La svalutazione sociale ed economica degli insegnanti mette a rischio il futuro della scuola italiana. Dacia Maraini, intervenuta recentemente al Giffoni Film Festival, ha lanciato un appello accorato per restituire "sacralità" e autorevolezza a una professione oggi schiacciata da riforme spesso inadeguate e da retribuzioni che restano tra le più basse d'Europa.
A poche settimane dalla riapertura dei cancelli per l'anno scolastico 2026/2027, le riflessioni della scrittrice accendono nuovamente il dibattito su uno dei nodi irrisolti del nostro sistema d'istruzione: il progressivo scivolamento del ruolo del docente da figura centrale della democrazia a terminale burocratico spesso privo di tutele sociali.
La "desacralizzazione" della scuola: l'analisi di Dacia Maraini
Durante l'incontro con i giovani giurati a Giffoni Valle Piana, Dacia Maraini ha espresso una critica profonda alla gestione della scuola negli ultimi decenni. Secondo l'autrice, l'istituzione scolastica ha subito un processo di "dissacrazione" che non è imputabile ai docenti, bensì a una serie di scelte politiche e riforme che hanno minato le basi del rispetto reciproco tra scuola e società.
"Prima era impensabile che uno studente aggredisse un professore o che questi potesse temere di continuo le denunce delle famiglie", ha dichiarato Maraini, sottolineando come l'autorevolezza sia un requisito indispensabile per l'insegnamento. La scrittrice ha evidenziato come la scuola debba tornare a essere un luogo di costruzione della cittadinanza, dove la conoscenza non viene calata dall'alto ma vissuta con passione e protagonismo dai ragazzi.
Il nodo economico: stipendi fermi e perdita di potere d'acquisto
Il monito della Maraini tocca un punto dolente che i sindacati di categoria denunciano da tempo: il trattamento economico dei docenti italiani. Non si tratta solo di una questione di portafoglio, ma di un segnale di quanto lo Stato valorizzi chi forma le future generazioni. "I professori sono pagati troppo poco", ha ribadito la scrittrice, legando indissolubilmente il prestigio sociale alla dignità economica della professione.
I dati attuali confermano che il divario retributivo tra l'Italia e i principali partner europei resta marcato. Nonostante gli ultimi rinnovi contrattuali, la carriera di un insegnante italiano è caratterizzata da una progressione lenta e da uno stipendio d'ingresso che fatica a coprire il costo della vita, specialmente nelle grandi città del Nord dove molti docenti precari o neo-immessi in ruolo sono costretti a prestare servizio.
Per consultare le ultime disposizioni e le comunicazioni ufficiali sulle politiche del personale, è possibile monitorare la sezione dedicata sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Dalla scuola-comunità alla scuola-azienda
Un altro passaggio chiave della denuncia riguarda la trasformazione della scuola in senso "manageriale". La Maraini punta il dito contro un sistema che ha favorito la burocratizzazione a scapito della didattica e della relazione umana. Le riforme degli ultimi anni hanno spesso introdotto modelli organizzativi che ricalcano quelli aziendali, trasformando i dirigenti in manager e i docenti in esecutori di progetti spesso frammentari.
Questa impostazione, secondo la scrittrice, ha contribuito a incrinare il patto educativo con le famiglie. Quando la scuola viene percepita come un servizio a domanda individuale piuttosto che come un'istituzione pubblica fondamentale, il docente perde la sua funzione di arbitro e guida, diventando bersaglio di contestazioni legali e, nei casi più gravi, di aggressioni fisiche.
Cosa serve per invertire la rotta
Per uscire da questa crisi di identità, la ricetta proposta non passa solo per nuove leggi, ma per un cambio di paradigma culturale. Ecco i punti fondamentali emersi dal dibattito:
- Investimenti strutturali: Aumentare le risorse destinate ai salari per allinearli alla media europea.
- Recupero dell'autorevolezza: Proteggere giuridicamente e socialmente la figura del docente nei confronti di aggressioni e interferenze esterne.
- Protagonismo studentesco: Creare progetti culturali che coinvolgano attivamente i ragazzi, stimolando la curiosità invece della mera memorizzazione.
- Semplificazione: Ridurre il carico burocratico che sottrae tempo prezioso alla preparazione delle lezioni e al rapporto con gli alunni.
Le parole di Dacia Maraini risuonano come un avvertimento alla vigilia di un nuovo anno scolastico che si preannuncia complesso. Senza un ritorno alla "sacralità" dell'istruzione e un impegno concreto sul fronte retributivo, il rischio è quello di una scuola sempre più svuotata di vocazioni e di senso.
Focus: La situazione in vista di settembre
Mentre si conclude la pausa estiva, il Ministero è al lavoro per completare le procedure di immissione in ruolo e l'assegnazione delle supplenze. Tuttavia, il tema del prestigio resta sullo sfondo: la carenza di candidati in alcune classi di concorso scientifiche è il segnale plastico di come la professione docente stia perdendo attrattività per i giovani laureati, attirati da carriere nel settore privato meglio retribuite e meno soggette a stress sociale.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.
Foto di copertina: Valssagra — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons