazioni dei familiari degli alunni con disabilità.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito maremmanews.it.

Tags: sostegno docenti inclusione
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