Le risorse destinate al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF) per l’anno scolastico 2025/2026 sono state ufficialmente sbloccate. La sottoscrizione del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) mette fine a una fase di incertezza, permettendo alle istituzioni scolastiche di avere un quadro più chiaro sulle disponibilità economiche per le attività aggiuntive del personale docente e ATA. Tuttavia, la partita non è affatto chiusa: il tavolo negoziale tra Ministero e sindacati è destinato a riaprirsi già nelle prime settimane di settembre per definire i criteri di dettaglio e la gestione delle economie.
Cosa cambia con lo sblocco del Fondo MOF
Il MOF rappresenta lo strumento finanziario principale con cui le scuole remunerano le ore eccedenti, le funzioni strumentali, gli incarichi specifici del personale ATA e tutte le attività progettuali previste nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Lo sblocco avvenuto in questi giorni è un passaggio tecnico e politico fondamentale: senza la firma del CCNI, le scuole si troverebbero all'inizio di settembre nell'impossibilità di programmare con certezza i compensi per i collaboratori del dirigente scolastico e per tutte le figure di coordinamento.
Secondo quanto comunicato dai rappresentanti sindacali, in particolare da Anief e Ancodis, la firma del contratto integrativo assicura la continuità dei finanziamenti, ma resta alta l'attenzione sui tempi tecnici. Il rischio, come accaduto negli anni passati, è che il passaggio dei documenti agli organi di controllo — in primis il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e l'Ufficio Centrale di Bilancio (UCB) — possa rallentare l'effettiva erogazione dei fondi sui conti correnti delle scuole.
Le richieste di Anief e il ruolo di Ancodis
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'Anief, ha sottolineato l'importanza di questo sblocco ma ha contestualmente lanciato un monito agli organi di controllo. L'obiettivo è evitare i "consueti ritardi" che spesso portano il personale scolastico a percepire i compensi per le attività svolte con molti mesi di ritardo, talvolta addirittura nell'anno scolastico successivo.
In questa fase, un ruolo di rilievo è giocato dalla collaborazione tra Anief e Ancodis (Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici). Le due organizzazioni premono affinché venga riconosciuta una maggiore dignità economica e professionale alle figure di sistema, ovvero quei docenti che svolgono funzioni di supporto organizzativo e didattico. "Le risorse del MOF devono essere certe e tempestive", fanno sapere i delegati sindacali, "perché il lavoro svolto dai collaboratori e dai responsabili di plesso è il motore che permette alle scuole di funzionare quotidianamente".
Il calendario di settembre: cosa aspettarsi
Nonostante la firma del CCNI, la trattativa riprenderà a pieno ritmo nel mese di settembre 2026. Sono diversi i punti rimasti in sospeso che necessitano di un ulteriore approfondimento tecnico:
- Criteri di ripartizione delle economie: l'utilizzo dei fondi non spesi negli anni precedenti per rafforzare le disponibilità attuali.
- Indennità per il personale ATA: la definizione dei compensi per le mansioni specifiche, in particolare alla luce delle nuove figure introdotte dalla riforma degli ordinamenti professionali.
- Valorizzazione dei tutor e orientatori: l'integrazione tra i fondi specifici stanziati dal Ministero e le risorse ordinarie del MOF per garantire una copertura equa su tutto il territorio nazionale.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) dovrebbe convocare le organizzazioni sindacali già nella seconda settimana di settembre per chiudere i protocolli attuativi. Per i docenti e il personale ATA, questo significa che le tabelle definitive con gli importi spettanti a ciascun istituto potrebbero essere pubblicate entro la fine del mese prossimo.
Consigli per le scuole e il personale
In attesa che il flusso burocratico si completi, è consigliabile che le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) all'interno delle scuole inizino a monitorare le bozze di contrattazione d'istituto. Sebbene i criteri nazionali siano in fase di affinamento, la base economica del MOF 2025/26 è ora consolidata.
Per consultare le circolari applicative e i decreti relativi alla ripartizione dei fondi, è possibile monitorare la sezione dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito all'indirizzo mim.gov.it. Resta fondamentale che ogni istituto verifichi la tempestiva comunicazione dei dati al sistema NoiPA per garantire che, una volta superato il vaglio del MEF, i pagamenti possano essere liquidati senza ulteriori intoppi amministrativi.
La redazione di newsistruzione.it continuerà a seguire l'evoluzione della trattativa di settembre, fornendo aggiornamenti puntuali non appena verranno definiti i nuovi criteri di riparto.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito anief.org.




