Il servizio d'insegnamento prestato nelle piccole isole deve valere il doppio dei punti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). È la proposta rilanciata dal sindacato Anief per incentivare la permanenza dei docenti nelle istituzioni scolastiche insulari, dove la continuità didattica continua a rappresentare una vera e propria emergenza a causa delle difficoltà logistiche e dei costi di trasporto sostenuti dai precari.
La questione riguarda centinaia di insegnanti ed educatori assegnati ogni anno nelle scuole dei piccoli arcipelaghi e delle isole minori italiane — da Pantelleria alle Egadi, dalle Eolie alle Pelagie, fino alle isole del Tirreno e dell'Adriatico. Lavorare in queste sedi comporta spesso disagi di collegamento, affitti elevati durante la stagione turistica e prolungati periodi di isolamento dovuti alle avverse condizioni meteo-marine.
La proposta del sindacato per valorizzare le sedi disagiate
Secondo la posizione espressa dal presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, attribuire un punteggio maggiorato nei benefit di carriera e nelle graduatorie di supplenza rappresenta l'unico strumento efficace per rendere attrattive sedi altrimenti penalizzate. La richiesta punta a pareggiare la valutazione del servizio prestato nelle piccole isole a quello svolto nelle scuole di montagna o nelle sedi particolarmente disagiate, superando un vuoto normativo che spesso scoraggia le accettazioni degli incarichi a inizio anno scolastico.
Attualmente, infatti, un anno di servizio nelle scuole insulari viene valutato con il medesimo punteggio di qualunque altro istituto del territorio nazionale (fino a un massimo di 12 punti per anno scolastico). Questo meccanismo spinge molti supplenti a rinunciare alle nomine su isola non appena ottengono una convocazione sulla terraferma, provocando un continuo turnover che danneggia l'offerta formativa per gli studenti residenti.
Cosa cambia per la continuità didattica
Garantire una corsia preferenziale in termini di punteggio avrebbe un impatto immediato su più fronti:
- Stabilizzazione dei docenti: la possibilità di maturare fino a 24 punti all'anno invoglierebbe i precari ad accettare e mantenere l'incarico nelle isole minori per l'intero anno scolastico.
- Continuità per gli studenti: le classi delle scuole insulari non cambierebbero insegnante a ogni trimestre o all'inizio di ogni nuovo anno scolastico.
- Riconoscimento dei costi logistici: la misura compenserebbe in parte le maggiori spese personali sostenute dai docenti per viaggiare o risiedere fuori sede.
Il nodo della normativa e i prossimi passaggi
Il riconoscimento del doppio punteggio richiede un intervento normativo specifico da inserire nei prossimi aggiornamenti delle ordinanze ministeriali sulla mobilità e sulle supplenze, oppure in una norma di legge dedicata al sostegno delle aree interne e insulari. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha già avviato nei mesi scorsi tavoli tecnici con i sindacati per studiare indennità di sede e misure di supporto al personale che opera in territori geograficamente svantaggiati.
Per consultare le posizioni e le vertenze sindacali in corso sul reclutamento, è possibile fare riferimento alle comunicazioni pubblicate sul portale dell'organizzazioni sindacale Anief e alla sezione ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito anief.org.