L’INVALSI sta pianificando l'aggiornamento del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV), con l'obiettivo di ridefinire gli indicatori di efficacia formativa delle scuole italiane. Dirigenti scolastici, docenti ed esperti del settore saranno chiamati a confrontarsi sulla definizione del nuovo modello metodologico, la cui introduzione è prevista in via graduale nei prossimi anni scolastici.
L'iniziativa punta a rendere la valutazione degli istituti scolastici più aderente alle trasformazioni che hanno interessato la scuola negli ultimi anni, dal forte impulso alla digitalizzazione impresso dal PNRR fino alle nuove esigenze di inclusione e orientamento degli studenti.
Perché cambia il modello di valutazione?
Il Sistema Nazionale di Valutazione, istituito originariamente con il D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80, necessita di un adeguamento metodologico per non limitarsi a fotografare i soli risultati degli apprendimenti standardizzati. Per approfondire il quadro normativo e seguire l'evoluzione delle procedure, è possibile fare riferimento alla documentazione ufficiale disponibile nella sezione dedicata al Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) sul portale INVALSI. L'obiettivo dichiarato dall'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione è quello di valorizzare il "valore aggiunto" offerto da ogni singola scuola, tenendo conto del contesto socio-economico di partenza.
Il nuovo modello si propone di superare la logica della pura performance quantitativa per abbracciare una valutazione più globale, capace di misurare l'efficacia delle azioni di miglioramento intraprese dalle scuole nel corso del triennio.
I tre pilastri del nuovo schema metodologico
La proposta in corso di definizione si articola su tre direttrici principali, pensate per integrarsi all'interno del Rapporto di Autovalutazione (RAV) e dei Piani di Miglioramento (PdM):
- Inclusione e benessere scolastico: misurazione del clima di classe, delle strategie di contrasto alla dispersione scolastica implicita ed esplicita e del livello di integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali.
- Competenze trasversali e transizione digitale: valutazione dell'impatto dei laboratori innovativi e delle metodologie didattiche multimediali introdotte con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
- Continuità e orientamento: monitoraggio dei percorsi degli studenti in uscita, sia verso i gradi di istruzione successivi sia verso il mondo del lavoro e degli ITS Academy.
Cosa cambia concretamente per i docenti e i dirigenti?
Per le istituzioni scolastiche, l'adozione del nuovo modello non si tradurrà in un ulteriore appesantimento burocratico. Al contrario, l'INVALSI punta a semplificare la compilazione del RAV attraverso una pre-popolazione dei dati di contesto più efficiente e l'eliminazione di indicatori ormai obsoleti.
I Nuclei di Valutazione Interna (NIV) delle scuole disporranno di una piattaforma aggiornata e di linee guida più operative per tradurre i dati in reali azioni di miglioramento dell'offerta formativa. La valutazione esterna, condotta dai contingenti di ispettori e valutatori, utilizzerà i medesimi indicatori condivisi per garantire la massima trasparenza del processo.
La prospettiva di una consultazione pubblica
La futura consultazione rappresenterà un momento di democrazia partecipativa fondamentale per il mondo della scuola. Tutti i soggetti interessati saranno invitati a prendere visione delle proposte metodologiche e a inviare le proprie osservazioni e suggerimenti non appena l'istituto avvierà formalmente la procedura.
I documenti di studio e le schede informative saranno resi accessibili direttamente nella sezione Innovazione e Sviluppo del portale INVALSI. Le scuole e i docenti potranno così trasmettere i propri feedback secondo le modalità e i tempi che verranno indicati dall'ente, prima della redazione del testo definitivo che guiderà la valutazione scolastica per il prossimo triennio.