Per ottenere la riconferma sul posto di sostegno per l'anno scolastico 2026/2027, i docenti precari non possono più fare affidamento sui punteggi minimi degli anni passati. Con le regole derivanti dall'ultimo aggiornamento delle GPS per il biennio 2024/2025 e 2025/2026 (regolato dall'Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024) e in attesa dei futuri provvedimenti ministeriali, la riconferma resta strettamente legata alla posizione utile in graduatoria per l'assegnazione della supplenza e alle specifiche disposizioni che regolano l'ordine delle nomine.
Questa situazione sta creando non poca confusione tra i lavoratori della scuola, abituati a stimare le proprie possibilità di nomina sulla base degli storici dei bollettini precedenti. I vecchi parametri, infatti, rischiano di saltare, rendendo il quadro delle assegnazioni estremamente fluido e imprevedibile.
La spettanza della nomina e il funzionamento della riconferma
La regola fondamentale introdotta per la continuità didattica sul sostegno stabilisce che il docente non ha un diritto automatico alla riconferma sulla stessa cattedra per il solo fatto di avervi prestato servizio l'anno precedente. La condizione essenziale è che il supplente rientri nei criteri di spettanza della nomina per l'anno scolastico di riferimento, secondo quanto previsto dall'Ordinanza Ministeriale e dal quadro normativo vigente (in particolare il D.Lgs. 66/2017 e le relative disposizioni applicative), che richiedono la coincidenza della posizione in graduatoria con la disponibilità del posto.
In termini pratici, l'assegnazione avviene sulla base della posizione in graduatoria e delle preferenze espresse, secondo le modalità definite dall'Ordinanza Ministeriale e dai decreti attuativi del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Se il docente, grazie al suo punteggio aggiornato e alle preferenze espresse, risulta destinatario di una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto nella provincia di riferimento, allora la procedura di continuità sul medesimo posto dell'anno precedente può essere attivata. Se il docente non rientra in questa spettanza di nomina, il posto non può essere confermato e viene destinato alle normali operazioni di supplenze.
Perché i vecchi punteggi GPS non sono più un punto di riferimento
L'ultimo aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), effettuato per il biennio 2024/2026 tramite l'Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024, ha determinato un profondo rimescolamento delle posizioni. Moltissimi candidati hanno dichiarato nuovi anni di servizio, specializzazioni e titoli culturali aggiuntivi, provocando un innalzamento generale e disomogeneo delle soglie di punteggio in tutte le province d'Italia.
Di conseguenza, confrontare la propria posizione attuale con i dati storici degli anni passati è un'operazione non solo inutile, ma potenzialmente fuorviante. Un punteggio che l'anno scorso garantiva una nomina agevole nel primo turno, quest'anno potrebbe non essere sufficiente a garantire la nomina nel turno iniziale delle supplenze, escludendo di fatto il docente dalla possibilità di continuità didattica sullo stesso alunno.
L'impatto delle riserve e la mancanza di trasparenza
A complicare ulteriormente le stime dei docenti vi è la gestione delle riserve di legge (come quelle previste dalla Legge 68/99). Poiché i dettagli relativi ai candidati che beneficiano di queste riserve non sono pubblici per ovvie ragioni di riservatezza, è impossibile calcolare con esattezza matematica l'andamento reale dello scorrimento delle graduatorie.
Un docente potrebbe vedere davanti a sei in graduatoria un determinato numero di colleghi, ma non può sapere quanti di questi beneficeranno di una riserva di posti nel primo turno, alterando sensibilmente l'ordine di nomina e l'accesso ai primi turni di nomina. Questo fattore di imprevedibilità rende necessario un atteggiamento di estrema prudenza.
Il dibattito sulla continuità didattica e l'assenza di automatismi
La riconferma sul posto di sostegno non si configura come una riserva di posto automatica o un diritto assoluto del docente. Le ipotesi di continuità didattica basate su un presunto "accordo a tre" (disponibilità del posto, richiesta della famiglia e disponibilità del docente) non trovano riscontro nei decreti ministeriali ordinari sulle supplenze per una riconferma automatica per l'anno scolastico 2026/2027. Al contrario, l'assegnazione ordinaria richiede sempre:
- La disponibilità effettiva del posto in organico di fatto o in deroga per l'anno scolastico di riferimento (che non deve essere stato occupato da docenti di ruolo o tagliato per contrazione di organico);
- La regolare collocazione in posizione utile del docente all'interno delle graduatorie (GPS o d'istituto) per l'anno di riferimento;
- La corretta presentazione della domanda di supplenza con l'espressione delle preferenze territoriali e di sede e la relativa disponibilità del docente.
La procedura ordinaria richiede che i docenti interessati presentino la domanda di supplenza o esprimano le proprie preferenze utilizzando i canali ufficiali preposti, in particolare tramite il portale ministeriale Istanze Online (POLIS) e monitorando costantemente le pubblicazioni e le istruzioni fornite sugli albi pretori dei singoli Uffici Scolastici Territoriali (UST) competenti.
Senza il perfetto incastro di questi requisiti ordinari, l'Ufficio scolastico non procederà alla conferma e la cattedra tornerà nel calderone delle supplenze ordinarie.
Cosa devono fare i docenti adesso: scadenze e monitoraggio
Le tempistiche ufficiali per la pubblicazione e la comunicazione relativa alla conferma delle supplenze di sostegno e della continuità didattica saranno definite dalle consuete circolari annuali sulle supplenze emanate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Fino alla pubblicazione di tali provvedimenti, i docenti dovranno attendere le indicazioni formali fornite dagli Uffici Scolastici Territoriali e le notifiche di rito.
Nel frattempo, si raccomanda ai docenti interessati di:
- Monitorare costantemente l'albo pretorio e il sito ufficiale del proprio Ufficio Scolastico Territoriale di riferimento per la pubblicazione dei primi bollettini di nomina;
- Verificare con attenzione la propria posizione definitiva nelle GPS e nelle graduatorie d'istituto aggiornate;
- Tenersi pronti a consultare gli interpelli per le supplenze brevi che verranno avviati subito dopo la chiusura delle operazioni del primo bollettino, poiché molti posti (compresi quelli in deroga non ancora assegnati) potrebbero rendersi disponibili in un secondo momento.
Per consultare le linee guida ministeriali e monitorare gli avvisi generali sulle procedure di reclutamento, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale delle supplenze del Ministero dell'Istruzione e del Merito.