Un'indennità economica progressiva e la riserva del 100% dei posti disponibili per i trasferimenti a favore del personale scolastico che lavora lontano da casa: è la proposta presentata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) per tutelare i docenti di ruolo fuori sede. L'iniziativa mira a mitigare l'impatto dell'inflazione e dei costi abitativi sul potere d'acquisto degli insegnanti, attraverso l'istituzione di un apposito "Coefficiente di compensazione della mobilità professionale".
Si tratta al momento di una proposta avanzata al Ministero dell'Istruzione e del Merito: non è stato ancora approvato alcun provvedimento legislativo o bando ministeriale in tal senso. Per il momento, le regole relative alla mobilità del personale docente restano quelle stabilite dai contratti collettivi nazionali e dalle relative ordinanze annuali.
I motivi della proposta: costi doppi ed erosione salariale
L'analisi presentata dal CNDDU parte dalla constatazione che l'attuale sistema scolastico ricorre alla mobilità territoriale per colmare gli squilibri tra le diverse regioni d'Italia, lasciando tuttavia i costi di questo spostamento interamente a carico dei lavoratori. Per un docente di ruolo assegnato a centinaia di chilometri dalla propria abitazione, la permanenza fuori sede comporta spese incomprimibili che incidono pesantemente sul bilancio familiare:
- Doppio canone di locazione e relative utenze domestiche;
- Spese di trasporto periodiche per il rientro presso il nucleo familiare;
- Aumento generalizzato del costo della vita nelle grandi città e nei centri urbani a forte attrazione.
A supporto della sollecitazione vengono richiamati i dati economici più recenti: le rilevazioni ISTAT di giugno 2026 indicano un'inflazione annua attestata al 3%, con rincari accentuati per le forniture energetiche, mentre le stime della Banca d'Italia confermano la pressione sui redditi fissi. Secondo le stime sull'andamento retributivo citate nella relazione, il potere d'acquisto dei salari in Italia si è ridotto dell'11,1% negli ultimi cinque anni, rendendo gli adeguamenti contrattuali ordinari insufficienti a coprire i costi vivi sostenuti da chi lavora fuori dalla propria regione di residenza.
Dal punto di vista giuridico, il Coordinamento richiama l'articolo 36 della Costituzione Italiana, che sancisce il diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare un'esistenza dignitosa per sé e per la propria famiglia. L'intervento richiesto viene configurato come un'operazione di redistribuzione delle risorse e delle disponibilità già esistenti, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
Come funzionerebbe il Coefficiente di compensazione
La proposta elaborata dal CNDDU non punta a differenziare lo stipendio base della funzione docente — che deve rimanere uniforme e nazionale — ma ad affiancare un meccanismo di rimborso dei costi necessari per svolgere il servizio in sedi disagiate o lontane. I parametri oggettivi individuati per calcolare il coefficiente di compensazione includono:
- La distanza chilometrica tra la residenza anagrafica e la sede scolastica di servizio;
- I tempi medi di percorrenza ed i costi effettivi dei collegamenti;
- Il livello medio dei canoni di locazione nel comune di destinazione;
- La continuità del servizio fuori sede espressa in anni (ad esempio 5, 10 o 15 anni consecutivi).
Priorità nei trasferimenti e tutela dei docenti assunti con la Legge 107
Sul fronte della mobilità, il CNDDU chiede una revisione dei criteri correnti. La richiesta prevede la destinazione prioritaria del 100% dei posti vacanti e disponibili per le operazioni di mobilità a favore dei docenti che prestano servizio fuori sede, conferendo all'anzianità continuativa accumulata lontano dalla residenza un peso giuridico determinante.
Tra le priorità segnalate dal coordinamento figura anche il rientro nei territori di origine per i docenti assunti nell'ambito della Legge 107/2015 (la cosiddetta "Buona Scuola"), con un'attenzione specifica per classi di concorso ad alta saturazione come la A046 (Scienze giuridico-economiche). Tra le misure accessorie sollecitate rientrano inoltre la promozione di convenzioni per l'housing pubblico ed il monitoraggio analitico delle posizioni ancora bloccate lontano dalla propria provincia.
La situazione attuale e cosa c'è da sapere
È fondamentale ribadire che la proposta del CNDDU rappresenta una sollecitazione di carattere sindacale e sociale inviata alle istituzioni competenti. Allo stato attuale:
| Ambito | Stato attuale della normativa | Proposta avanzata dal CNDDU |
|---|---|---|
| Indennità fuori sede | Non prevista (stipendio base uniforme a livello nazionale). | Introduzione di un'indennità progressiva in base ai costi e alla distanza. |
| Posti per mobilità | Ripartizione percentuale definita dal CCNI Mobilità. | Riserva del 100% delle cattedre disponibili ai docenti fuori sede. |
| Anzianità fuori sede | Punteggio ordinario per anni di servizio di ruolo. | Valore giuridico ed economico prioritario all'aumentare degli anni lontani. |
I docenti interessati ai trasferimenti per il prossimo anno scolastico dovranno continuare a fare riferimento alle prescrizioni del CCNI sulla mobilità e alle comunicazioni che verranno rese note dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, ferma restando l'eventuale apertura di un tavolo di confronto tecnico con le parti sociali sui temi del caro vita e del disagio abitativo.