Fermare l'ondata di episodi violenti che colpisce gli istituti scolastici richiede un cambio di passo profondo, che vada ben oltre la semplice inasprimento delle sanzioni penali o disciplinari. È la posizione espressa da Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, di fronte al continuo ripetersi di aggressioni ai danni del personale docente e scolastico. Secondo la sigla sindacale, la risposta alle tensioni tra le mura scolastiche non può essere affidata soltanto alla repressione, ma deve fondarsi sul ripristino di una chiara distinzione dei ruoli, sul rafforzamento della cultura dell'ascolto e sull'assegnazione di risorse economiche adeguate per introdurre figure di supporto professionale.
Il tema della sicurezza e della tutela del personale docente torna così al centro del dibattito, in una fase in cui la scuola si interroga sulle cause profonde del deterioramento dell'alleanza educativa tra famiglie, studenti e istituzioni.
L'analisi della Gilda: oltre la logica emergenziale
Nell'analisi tracciata dal coordinatore della Gilda, la frequenza con cui si verificano episodi sgradevoli dentro e fuori dalle aule delinea un fenomeno diffuso e preoccupante. Castellana definisce la situazione come una vera e propria «epidemia di aggressioni» che ormai si ripete all'ordine del giorno, non soltanto negli edifici scolastici ma anche in molti altri contesti di aggregazione giovanile.
A giudizio del sindacato, l'errore principale nell'affrontare questa emergenza risiede nel credere che la soluzione risieda unicamente nel rendere più rigide le punizioni per i responsabili. «Non basta invocare pene più severe», fa notare Castellana, sottolineando come l'inasprimento sanzionatorio intervenga sempre a valle del problema, quando il gesto violento è ormai consumato e il danno educativo e umano si è già prodotto.
La crisi delle agenzie educative tradizionali
All'origine del fenomeno vi è una debolezza strutturale del tessuto sociale ed educativo. La posizione espresso dalla Gilda richiama l'attenzione sul progressivo indebolimento delle storiche agenzie di formazione e socializzazione, a partire dalle famiglie fino alle strutture comunitarie di quartiere come gli oratori.
Quando questi presidi territoriali perdono efficacia o autorevolezza, la scuola finisce per trovarsi isolata nel compito di trasmettere regole di convivenza civile e rispetto reciproco. In questo scenario, il docente viene talvolta scambiato per una figura paritaria o amicale, smarrendo quella distanza istituzionale che garantisce l'autorevolezza dell'insegnamento. Il rispetto delle funzioni e dei ruoli professionali rappresenta invece un presupposto indispensabile per ricostruire un ambiente scolastico sereno e orientato all'apprendimento.
«La violenza si previene con la cultura dell'ascolto e dell'insegnamento. C’è un problema più serio che va affrontato, ovvero il venir meno delle tradizionali agenzie educative.»
— Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale Gilda degli Insegnanti
Gli strumenti necessari: psicologi, educatori e risorse
Per trasformare la prevenzione da principio astratto a prassi quotidiana, la Gilda individua alcune linee d'azione concrete che richiedono un impegno diretto da parte delle Istituzioni e del Ministero:
- Aumento delle risorse economiche: investimenti mirati sulla quotidianità scolastica, per evitare che gli istituti debbano gestire l'emergenza con organici ridotti o strumenti insufficienti.
- Inserimento di psicologi ed educatori: presenza stabile di figure professionali qualificate in grado di intercettare precocemente il disagio giovanile e supportare i docenti nella gestione delle classi complesse.
- Metodologie per il miglioramento delle relazioni: adozione di percorsi formativi dedicati alla gestione dei conflitti, volti a migliorare i rapporti tra pari e la comunicazione con gli adulti.
- Rafforzamento dell'alleanza con le famiglie: ricostruzione di un Patto di Corresponsabilità Educativa autentico, basato sul rispetto del lavoro dei docenti.
Un impegno comune per l'avvio dell'anno scolastico
Con l'approssimarsi dell'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2026/2027, la questione della tutela del personale resta tra le priorità dell'agenda scolastica. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, garantire ambienti di studio e di lavoro sicuri è il primo requisito per assicurare il diritto all'istruzione sancito dalla Costituzione. L'auspicio della categoria è che il confronto con il Ministero dell'Istruzione e del Merito porti a interventi strutturali e finanziamenti dedicati, affinché la prevenzione del disagio entri stabilmente nell'organizzazione di ogni istituto.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito gildains.it.




