Il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa torna al centro dell'agenda per le istituzioni scolastiche e gli enti del Terzo Settore. Nonostante gli investimenti legati al PNRR abbiano già tracciato una rotta significativa, restano aperte importanti opportunità di finanziamento privato e istituzionale mirate a supportare le fasce più fragili della popolazione studentesca. Tra queste spicca la quarta edizione del bando "A Scuola per il Futuro", promosso da Fondazione CDP, che mette a disposizione risorse concrete per progetti triennali di ampio respiro.

L’iniziativa si inserisce in un contesto delicato: sebbene i dati nazionali mostrino una lenta flessione del tasso di abbandono, le disparità territoriali tra Nord e Sud Italia e l'incidenza della dispersione "implicita" — ovvero il mancato raggiungimento delle competenze minime pur in presenza di un titolo di studio — restano criticità aperte. Il nuovo stanziamento punta a intervenire proprio su questi fattori, integrando l'offerta formativa curricolare con attività laboratoriali, supporto psicologico e potenziamento del tempo scuola.

Il bando Fondazione CDP: 1,2 milioni di euro per il futuro

La quarta edizione del bando "A Scuola per il Futuro" è destinata a sostenere progetti che abbiano una durata di 36 mesi. L'obiettivo è prevenire l'abbandono precoce dei banchi agendo su un target specifico: gli studenti che frequentano dal quarto anno della scuola primaria fino al secondo anno della scuola secondaria di secondo grado. Si tratta di una finestra temporale cruciale, che comprende il delicato passaggio tra i diversi cicli di istruzione, momento in cui statisticamente si registra il maggior rischio di distacco dal percorso formativo.

Le risorse complessive ammontano a 1,2 milioni di euro. Una quota significativa del fondo, pari ad almeno il 50%, è vincolata a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno, confermando la volontà di intervenire prioritariamente dove il disagio socio-economico è più marcato. Ogni singola proposta progettuale potrà beneficiare di un contributo compreso tra 150.000 e 200.000 euro.

Chi può presentare domanda: il ruolo del Terzo Settore

Il bando non è rivolto direttamente alle singole scuole come soggetti capofila, ma richiede la costruzione di un partenariato solido guidato da enti non profit. Possono candidarsi in qualità di capofila gli enti iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) che rispondano a specifici requisiti operativi:

  • Essere enti non profit di natura privata;
  • Avere nel proprio statuto finalità coerenti con l'istruzione e l'inclusione sociale;
  • Dimostrare un'esperienza consolidata nel settore specifico oggetto dell'intervento.

È importante sottolineare che gli enti che risultano già beneficiari di contributi della Fondazione CDP per progetti in corso nello stesso ambito non possono assumere il ruolo di capofila, ma possono comunque partecipare come partner di progetto.

L'obbligo del partenariato con le scuole

Sebbene la regia sia affidata al Terzo Settore, il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche è una condizione necessaria e obbligatoria per l'ammissibilità della domanda. Ogni progetto deve infatti prevedere un partenariato che includa:

  • Almeno un'istituzione scolastica (scuola primaria o secondaria di primo/secondo grado);
  • Almeno un altro ente, che può essere un soggetto pubblico (come un Comune o un servizio sociale) o un altro soggetto privato non profit.

Questa struttura mira a favorire la creazione di "comunità educanti", dove la scuola non sia lasciata sola nella gestione del disagio, ma possa contare su una rete territoriale capace di offrire supporto psicologico, orientamento alle famiglie e attività extra-curricolari che rendano l'ambiente scolastico più attrattivo e inclusivo.

Tempistiche e modalità di partecipazione

La procedura di candidatura è gestita interamente in modalità telematica attraverso il portale dedicato della Fondazione. L'iter di selezione si articola in due fasi distinte:

  1. Fase 1: Presentazione dell'idea progettuale. In questa fase i proponenti devono delineare gli obiettivi generali, il target di riferimento e la coerenza con i bisogni del territorio.
  2. Fase 2: Progettazione esecutiva. Solo le proposte che supereranno la prima valutazione saranno ammesse alla definizione dettagliata del piano economico e delle attività.

Secondo il cronoprogramma previsto, i progetti selezionati dovranno essere avviati tra giugno e settembre 2027, così da essere pienamente operativi con l'inizio dell'anno scolastico 2027-2028. Per consultare i dettagli tecnici e accedere alla piattaforma di invio, è possibile fare riferimento al sito ufficiale di Fondazione CDP.

Le azioni ammissibili: dai laboratori al supporto psicologico

Per essere finanziati, i progetti devono prevedere interventi concreti che agiscano sui fattori sociali e pedagogici. Tra le azioni suggerite dal bando rientrano il rafforzamento delle competenze di base, il supporto alla gestione del personale docente nelle classi difficili e la collaborazione stretta con la Pubblica Amministrazione per mappare i casi di evasione scolastica. Particolare rilievo viene dato alle attività che promuovono l'innovazione didattica e l'utilizzo di linguaggi non formali per riagganciare gli studenti demotivati.

In parallelo a queste iniziative private, le scuole continuano a gestire le risorse del PNRR destinate alla riduzione dei divari territoriali. Il coordinamento tra i fondi pubblici del Ministero dell'Istruzione e del Merito e i bandi delle fondazioni bancarie rappresenta oggi la sfida principale per i Dirigenti Scolastici, chiamati a integrare diverse linee di finanziamento in un unico piano di miglioramento dell'offerta formativa.

"Il contrasto alla dispersione non si fa solo in aula, ma costruendo ponti tra la scuola e il territorio. Questi bandi offrono l'ossigeno necessario per far uscire la didattica dai propri confini tradizionali."

Cosa fare adesso

Le istituzioni scolastiche interessate a potenziare le proprie azioni di contrasto all'abbandono dovrebbero attivarsi fin da ora per:

  • Individuare partner affidabili nel mondo del Terzo Settore iscritti al RUNTS;
  • Analizzare i dati interni (Invalsi e tassi di frequenza) per circoscrivere i gruppi di studenti a maggior rischio;
  • Predisporre un accordo di partenariato che definisca chiaramente i ruoli e le responsabilità all'interno del progetto triennale.

La scadenza per la prima fase di presentazione delle idee è imminente: la consultazione tempestiva dei documenti ufficiali sul portale della Fondazione è il primo passo fondamentale per non perdere questa opportunità di finanziamento.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito infobandi.csvnet.it.