A meno di un mese dall'inizio del nuovo anno scolastico, il servizio di trasporto dedicato agli studenti con disabilità delle scuole superiori nel territorio della Città metropolitana di Bari è ancora senza un gestore. Ben tre gare d'appalto pubbliche sono andate deserte, lasciando l'amministrazione provinciale senza un operatore privato in grado di garantire il collegamento quotidiano tra le abitazioni e gli istituti scolastici per decine di ragazzi con disabilità grave o severa.

La situazione sta generando forte preoccupazione tra le famiglie del capoluogo pugliese e dei comuni dell'hinterland, che rischiano di affrontare il rientro in aula di settembre senza la copertura di un servizio fondamentale per garantire l'effettiva frequenza delle lezioni e l'integrazione scolastica.

Tre gare andate deserte: i motivi dello stallo

Il nodo della vicenda risiede nelle procedure ad evidenza pubblica avviate dalla Città metropolitana di Bari per l'assegnazione del servizio di trasporto scolastico assistito. Nonostante le scadenze e le successive riaperture dei termini, nessuna azienda del settore ha presentato un'offerta ritenuta idonea o economicamente sostenibile rispetto alle basi d'asta previste dal capitolato.

I costi operativi in crescita, la necessità di impiegare mezzi idonei con pedane sollevatrici ed equipaggiamenti specifici, unitamente alle difficoltà di reperimento del personale specializzato per l'assistenza a bordo durante le tratte, hanno reso le condizioni contrattuali poco appetibili per le imprese di trasporto. Il risultato è che, alla metà di agosto, non esiste ancora un soggetto aggiudicatario pronto a partire con la riapertura delle scuole.

L'ipotesi dei rimborsi e le proteste dei genitori

Di fronte all'imminenza della ripresa delle attività didattiche, la Città metropolitana sta vagliando alcune soluzioni d'emergenza per evitare l'interruzione totale dell'assistenza. Tra le strade percorribili vi sono l'affidamento diretto straordinario a imprese o cooperative del territorio — opzione complessa dal punto di vista burocratico e contabile — e la concessione di rimborsi chilometrici diretti ai genitori che provvedono autonomamente al tragitto.

Proprio questa seconda opzione ha sollevato le dure proteste delle famiglie e delle associazioni di tutela dei diritti delle persone con disabilità. Come denunciano diversi genitori, un contributo economico per chilometro non rappresenta una soluzione reale per chi lavora durante gli orari di ingresso e uscita da scuola o per chi non possiede un veicolo privato idoneo all'alloggiamento di una carrozzina.

Senza un servizio organizzato con mezzi attrezzati e personale addetto all'accompagnamento, il rischio concreto per molti studenti è quello di rimanere rinchiusi in casa, vedendosi negato il diritto fondamentale allo studio.

Il quadro normativo e le competenze degli enti locali

La legislazione italiana sulla continuità educativa e sull'inclusione scolastica assegna agli enti territoriali la responsabilità dell'organizzazione dei servizi di supporto per gli alunni con disabilità:

  • Scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado: la competenza per l'organizzazione e la copertura economica del trasporto scolastico protetto fa capo ai singoli Comuni residenziali;
  • Scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori): la competenza organizzativa ed economica spetta alle Città metropolitane e alle Province, come stabilito dalle leggi regionali di attuazione delle deleghe in materia di istruzione.

Il servizio di trasporto specializzato costituisce un livello essenziale delle prestazioni per rendere effettivo il diritto all'istruzione sancito dalla Costituzione. L'eventuale mancata attivazione del servizio o il suo ritardo espone gli enti competenti al rischio di ricorsi amministrativi e diffide legali per discriminazione e mancata tutela dei minori con disabilità.

Cosa succederà nelle prossime settimane

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi confronti tecnici tra gli uffici dell'amministrazione metropolitana baresi e le rappresentanze delle famiglie per individuare un'intesa operativa. Tra le strade percorribili all'ultimo minuto si valuta il frazionamento del servizio in lotti territoriali più piccoli, in modo da consentire la partecipazione anche di piccole realtà locali o di organizzazioni del terzo settore.

I tempi, tuttavia, sono estremamente stretti: in assenza di una svolta rapida prima della prima campanella, molte famiglie rischiano di dover affrontare il nuovo anno scolastico nell'incertezza e nel disagio.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito bari.repubblica.it.